Stati Uniti: Camera ai democratici, Senato in bilico
Al Senato è testa a testa. Decidono Virginia e Montana. Rieletti Hillary Clinton e Ted Kennedy. Governatori: vince Schwarzy
WASHINGTON – I democratici hanno conquistato la maggioranza nella Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti e forse si avviano al successo anche al Senato nel voto di medio termine. Al Senato restano da assegnare Virginia e Montana, mentre il Missouri, che sembrava in mano ai repubblicani, è andato ai democratici. I repubblicani hanno perso quindi quattro seggi (Pennsylvania, Rhode Island, Missouri e Ohio). Inoltre a scrutinio quasi concluso i democratici sono in vantaggio sia Virginia che in Montana. Il Connecticut è andato al senatore Lieberman, che si presentava da indipendente dopo aver perso le primarie democratiche. Anche nel Vermont ha vinto un candidato indipendente (Sanders). Ambedue avevano dichiarato già prima del voto che in ogni caso avrebbero fatto parte del gruppo democratico.
Al Senato la corsa potrebbe finire 49 a 49, con due senatori indipendenti ma molto vicini ai democratici. In questo modo anche il Senato finirebbe in pratica nelle mani dei democratici. Se finisse 50 a 48, anche i due senatori indipendenti non consentirebbero ai democratici di controllare il Senato in quanto, per legge, il voto del vice presidente degli Stati Uniti Dick Cheney farebbe pendere la bilancia verso i repubblicani.
Fondamentale quindi per i liberal è la vittoria in Virginia e Montana. In quest’ultimo Stato i democratici sono a un passo dalla clamorosa vittoria. Quando mancano solo i dati della contea di Meagher (circa l’1% dei voti) la differenza tra Tester (democratico) e il senatore uscente Burns (repubblicano) è di 1.735 schede.
In Virginia il candidato democratico Webb si è dichiarato vincitore, ma il suo rivale, il repubblicano Allen, come gli consente la legge della Virginia se il margine tra i candidati è inferiore all’uno per cento, ha chiesto un riconteggio. La differenza tra i due è di circa 7.850 voti. Il riconteggio potrebbe durare settimane.
CAMERA – Alla Camera, i seggi già assegnati sono 227 ai democratici e 194 ai repubblicani, con 14 seggi ancora da decidere. Quindi già adesso i democratici hanno la maggioranza. «Riteniamo che i democratici avranno il controllo della Camera e auspichiamo di lavorare con loro sulle questioni più importanti in agenda, tra cui vincere la guerra in Iraq e quella più vasta contro il terrorismo e mantenere la crescita economica», ha riconosciuto la Casa Bianca già nella notte.
NEW YORK- Hillary Clinton, da parte sua, ha portato un altro seggio ai democratici, stravincendo, come ampiamente previsto, nelle elezioni dello Stato di New York. Secondo le proiezioni elaborate sulla base delle schede esaminate sino a ora, l’ex First Lady ottenuto l’84% dei voti contro il 16% dello sfidante repubblicano John Spence
MASSACHUSETTS – E ancora una volta un Kennedy occuperà un seggio del Senato degli Stati Uniti. Risulta dalle proiezioni elaborate sulla base dello spoglio delle prime schede del Massachusetts dove il senatore uscente Edward Kennedy correva insieme all’avversario repubblicano Kenneth Chase.
FLORIDA – In Florida altra sconfitta per il partito dell’Elefante. Katherine Harris, la «Crudelia» repubblicana, non è riuscita infatti a conquistare un seggio al Senato degli Stati Uniti. La donna era diventata famosa per il sostegno a dato a George W. Bush durante la diatriba in Florida delle presidenziali del 2000 (grazie alla sua posizione di Segretario di Stato della Florida), ma non è riuscita a strappare il seggio al Senato al democratico Bill Nelson, che appariva nettamente favorito.
MAINE – Vittoria repubblicana invece nella corsa per il seggio del Maine che, sempre secondo le proiezioni, vedrebbe vittoriosa la repubblicana Olympia Snowe.
CONNECTICUT- Nel ricco Stato sopra New York ha vinto invece l’indipendente Joe Lieberman. Lieberman, un democratico, si presentava come indipendente, dopo essere stato battuto nelle primarie del suo partito, soprattutto a causa del suo sostegno alla guerra in Iraq. La vittoria di Lieberman, che ha ricevuto una grossa fetta di voti repubblicani, non altera gli equilibri del Senato in proiezione, perchè, come l’altro indipendente eletto nel Vermont Bernard Sanders, egli ha già detto che farà gruppo con i democratici.
CONFERME – I democratici hanno anche conservato i loro due seggi considerati più a rischio dagli analisti, nel New Jersey e nel Maryland.
Fonte:
Corriere della Sera
08 novembre 2006