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Il taglio delle tasse in busta paga da gennaio

Le nuove aliquote fiscali e le detrazioni dell’Irpef scatteranno già da questo mese. Cento decreti per attuare la Finanziaria

ROMA – Alla spietata regola del decreto non è scampato nemmeno il comma numero 240 della Finanziaria, quello ribattezzato comma «Villa Certosa». E’ quello che modifica la legge Merloni sugli appalti pubblici, escludendo dalle gare europee le opere fatte per conto dei servizi segreti. Compresi, quindi, i misteriosissimi (per costo e portata) lavori alla residenza sarda del premier Silvio Berlusconi. Perché tuttavia quella norma diventi operativa ci sarà bisogno di un decreto attuativo. E poco importa se chi lo dovrà emanare, d’intesa con il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco, sarà lo stesso presidente del Consiglio, cioè il proprietario di Villa Certosa. Sempre un decreto si dovrà fare. E non sarà nemmeno l’unico.

La Finanziaria da 572 commi, costata lacrime, fatica e quattro voti di fiducia, oltre alle ferie natalizie dei parlamentari, ha ora bisogno, per avere conseguenze concrete, di almeno 70 (settanta) decreti ministeriali e 32 (trentadue) decisioni di altra natura, come delibere del Cipe, provvedimenti «direttoriali» delle agenzie fiscali, circolari e persino un pronunciamento dell’Unione europea. Il totale, per difetto, è di 102 atti normativi.

Il primo, preso ieri a tempo di record, è la circolare intitolata «Riforma dell’Ire», che consentirà di far partire le nuove aliquote fiscali e le detrazioni già dalla busta paga di gennaio.
Entro un mese dovrà poi essere emanato un decreto del ministero dell’Economia per definire la spesa media procapite dei vari comuni da usare come base per stabilire il tetto di spesa che gli enti locali dovranno rispettare. E sarà solo l’inizio. Una selva di decreti dei dicasteri della Salute e ancora dell’Economia si renderanno necessari per regolare il groviglio di norme in materia sanitaria e farmaceutica. Sempre che qualche Regione non sia costretta ad aumentare le addizionali Ire (ex Irpef) e Irap. Allora ci sarà anche il problema di nominare, per decreto, altrettanti commissari ad acta .
Ma Berlusconi dovrà firmare un decreto anche per nominare Roberto Calderoli commissario per i forestali calabresi. Un provvedimento di Siniscalco e del ministro dell’Innovazione Lucio Stanca sarà indispensabile per spedire via email agli statali il cedolino dello stipendio. E diversi decreti serviranno a regolamentare il blocco del turnover delle pubbliche amministrazioni. Uno (del ministro delle Attività produttive Antonio Marzano) perfino le assunzioni delle Camere di commercio. Con un decreto del ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno verrà ripartito il fondo agricoltura biologica. Mentre a suddividere il fondo per la prima casa alle giovani coppie ci penserà Siniscalco con i ministri delle Infrastrutture Pietro Lunardi e delle Pari opportunità Stefania Prestigiacomo.

Toccherà ancora a Berlusconi mettere in moto per decreto i finanziamenti per le calamità naturali. I fondi per lo sviluppo, invece, verranno azionati con delibere del Cipe. Anche se tutta la materia, precisa il comma 221, è subordinata «alla preventiva approvazione da parte della Commissione europea». Sarà quindi compito del Cnr (che c’entra?) costituire un Osservatorio sul «mercato creditizio regionale». E basterà invece un semplice provvedimento dei Monopoli per le modalità di trasferimento dei fondi al Coni.

Il ministero dell’Economia avrà il privilegio di fissare le norme sulle scommesse sulle corse dei cavalli e sul gioco a distanza, ma anche di stabilire gli aumenti delle imposte ipotecarie, catastali e dei bolli. Il dicastero della Giustizia dovrà regolare le modalità di alienazione delle automobili e dei veicoli sequestrati e giacenti nei depositi giudiziari. Per la revisione delle classificazioni catastali è prevista invece una raffica di provvedimenti delle Agenzie delle entrate e del territorio, e poi dei comuni. Decreti dell’Economia faranno partire la «pianificazione fiscale concordata» e un provvedimento dovrà essere adottato entro febbraio per la revisione degli studi di settore. Altri decreti per vendere le strade statali e le caserme, decidere i beni culturali che si potranno affittare, aumentare il prezzo delle sigarette e fissare le caratteristiche del biodiesel agevolato. Poi c’è chi dice che l’Italia ha troppe norme.

Corriere della Sera
Sergio Rizzo
7/1/2005