Offerta etanolo brasiliano non tiene il passo della richiesta
RIO DE JANEIRO • Il caropetrolio sta rendendo sempre più promettente il futuro dell’etanolo, l’additivo delle benzine ottenuto da cereali, canna da zucchero, biomasse.
Ad avvantaggiarsene di più sarà il Brasile, primo produttore mondiale davanti a Stati Uniti e Cina. E fin d’ora si profilano eccellenti risultati commerciali. Lo testimoniano gli interventi alla conferenza sull’etanolo indetta a Sao Paulo dalla società di consulenza Datagro.
Nel 2003 Rio ha esportato 760 milioni di litri, ma quest’anno l’export brasiliano di etanolo raggiungerà 2 miliardi di litri e nel 2005 la • domanda potrebbe toccare 3,8 miliardi, se trovasse sufficiente disponibilità. Le previsioni sono della Crystalsev, uno dei maggiori esportatori, le cui proiezioni parlano di una domanda di etanolo brasiliano in salita fino a 13,3 miliardi di litri nel 2010, con Europa, Giappone e Corea del Sud pronti ad assorbire insieme circa 9 miliardi di litri.
Le stime per l’anno prossimo dicono che l’Unione Europea comprerà un miliardo di litri di etanolo ottenuto dalla canna da zucchero. La Thailandia acquisterà 700 milioni, Usa e India 600 milioni ciascuno, il Canada 400 e Giappone e Corea 500 complessivamente.
Il totale potrebbe non essere alla portata degli esportatori brasiliani, che stanno già dando fondo alle scorte. La produzione locale infatti è prevista a 14,2 milioni di litri e la domanda interna a 13,3 milioni, sempre che i prezzi rimangano concorrenziali con quelli degli altri carburanti. In realtà, dicono gli analisti della tedesca F.O. Licht, l’etanolo rincarerà e renderà più cauti gli acquirenti.
Nel marzo scorso i forti stock e i buoni raccolti avevano portato i prezzi a 350 reais per mille litri, mentre ora si viaggia intorno a 900 reais.
Sul lungo termine però i risultati saranno senza dubbio brillanti.
Negli Usa l’utilizzo di etanolo come additivo dei carburanti godrà probabilmente di agevolazioni fiscali; la Ue entro il 2010 avrà il 5,75% di etanolo nelle benzine; in alcune province cinesi se ne usa già il 10% e la motorizzazione del Paese corre tanto rapidamente da impedire che la produzione interna (ottenuta in prevalenza dai cereali) sia sufficiente a coprire il fabbisogno.
Il Brasile, che può contare sulla produzione più efficiente, è quindi in posizione privilegiata, anche se giungeranno sul mercato altri Paesi. Uno di questi sarà la Francia, che attualmente produce poco etanolo ed esporta 1,5 milioni di tonnellate di zucchero, ma che in futuro muterà indirizzo, sia per i rincari delle benzine, sia per l’imminente riforma che abbatterà i sostegni al settore saccarifero.
Il Sole 24 Ore
22/10/2004