Le tracce di Candido Portinari in Brasile
Un omaggio del giornalista brasiliano Fabio Gomes, al pittore italo-brasiliano
Porto Alegre – Un omaggio ad un artista le cui origini e la cui cultura rimasero sempre fortemente legate all’Italia. Analizzerà anche questo aspetto l’evento che il giornalista brasiliano Fabio Gomes , editore del sito web www.brasileirinho.mus.br, terrà sulla figura, vita e opere, del pittore italo-brasiliano, Cândido Portinari (1903-62).
Un cultura e una ispirazione, particolarmente “italiane” che, a loro volta, hanno agito profondamente nel cambiamento storico-culturale del Paese sudamericano. L’appuntamento si terrà presso la Fundação dos Administradores del Rio Grande do Sul, il prossimo 18 novembre.
Candido Portinari (1903-1962), figlio di emigranti fiorentini in Brasile, è a tutt’oggi considerato uno dei maggiori artisti brasiliani dell’età moderna. Le sue opere, oltre ad essere molto note in patria, riuscirono, già a partire dagli anni Quaranta, a travalicare i confini nazionali, e a farsi apprezzare sia dalle platee europee che da quelle statunitensi; e il suo fu un successo tale da trasformarlo in vero e proprio simbolo e icona del popolo brasiliano nel mondo.
Influenzate da una parte dai movimenti artistici europei – in particolare, dallo stile drammatico di Picasso – e dall’altra dai coevi murales messicani, le opere di Portinari sono oggi presenti nei maggiori musei del continente.
Tra i suoi lavori più noti, i grandi pannelli realizzati per il quartiere generale dell’ONU a New York (1957) e quelli destinati alla Libreria del Congresso, a Washington; in Brasile, inoltre, celebri i suoi murales e i suoi mosaici, in particolare quelli che si trovano all’interno del Ministero dell’Educazione di Rio de Janeiro, e nella Pampulha Church realizzata da Oscar Niemeyer a Belo Horizonte (1944/45). Tra le sue opere più ammirate, “Menino Morto” e “Enterro na Rede”, entrambi appartenenti alla vasta serie dei “Retirantes”, i Migranti.
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