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Tim aumenta del 10% ricavi e Mol

Nei primi 9 mesi risultati in miglioramento grazie alle attività estere (+27,4%). Pareggio per la brasiliana Tim Celular

Il titolo in Borsa guadagna l’1,16% Risultati in linea con le stime degli analisti

MILANO • Miglioramento della marginalità sul mercato italiano e raggiungimento del break even sulle attività brasiliane con la start up Gsm (Tim Celular)ameno di due anni dal lancio del servizio.

Tim chiude i primi nove mesi con una crescita dell’Ebitda del 10% a 4.574 milioni di euro su ricavi a 9.499 milioni (+10%). A dare la spinta ai risultati sono stati i ricavi dell’area internazionale saliti del 27,4%, con una particolare crescita in Brasile (+43,4%) dove Tim Celular ha raggiunto il pareggio. Il risultato operativo di gruppo è aumentato del 6,3% a 3.129 milioni. L’incidenza del Mol sui ricavi è del 48,2% (sostanzialmente stabile rispetto al 48,1% dei primi nove mesi del 2003) e quella del risultato operativo sui ricavi è del 32,9 per cento.

L’utile netto di competenza della capogruppo è calato a 1.664 milioni da 1.970 milioni dei primi nove mesi del 2003, che beneficiavano di elementi non ricorrenti per 380 milioni al netto degli effetti fiscali.

Dopo aver distribuito dividendi per 2.222 milioni, a fine settembre la posizione finanziaria netta è positiva per 60 milioni contro i 125 milioni di giugno. Il free cash flow operativo, spiega l’azienda, è sceso a 2.829 milioni, con un calo di 294 milioni rispetto allo stesso periodo 2003, dovuto alla crescita degli investimenti industriali (1.279 milioni), e al mancato beneficio di crediti Iva per 180 milioni acquisiti con l’incorporazione di Blu.

I primi nove mesi risultano quindi sostanzialmente in linea con le attese degli analisti che avevano previsto un Ebitda a 4.529 milioni, ricavi a 9.505 milioni e una posizione finanziaria netta positiva per 65 milioni.
Per quanto riguarda i conti della Spa nei primi nove mesi ha registrato ricavi per 7.381 milioni (+5,7%), il Mol è cresciuto del 7,1% attestandosi a 4.076 milioni, il risultato operativo è salito del 7,8% a 3.201 milioni.

L’incindenza del Mol sui ricavi è del 55,2% e del risultato operativo sui ricavi è del 43,4 per cento. L’utile netto che è lievitato dal 16,1% a 2.143 milioni beneficia di un provento straordinario netto di 150 milioni «realizzato per effetto dello storno delle quote di ammortamento della licenza Umts contabilizzate negli esercizi 2002 e 2003» spiega la società.

Le linee mobili totali del gruppo sono salite a quota 52 milioni di unità (+16,7% sul dicembre 2003). In particolare, in Brasile Tim ha raggiunto 11,7 milioni di clienti (di cui 6,5 milioni Gsm), con una crescita di 3,4 milioni rispetto a fine dicembre. Sul mercato domestico Tim «conferma la sua posizione di leader» con 26,2 milioni di linee, escludendo 533mila linee «silenti».

Ragionando invece sul trimestre i ricavi di gruppo hanno raggiunto i 3.347 milioni (+7,9%), l’Ebitda i 1.656 milioni (+8%), il risultato operativo i 1.162 milioni (+3,9%) e l’utile netto i 643 milioni contro i 977 del 2003, che comprendevano componenti straordinarie di 380 milioni.
Il mercato ha apprezzato i risultati: il titolo ha chiuso a 4,77 euro con un incremento dell’1,16 per cento.

«Il 2004 è stato un anno molto positivo e credo finirà con risultati un po’ migliori degli obiettivi di profittabilità fissati per l’esercizio» ha dichiarato l’amministratore delegato Marco De Benedetti, nella conference call con gli analisti. Riguardo ad una crescita per linee esterne ha confermato che Tim «continuerà ad usare gli stessi criteri per valutare eventuali acquisizioni» e solo in paesi «con una crescita potenziale più alta dell’Italia». Per quanto riguarda nuove cessioni, dopo quella della Digitel per 450 milioni di dollari, ha detto: «Non vedo altre cessioni: quella di Digitel è legata alla realtà del Venezuela e a un’offerta che non potevamo rifiutare».

Il Sole 24 Ore
9/11/2004