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Il Sistema Italia parte alla rincorsa del Brasile

San Paolo Il gruppo Pirelli cresce ancora in America Latina nel segmento degli pneumatici per veicoli da cantiere e mezzi agricoli. E aggiunge altri 100 milioni di dollari all’investimento di 300 milioni illustrato nel luglio scorso proprio a San Paolo nel corso delle celebrazioni per gli 80 anni della Bicocca in Brasile.

 Lo ha annunciato Marco Tronchetti Provera a margine del forum economico Brasile-Italia, presenti il capo della Repubblica federale, Inàcio Lula da Silva, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, il vice ministro Adolfo Urso, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia e il presidente dell’Abi, Corrado Faissola.

Il numero uno della Bicocca prevede una crescita degli pneumatici speciali di circa il 7,5% nei prossimi tre anni. In particolare, i nuovi investimenti programmati in America Latina consentiranno tra il 2010 e il 2012 un aumento complessivo della produzione pari al 40% di gomme per mezzi agricoli e da lavoro. Il gruppo prevede anche di tornare a esportare questi pneumatici negli altri mercati dal 2011.

Guidando la missione «Sistema Italia» in Brasile (organizzata da Confindustria, Ice, Abi e Simest), Scajola e Marcegaglia sono convinti che le imprese italiane possono agganciare il grande piano di infrastrutture da 265 miliardi di euro con interventi in tre macrosettori: logistica, energia e infrastrutture socio-urbane, oltre al settore ferroviario per l’alta velocità. Senza dimenticare le grandi opere in vista dei Mondiali di calcio e delle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

 L’Italia, secondo il ministro Scajola, conta di arrivare a un accordo tra Stati firmato dallo stesso premier Silvio Berlusconi e dal presidente Lula (che sarà a Roma domenica prossima). Per Scajola e la Marcegaglia, bisogna «rincorrere i mercati che crescono – hanno detto all’unisono – e il Brasile è diventato una potenza economica che cresce in maniera significativa e virtuosa, diminuendo il debito pubblico e investendo cifre importanti».

Intanto Confindustria chiede a Lula una graduale riduzione dei dazi che, soprattutto nei beni di consumo, sfiorano il 70 per cento. «Proprio perché i nostri Paesi sono amici, con 35 milioni di brasiliani di origine italiana – ha detto la presidente Marcegaglia – chiediamo un calo dei dazi, nell’ambito del Doha Round o nelle trattative Mercosur-Ue. Le barriere doganali limitano molto le nostre due economie».

Ma Lula non ci sta: «Sono dazi normali – ha risposto – e non danneggiano l’export italiano perché il real è sopravvalutato di almeno il 23 per cento. Quindi questa differenza va a compensare le tasse doganali». Altra questione sul tavolo: la tassa sui capitali stranieri. «Dovevamo farlo – sì è quasi scusato il ministro delle Finanze, Guido Mantega (origini genovesi) – perché gli stranieri stavano investendo troppo e c’era il rischio di una bolla speculativa».

 

Fonte:
Il Giornale