Il dollaro deprime le Borse
Euro spinto a 1,28 Listini in calo fino al 2% Giù Francoforte e Parigi, tiene Wall Street Ma l’Ocse è ottimista sulla solidità dei mercati
MILANO • L’ennesimo record del prezzo del petrolio, il sisma in Giappone (il più devastante dal ’95) e il brusco calo del dollaro, con ripercussioni sui ricavi delle società che realizzano produzione e utili negli Stati Uniti, hanno messo ieri al tappeto le Borse europee.
Il dollaro ha aperto la settimana con un vistoso calo, scivolando a 1,2829 contro euro, cioè a un passo dal record storico. Il greggio Wti ha toccato i 55,67 dollari al barile, record assoluto, per poi scendere di circa un punto percentuale. Per la Borsa di Milano il calo è stato dello 0,95%, e peggio sono andate Zurigo, che ha ceduto l’1,51%, Parigi e Francoforte, che hanno terminato le contrattazioni in flessione di oltre due punti. In uno scenario di incertezza, anche Wall Street ha chiuso debole, con cali peraltro solo frazionali.
Agli investitori non sono bastate le rassicurazioni dell’Ocse, per il quale il caro petrolio non intaccherà la solidità dei mercati. Il rialzo dei costi dell’energia, lamentano gli investitori, inciderà infatti sui risultati economici societari nei prossimi mesi, mentre il nuovo rafforzamento dell’euro sembra in grado di minare i risultati dei gruppi europei esposti sul mercato statunitense. Fortemente colpiti dai ribassi di ieri sono stati così i gruppi automobilistici (il cui indice Stoxx ha ceduto il 2,6%), come la DaimlerChrysler (-3,5%) e la Porsche (-4,2%) •
Il Sole 24 Ore
26/10/2004