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Crescita record per la Cina

Il Fmi rivede le stime di crescita del Pil dall’8,5 al 9 per cento. Preoccupazioni sui contraccolpi: sollecitato un innalzamento del costo del denaro.

Il Fmi ha rivisto le stime di crescita del Pil cinese 2004 al 9%, dalle attese iniziali di +8,5%, mentre l’inflazione dovrebbe salire al 3-4% nei prossimi 18 mesi prima di cedere terreno.

Così l’ultimo rapporto sulla Cina da parte del Fondo che continua a esprimere preoccupazioni sulla possibilità di un atterraggio morbido per l’economia del Paese: «assolutamente non garantito nonostante alcuni segnali di rallentamento della crescita». I dati più recenti forniscono «un quadro contrastato sul reale rallentamento» dell’economia, da qui la cautela del Fondo, che esorta anche le autorità monetarie del Paese ad alzare il costo del denaro.

Il rapporto dell’Fmi loda le autorità cinesi per «la loro abile gestione economica, che ha ridotto il rischio di un surriscaldamento», ma, come afferma Steven Dunaway, l’esperto del Fondo che ha redatto lo studio sulla Cina, «gli investimenti restano molto elevati e vi sono anche indicazioni che a luglio siano ulteriormente cresciuti».
L’inflazione è pari al 6% destagionalizzato negli ultimi quattro mesi. La maggior parte dell’aumento dei prezzi, continua lo studio, è limitata ai prodotti alimentari e ad alcuni settori dell’energia, ma esiste sempre la preoccupazione che i rincari possano estendersi.

Inoltre, secondo Dunaway, «non è assolutamente certo che la crescita dei crediti abbia rallentato il passo». Di conseguenza nuove riforme economiche da parte delle autorità avranno «un’influenza decisiva», assieme a un irrigidimento della politica monetaria, per far evitare al Paese un atterraggio duro dell’economia, che potrebbe portare il Paese in recessione interrompendone lo sviluppo.

Il Fondo esorta poi la Cina a procedere rapidamente sulla strada di una maggiore flessibilità dei tassi di cambio, un’iniziativa che non precluderebbe al Paese di mantenere il controllo dei capitali, mentre potrebbero anche essere necessari maggiori capitali per rafforzare il sistema bancario cinese. Resta infine da risolvere il problema delle sofferenze bancarie.

(Agenzia Radiocor)
26/8/2004