Torna a correre il commercio estero extra-Ue
Crescita a due cifre il commercio estero italiano fuori dall’Ue. Nel mese di luglio, secondo l’Istat, il volume delle vendite destinate ai paesi non comunitari ha registrato una crescita dell’11,8% rispetto al 2003, mentre le importazioni hanno chiuso con il 10,2% in più. Andamento che ha portato in recupero la bilancia commerciale: il relativo saldo è infatti passato dal positivo di 1.024 milioni di euro dello scorso anno all’attuale surplus di 1.280 milioni di euro.
Velocità di crescite confermate anche dalla valutazione mensile: rispetto a giugno le esportazioni hanno registrato un incremento dell’1,7%, mentre gli acquisti dall’estero hanno segnato una contrazione dell’1,6%.
In particolare, tra i mercati di destinazione è con i paesi dell’Efta che il made in Italy segna la migliore performance, con un indice positivo al 54%; bene anche con Mercosur (40,2%) e con la Cina (40,1%). Al contrario è rosso per l’export destinato al Giappone (1,4%).
Sul fronte delle importazioni è sempre dalla Cina che si registra il più alto incremento, pari a 27,3%, dall’Opec (19,7%) e dalla Turchia (16,7%). In negativo gli acquisti provenienti dall’Efta (9,7%) e dal Giappone (2,3%).
L’analisi secondo settore di attività mette in evidenza un buon andamento dei prodotti petroliferi raffinati, il cui export è salito dell’86,7%; seguono le vendite all’estero dei metalli e prodotti in metallo (58,2%) e delle macchine e apparecchi meccanici (19,3%). Segno rosso per i mezzi di trasporto (24,8%). L’Italia ha invece incrementato l’import dei mobili (34,9%) e dell’industria metallifera (31,3%).
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