Learn as if you will live forever, live like you will die tomorrow.

   +1 555 87 89 56   80 Harrison Lane, FL 32547

San Paolo/Il Papa: «Abbiate rispetto per il matrimonio»

Benedetto XVI accolto da una folla in festa a San Paolo in Brasile. «È un grande dono fatto all’umanità»

di GIUSEPPE DE CARLI

SAN PAOLO DEL BRASILE — «Abbiate soprattutto grande rispetto per l’istituzione del sacramento del matrimonio. Non potrà aversi vera felicità nei focolari se, al tempo stesso, non ci sarà fedeltà fra i coniugi. Il matrimonio e una istituzione di diritto naturale, che è stata elevata da Cristo alla dignità di sacramento. È un grande dono che Dio ha fatto all’umanità. Rispettatelo, veneratelo».

Dio, insomma, ha riservato la vita coniugale solo alle coppie sposate. Un’ovazione accoglie queste parole pronunciate in portoghese da Papa Benedetto XVI nello stadio Pacaembu di San Paolo del Brasile. Il Papa su un enorme palco a forma di colomba circondato da quarantamila giovani e centinaia di vescovi, mentre altre decine di migliaia di ragazzi seguono l’avvenimento all’esterno su alcuni megaschermi. Una festa coreografica durante la quale il Brasile si presenta con la complessità dei suoi problemi e con la forza dirompente della sua voglia di vivere.

Il Cantico delle Creature che accompagna immagini di straordinaria suggestione: i paesaggi della natura di questo immenso Paese toccato dal «dito di Dio». Un portoghese fluente quello di Papa Ratzinger, «carioca», brasiliano di Rio de Janeiro, dicono i brasiliani che, ora dopo ora, si fanno conquistare dallo «stile di Benedetto XVI», dal suo modo speciale di esprimere concetti difficili con un linguaggio semplice. Un uomo disarmato e, apparentemente, fragile che parla con dolcezza del Dio che egli ama.

Anche l’incontro privato di ieri mattina col presidente della Repubblica Lula da Silva nel Palazzo dei Bandeirantes (esploratori e pionieri che setacciavano le foreste alla scoperta di metalli e pietre preziose) rilancia l’immagine di un Papa che si è sintonizzato con l’anima più profonda del popolo brasiliano.

La festa e una sottile melanconia, la «fisicità della fede», la devozione mariana, le tradizioni che accompagnano l’esistenza la capacità di reagire alle avversità. Lula è l’incarnazione di questo Brasile che non si arrende. Lustrascarpe venditore di strada, operaio, sindacalista, presidente del più importante Paese dell’America Latina. Il Paese col maggior numero di cattolici del pianeta deve essere un modello, deve avere il coraggio dell’esemplarità. Benedetto XVI traccia una sorta di decalogo di diritti e di doveri: essere uomini e donne liberi e responsabili; fare della famiglia centro irradiante di pace e gioia; promuovere la vita dall’inizio fino al suo declino naturale; tutelare gli anziani; santificare il lavoro; resistere alla «smisurata ambizione di ricchezza e di potere che porta alla corruzione personale e altrui»; riempire la propria vita col messaggio del Vangelo per colmare quel «deficit di speranza» che si traduce nella violenza, nell’uso delle droghe, «nella lusinga di far prevalere le proprie aspirazioni umane, sia economiche che politiche, mediante la frode e l’inganno». La stessa giovinezza, ribadisce il Papa, è una ricchezza singolare. Bisogna scoprirla e valorizzarla. «Il mio appello odierno — afferma il vescovo di Roma — è di non sperperare la gioventù. Giovani, non cercate di fuggire da essa. Vivetela intensamente. Consacratela agli alti ideali della fede e della solidarietà umana. Siete il volto giovane della Chiesa. La Chiesa ha bisogno di voi. Senza questo volto giovane la Chiesa si presenterebbe sfigurata».

Il decalogo si completa con tre altre esortazioni: «A fare della castità, dentro e fuori dal matrimonio, un baluardo delle vostre speranze future»; a dilatare i cuori perché ci siano sempre più amore e bontà; infine occorre custodire il creato. «I nostri boschi hanno più vita». Il Papa cita una frase dell’inno nazionale brasiliano. «La devastazione ambientale dell’Amazzonia e le minacce alla dignità umana delle sue popolazioni esigono un maggior impegno nei più diversi ambiti di azione».

Intanto i grandi quotidiani, dal Cile agli Stati Uniti, rilanciano a caratteri cubitali la scomunica per i politici che approvano leggi sull’aborto. Una scomunica che Papa Benedetto XVI, secondo l’interpretazione del portavoce vaticano padre Federico Lombardi, non avrebbe pronunciato nei confronti dei parlamentari messicani. Una rettifica che è servita a ben poco. La questione dell’aborto non è stata ancora toccata in questo viaggio. Se mai è affrontata dal versante propositivo. Difendere e promuovere la vita, sempre. E poi quella espressione lapidaria riguardante il matrimonio: la vita coniugale per disposizione divina è riservata alle coppie sposate. E questo, nel pensiero del Papa, non vale solo per l’America Latina.

Fonte:
Il Tempo