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Montezemolo ai sindacati: nuovo patto sociale

Sul federalismo: «Ho il dubbio che porti più spese e meno efficienza». Le priorità: sud, competitività, potere d’acquisto

CAPRI – «Basta. Non facciamoci del male. Non userò mai più la parola declino. Basta, basta, basta, basta!»: è un Luca Cordero di Montezemolo molto deciso quello che invita a guardare al futuro rivolgendosi all’assemblea dei Giovani imprenditori al convegno di Capri. Montezemolo ha proposto un nuovo patto sociale ai sindacati: «Occorre ricostruire il sistema degli ammortizzatori sociali – afferma il presidente di Confindustria – e ai sindacati propongo un patto per nuove relazioni industriali, un patto sociale che sappia riformarli». Sempre sul fronte sociale, il presidente di Confindustria ha detto di aver «chiesto al governo di dare direttamente alle parti sociali quello 0,3% del salario che versiamo all’Inps per la formazione. Dove sono queste somme? E’ uno strumento per ridurre elementi di precarietà nel lavoro ed elevare la qualità delle produzioni in italia».

PRIORITA’ – A proposito della finanziaria 2005, Montezemolo parla di un provvedimento «restrittivo». Ma, sottolinea il presidente di Confindustria, in vista di un provvedimento del governo sulla competitività «preferisco fare un passo indietro oggi, se possiamo farne due avanti domani». Ed al ministro Antonio Marzano, che parla di collegato, replica: «Sarei curioso di vedere come spiegare ai giornalisti stranieri che c’è un collegato, una finanziaria: è qualcosa di italiano che è difficile da spiegare all’estero». Confindustria «da domani collaborerà alla stesura del collegato», ma «pretenderà tre priorità: sud, competitività, potere d’acquisto».

DUBBI SUL FEDERALISMO – Dubbi di Confindustria sulle riforme: «Dobbiamo evitare di infilarci in qualche tunnel che ci conduca ad avere maggiori spese e minore efficienza», ha detto Montezemolo sul federalismo. «La nostra è cautela, non rifiuto – ha spiegato -. Nel corso degli anni si è continuato a parlare di federalismo misurandolo su basi ideologiche invece che di economia, efficienza e partecipazione». Montezemolo ha il «sospetto» che con il nuovo Federalismo «il numero delle province aumenti, il personale pubblico si estenda, di passo in passo, senza assorbire quello esistente». Ha il «sospetto» che i costi e il fisco per i cittadini non si riducano, che la qualità dei servizi non migliorerà: «Ho solo dubbi in proposito e sono i dubbi degli imprenditori italiani».

CAMPAGNA SULLA COMPETITIVITA’ – Sulle riforme economiche, Confindustria, per Montezemolo, è pronta a lanciare una vera campagna per la concorrenza: «Dobbiamo investire in innovazione, innovazione, innovazione», ha esordito puntando il dito sul tema centrale del Paese. «Ma per investire in innovazione serve un ambiente aperto alla concorrenza. Ed è ora che Confindustria lanci una vera campagna per la concorrenza, che coinvolga tute le forze del paese, uscendo dalle chiacchiere dell’occorrerebbe e del si dovrebbe. Propongo un progetto comune, trasversale a tutte le categorie e a tutti gli interessi», ha continuato. E sull’inflazione, Montezemolo si è detto scettico sul blocco dei prezzi: «Un cartello è sbagliato sia che porti ad un aumento dei prezzi sia che porti ad una diminuzione. La cultura del mercato regredisce con questi interventi».

Corriere della Sera
3/10/2004