Pollastri: solo $ 7/8 miliardi l’interscambio con l’Italia
Bologna – Il Sud America può essere una buona alternativa per la piccola e media impresa italiana. Ne è convinto il presidente vicario di Assocamerestero, Edoardo Pollastri. Intervenendo a Bologna alla Convention delle Camere di Commercio Italiane all’Estero in qualità di responsabile dell’area Sud America, Pollastri si è anche augurato che entro primavera sia firmato l’accordo tra Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay) e Unione Europea, visto che da questa intesa “ci si attende un incremento espressivo dell´intercambio commerciale, principalmente per la progressiva riduzione delle barriere doganali non tariffarie”.
Pollastri ha fatto notare che nei quattro Paesi dell’area vivono oltre 40 milioni di persone. “Ci si potrebbe aspettare un intercambio commerciale già consistente, ma non é cosí”, afferma Pollastri, “I cinque paesi dell´Area (va aggiunto il Cile, n.d.r.) scambiano oggi con l´Italia circa 7/8 miliardi di dollari, meno del 2% del movimento di import/export italiano e circa il 4% dell´import/export del Mercosur. Si tratta quindi di valori molto modesti, e ció ci fa pensare che tutti noi, istituzioni e imprenditori, dovremmo cercare di fare di meglio, poiché esistono le condizioni per poterlo fare”.
Gli investimenti italiani in Sudamerica sono modesti, se comparati a quelli di altri paesi industrializzati. I numeri ufficiali del Banco Centrale brasiliano, custode degli investimenti esteri, fissano in 3,6 miliardi di dollari lo stock di investimenti italiani in Brasile, contro 11,5 della Francia, 7,3 della Germania, 33,9 degli Stati Uniti, ecc. Le ragioni sono note: poche sono le grandi imprese italiane, e sono le grandi imprese che fanno i maggiori investimenti.
C’è da aggiungere che le banche italiane investono poco nell’area, l’Agip ha venduto, e i casi Parmalat e Cirio hanno ridotto la presenza italiana. Per contro si registra una forte ascesa degli imprenditori spagnoli, francesi e portoghesi.
Nel continente sudamericano l’economia che cresce di più è quella del Brasile. Si stima infatti che il suo PIL potrà crescere del 5% nell’anno in corso. La grave crisi argentina ha ridotto al minimo l´intercambio tra le due maggiori economie dell’area (Brasile e Argentina) nel 2002; il 2003 ha visto una leggera ripresa che si sta confermando nel 2004, ma le difficoltà sono ancora molte.
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