Terrorismo, 9 maggio la giornata della memoria
Agnese Moro: “non dimenticare le famiglie delle vittime”. Benedetta Tobagi: “C’è stato un vuoto di attenzione per le vittime del terrorismo”.
Milano, 9 mag. – Oggi si celebra il giorno della memoria per le vittime del terrorismo. Secondo il Presidente Napolitano, si tratta di una celebrazione che “colma un vuoto di memoria storica e di attenzione umana e civile che molti di voi avevano dolorosamente avvertito”. Pochi giorni fa, la legge che istituisce questa giornata è stata approvata definitivamente dal Parlamento con larghissimo consenso. Il 9 maggio del 1978, le Brigate rosse uccisero Aldo Moro, sferrando l’attacco piu’ alto nei confronti delle istituzioni e delle forze politiche.
Oggi Napolitano ha deposto una corona di fiori in via Caetani, dove le Br fecero trovare il cadavere di Moro dentro una Reanult rossa. Nelle scuole saranno organizzati momenti di riflessione e, in apertura dei lavori al Senato, il presidente dell’aula Franco Marini, ha invitato l’assemblea ad un momento di raccoglimento.
Agnese Moro, la figlia dello statista ucciso dalle Br, chiede di “non dimenticare le famiglie delle vittime”. La memoria storica del nostro Paese è “un pochino in ritardo”, anche se “ultimamente ci sono dei positivi tentativi”. Agnese Moro si dice favorevole al “ritorno nella societa’” degli ex terroristi anche se c’e’ una questione di “buon gusto”.
Benedetta Tobagi aveva solo tre anni quello sciagurato giorno del 1980 quando suo padre Walter, inviato del Corriere, venne assassinato dalla Brigata 28 marzo.”Trovo molto importante che il presidente Napolitano abbia voluto muoversi e segnalare la necessità di un giorno della memoria. Così come ritengo giusto quel che dice”. La tobagi legge la lettera aperta di Napolitano e dice: “C’è stato un vuoto di attenzione per le vittime del terrorismo. Non tanto per mio padre forse, ma di sicuro per molti altri, e soprattutto per le vittime del terrorismo di destra. Il mio pensiero è che è molto importante che la memoria di quel periodo sia coltivata in profondità. E riguarda tutti, non solo i familiari delle vittime”.
Fonte:
La Voce d’Italia