Learn as if you will live forever, live like you will die tomorrow.

   +1 555 87 89 56   80 Harrison Lane, FL 32547

San Paolo: Fiera Internazionale della Plastica

SAN PAOLO aise – Sono 23 le aziende italiane che partecipano alla Fiera Internazionale dell’Industria della Plastica, aperta a San Paolo del Brasile, dal Ministro dello Sviluppo Industria e Commercio, Luiz Fernando Furlan.

La partecipazione italiana è stata organizzata con il supporto dell’Istituto Italiano per il Commercio Estero, che ha selezionato una serie di ditte rappresentanti la tecnologia, la versatilità e la tradizione italiana per macchine, matrici e forniture per la fabbricazione della plastica e della gomma.

Riportiamo di seguito un’intervista che ci ha rilasciato Alessandro Veronesi, Presidente di Assocomaplast, l’Associazione Nazionale Costruttori di Macchine e stampi per materie plastiche e gomma.
D. A quante manifestazioni parteciperà la vostra associazione quest’anno?
R. Da anni siamo presenti a questi eventi in Cina, India, Russia, Iran, Argentina, che sono particolari mercati dove, a maggior ragione, i costruttori italiani hanno bisogno di un supporto, non ultimo anche economico. Se il Ministero delle Attività Produttive decide di elargire qualcosa, ben venga. Si pensi che in Cina il metro quadro di area espositiva costa 500 dollari americani, ma anche in Russia: credo che qui siamo sui 300 dollari. La nostra associazione fa, inoltre, promozioni articolate con diversi attori.

Assocomaplast ha una struttura molto diversificata: pubblichiamo anche una piccola rivista con un seguito di 60mila copie, realizzata in lingue diverse, dall’italiano all’inglese, spagnolo, polacco, arabo, russo. Ci stiamo organizzando anche per un’edizione iraniana. In genere, in queste fiere, ci organizziamo con 20, 30 stand di rappresentanza personalizzati.

D. Quali sono i mercati principali cui partecipate? L’ICE è sempre presente?
R. Sono mediamente 10-15 ogni anno i mercati in cui distribuiamo la rivista, diamo e raccogliamo informazioni: la partecipazione di Assocomaplast è autonoma, e queste fiere, inoltre, le paghiamo con le nostre risorse. Con l’ICE concordiamo un programma promozionale annuo per le attività produttive in cui riceviamo un sostanziale sostegno.
D. Quanto al fatturato complessivo del 2004?
R. I costruttori italiani del settore, secondo una graduatoria mondiale nell’export, sono al terzo posto, dopo i tedeschi e i giapponesi. Rispetto al Giappone, siamo in una posizione di vantaggio, in quanto i produttori asiatici non fabbricano la gamma intera di macchine, anche se hanno raggiunto una posizione di primo piano nella produzione di macchine ad iniezione, settore che rappresenta il 60 per cento della produzione giapponese. Questi rivali, inoltre, sono scarsi nell’estrusione e nel soffiaggio, le tre branche portanti.

Per quanto riguarda la produzione dell’anno scorso, la produzione è stimata pari a 3, 85 miliardi di euro, di cui 2,25 legati all’esportazione. L’importazione si è attestata sui 625 milioni di euro, forniti per il 40 per cento dai tedeschi.
Da un triennio a questa parte la produzione è salita mediamente dell’1 al 2 per cento, stando alle condizioni generali dell’industria del plastico nel mondo. In Europa siamo vittime di tutta una serie di vincoli interni, di direttive che ci impongono determinate procedure, soffriamo di un euro super valorizzato. Sinceramente, non si riesce a capire da dove parta questa direttiva, e non è comprensibile la sottovalutazione del dollaro americano. In Paesi come il Brasile, dove vigono forti gravami fiscali e dazi, siamo fortemente penalizzati. Questo ha dato origine, peraltro, all’imprenditorialità di una trentina di aziende italiane che hanno importato un sito produttivo con partner locali facilitate dall’affinità culturale e dalla presenta di moltissimi discendenti.

D. Come vede questa Fiera a San Paolo?
R. Dai primi commenti mi sembra di cogliere un certo ottimismo, c’è una certa soddisfazione per la presenza del pubblico brasiliano, ma anche per quello messicano, argentino, del centro America, ed altri visitatori di Paesi terzi. Il mercato nazionale del Brasile è molto importante e basterebbe a se stesso, ma la presenza di altri Paesi rendono la fiera più foriera di successi commerciali.

D. Avete altre Fiere in programma?
R. Verso fine anno c’è una concentrazione di Fiere in Europa. A maggio in Equador e in Cile; a marzo del 2006, in Argentina, in alternativa alla Brasilplast. Spero che i risultati commerciali con i brasiliani, ma anche con gli altri Paesi dell’area, siano tali da dare un po’ di ossigeno alle aziende italiane che sono con il fiato corto, perché in Europa la situazione economica in generale è tuttora stagnante, difficile, per tutta una serie di motivi.
Negli ultimi 5 anni nella Brasilplast mediamente il numero degli espositori italiani è stato tra le prime partecipazioni estere, nell’ordine del centinaio.

(v.soligoaise)