Urso: “Un piano in dieci mosse per una nuova stagione”
ROMA aise – Cento protagonisti del made in Italy, i campioni dell’impresa, economisti ed esperti, rappresentanti dei ministeri e delle associazioni di categoria delle Camere di Commercio e dei distretti si riuniranno oggi, 25 febbraio, nel pomeriggio, all’Ice, coordinati dal Vice Ministro delle Attività Produttive, Adolfo Urso, e dal presidente dell’Ice, Beniamo Quintieri.
L’obiettivo è preparare il documento base che verrà presentato domani ad una platea di 2mila imprenditori alla Seconda Conferenza Nazionale sul Commercio con l’Estero dedicata al “Il made in Italy e la sfida globale”, che vedrà la partecipazione, tra gli altri, dei ministri Antonio Marzano e Gianfranco Fini, del presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, e del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Il Vice Ministro Urso, che ha fortemente voluto l’iniziativa a 12 anni dopo la prima Conferenza Nazionale, sottolinea che occorre un gioco di squadra per rilanciare il made in Italy e che questo deve essere “al centro del pacchetto sulla competitività che il governo si appresta ad approvare”.
“Negli ultimi tre anni il made in Italy”, ha detto il Vice Ministro, “ha sofferto a causa di tre fattori principali: la concorrenza cinese, aggravata dalla forte svalutazione del renminbi, la caduta dell’export verso la Germania, nostro principale mercato, l’esplosione del costo dell’energia. L’Italia possiede però le risorse imprenditoriali per reagire. Ma occorrono subito azioni rapide ed efficaci”.
In particolare, il piano del Vice Ministro Urso si articola in 10 mosse: 1. pressing sulla Commissione europea per la rapida adozione del marchio d’origine sui prodotti importati nella UE; 2. immediato ricorso alle procedure antidumping europee nel caso in cui a seguito della concorrenza “asimmetrica” asiatica ricorrano condizioni di grave pregiudizio per il sistema industriale italiano e degli altri Stati membri; 3. intensificazione delle azioni di lotta alla contraffazione, introducendo sanzioni economiche a carico di chi acquista prodotti contraffatti; 4. supporto allo sviluppo tecnologico di distretti e consorzi per l’export mediante accordi con università e centri di ricerca e formazione di nuovi manager per l’internazionalizzazione; 5. eliminazione dell’IRAP a carico non solo dei ricercatori ma anche di chi lavora nella fase innovativa; 6. riduzione delle tasse sulle pratiche di registrazione e rinnovo dei brevetti; 7. creazione delle condizioni di contesto più favorevoli per stimolare l’innovazione nei settori a più alto contenuto tecnologico in cui l’Italia eccelle; 8. azioni diplomatiche presso i Paesi emergenti per stimolarli ad accettare più elevati standard sociali ed ambientali dei loro prodotti; 9. sviluppo di una politica fiscale che favorisca l’aggregazione di imprese; 10. rilancio della spesa pubblica in R&S, anche nella prospettiva di una revisione del Patto europeo di stabilità e sviluppo.
(aise)
01/03/2005