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Ecco chi assume in italia

Secondo un’indagine di Unioncamere e Ministero del lavoro, il fabbisogno delle imprese italiane per il 2004 è di oltre 56mila laureati in circa 80 discipline .

Oltre 56 mila laureati in circa 80 discipline: è questo il fabbisogno occupazionale che le imprese italiane dichiarano per il 2004, l’8,4% del totale delle assunzioni previste nell’anno. Solo il 30% servirà a coprire il naturale turnover degli addetti, mentre il restante 70% significherà nuove posizioni nelle aziende.

È quanto emerge dall’indagine Excelsior realizzata, come ogni anno, dall’Unioncamere in collaborazione con il ministero del Lavoro.

La ricerca offre indicazioni anche ai giovani che si apprestano ad iscriversi all’università, affinchè facciano da adesso la scelta che offre più possibilità di entrare nel mondo del lavoro.
“Le imprese italiane stanno facendo crescere la domanda di ‘intelligenzè e di “conoscenze” che rivolgono al mercato del lavoro e, quindi, all’Università che produce questi beni fondamentali per lo sviluppo” ha detto il presidente di Unioncamere Carlo Sangalli sottolineando come le imprese nel 2004 chiedono quasi il 2% in più di laureati rispetto allo scorso anno, quando erano solo il 6,5% del totale.

“Ma questi stessi dati – ha aggiunto – ci dicono anche che ci sono margini di miglioramento per il sistema universitario: il 38% dei laureati è giudicato dalle aziende di difficile reperimento sul mercato e il 45% inizierà un corso di formazione praticamente il giorno dopo aver timbrato il primo cartellino.
Occorre lavorare – ha concluso Sangalli – per costruire una grande alleanza tra università e impresa, perchè alle conoscenze si possano aggiungere, già nel corso degli studi, le competenze richieste dal mercato”.

LE LAUREE PIÙ RICHIESTE NEL 2004
Nel segno della tradizione la graduatoria delle lauree che emerge dalle dichiarazioni delle imprese. Dei 56.430 laureati che le aziende hanno previsto di assumere, il 25,3% (pari a 14.272 unità) deve essere in possesso di una laurea in Economia e commercio.
Fortemente distanziati seguono i laureati in Scienze infermieristiche (4.806 assunzioni previste, l’8,5% del totale) e ingegneria elettronica (4.281 unità, pari al 7,6% del totale).

Ma se per i laureati in Economia e commercio l’assunzione può concretizzarsi senza intoppi (solo il 18% delle assunzioni è considerato difficile dalle aziende), non altrettanto si può dire per dottori in scienze infermieristiche e ingegneri elettronici: per i primi l’assunzione è giudicata a rischio nel 75% dei casi, mentre per i secondi 67 assunzioni su 100 si presentano di difficile realizzazione.

Le cause più comuni di queste difficoltà si concentrano nella mancanza della necessaria esperienza o qualificazione (il 60,7% degli ingegneri elettronici da assumere rientrano in questa casistica, come anche il 48% dei laureati in lingue e il 28,8% degli ingegneri informatici). Altra difficoltà riscontrata più di frequente è la ridotta presenza sul mercato o la forte concorrenza tra le imprese per assumere i laureati disponibili (è il caso del 60,9% dei dottori in scienze infermieristiche e del 18,4% dei farmacisti).

LE LAUREE AL FEMMINILE
Anche in questo caso prevale la tradizione. In totale risultano essere 5.970 le laureate che trovano lavoro nel 2004, l’11% del totale dei laureati richiesti dalle imprese.
In termini percentuali, le maggiori richieste si concentrano nelle discipline classiche: il 65% delle assunzioni di laureati in lingue riguarda donne, come anche il 62% dei dottori in conservazione dei beni culturali e il 50% di quelli in scienze della comunicazione.
In termini assoluti, tuttavia, la laurea in economia e commercio resta quella più spendibile (1.209 assunzioni previste).
Seguono i titoli in lingue e letterature straniere (802 richieste), farmacia (512) e scienze infermieristiche (383).

CHE LAVORO ATTENDE I LAUREATI?
Investire in conoscenze specialistiche resta una scelta che il mercato del lavoro finisce per premiare nel 67,5% con l’offerta di un contratto a tempo indeterminato.
Nel caso delle scienze infermieristiche, la percentuale sale all’81,9% e resta al di sopra del 70% per gli ingegneri informatici (79,8%), gli ingegneri meccanici (77,9%), i dottori in scienze dell’informazione (76,8%), gli economisti d’azienda (75,2%).
Il tempo determinato, frequente nel 25,5% dei casi, diventa preponderante per le assunzioni previste di laureati in ingegneria elettronica (può riguardare il 52,8% degli assunti) e in statistica (il 49,5% con offerta di contratti a tempo).

DOVE TROVANO LAVORO I LAUREATI
In termini assoluti è la Lombardia la regione più affamata di laureati.
Delle 56.430 assunzioni previste, ben 14.683 (il 26% del totale) si concentrano nella regione più ricca del Paese anche in termini di imprese.
A grande distanza seguono il Lazio, con 8.977 assunzioni previste (il 15,9% del totale) e l’Emilia Romagna con 5.508 laureati da assumere (il 9,8%).
Le tre regioni si dividono i primi posti per quasi tutte le principali lauree, con l’eccezione di economia e commercio, ingegneria meccanica e scienze dell’informazione che trovano in Piemonte una terra di elezione (la regione subalpina figura al terzo posto nelle graduatorie delle richieste per tre le lauree citate).
Allargando lo sguardo alle grandi circoscrizioni geografiche del Paese, il Nord-Ovest è l’area che esprime la richiesta maggiore di personale laureato.
Con le sue 21.236 assunzioni previste rappresenta il 37,8% del totale, oltre il doppio di quanto potrà assumere il Mezzogiorno (10.135 richieste, pari al 18% del totale).
Ridotto anche il contributo del Nord-Est (solo il 20,2% del totale dei laureati verrà attratto dall’area), che lascia alle regioni del Centro la palma del secondo posto, con 13.553 laureati richiesti pari al 24% di tutte le assunzioni previste.

Panorama
6/10/2004