Così si promuove l’offerta nel mondo
Ecco come creare le condizioni per «vendere» e valorizzare in Italia e all’estero il territorio meridionale
ROMA – Fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno; semplificazione amministrativa per l’attività d’impresa; riduzione dell’Iva per il turismo. Ma anche interventi di ristrutturazione urbana con una legislazione mirata per le città; sostegno alla ricerca attraverso aiuti fiscali; deduzione fiscale dei costi sostenuti per promuovere all’estero le imprese meridionali.
Ecco le priorità che servono per promuovere il Sud nel mondo. Perché – come ha detto ieri il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo – se «dobbiamo andare a parlare con gli investitori istituzionali», l’investimento diventa attraente solo se c’è «il prospetto informativo in cui ci sono le condizioni dell’offerta». Solo se c’è «la faccia dei capi delle società», «i garanti dell’offerta», che in questo caso sono gli amministratori locali, i rappresentanti del Governo, «chi di noi è utile».
Al Governo le associazioni firmatarie dell’intesa chiedono anche certezze sulle risorse destinate al Sud. La Finanziaria all’esame del Parlamento, scrivono, «presenta rilevanti elementi di criticità». Sotto accusa, in particolare, il blocco di spesa imposto dalla manovra (6.650 milioni di € per il 2005, di cui 1.750 per gli incentivi) «che rischia di limitare fortemente il percorso di crescita delineato».
Così come lo «spostamento in avanti nel tempo dell’utilizzo delle risorse e, conseguentemente, del raggiungimento degli obiettivi programmatici. Tant’è che nonostante il rifinanziamento del Fondo aree sottoutilizzate sia in linea con gli anni precedenti (otto miliardi) ben 7.800 milioni sono collocati alla fine del triennio ovvero nel 2007.
La competitività.
Il documento invita l’Esecutivo a inserire nel collegato competitività: un premio fiscale per la crescita dimensionale delle imprese tramite processi di concentrazione, e la loro aggregazione; un credito d’imposta per i progetti di ricerca affidati dalle imprese alle Università e ai Centri di ricerca e per l’innovazione diffusa; la deduzione fiscale delle spese sostenute dalle imprese per l’attività di promozione all’estero. Fiscalità di vantaggio.
La tassazione del reddito d’impresa è una delle leve competitive. È necessaria pertanto «una fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno, al fine di costituire reali condizioni di attrattività fondate sulla totale automaticità e su procedure che minimizzino i rischi connessi a scelte discrezionali». Di qui l’invito al Governo «ad aprire nel più breve tempo possibile il confronto con la Commissione europea».
Gli incentivi. Una riforma degli incentivi (in particolare della Legge 488/92) «orientata alla semplificazione delle procedure, alla certezza dei tempi e alla promozione degli investimenti innovativi». In particolare, le ipotesi di modifica della 488 dovrebbero salvaguardare: l’operatività delle modifiche a partire dal 2005 senza soluzioni di continuità tra il regime attuale e il nuovo regime; la non retroattività delle modifiche; il mantenimento del finanziamento in conto capitale; una premialità per gli investimenti più innovativi e/o a più ampio impatto occupazionale.
La ricerca. Il documento propone: un credito di imposta pari al 10% delle spese totali di ricerca e innovazione digitale per un periodo di dieci anni; eliminazione del costo del personale addetto alla ricerca dalla base imponibile Irap; scelta di dieci programmi strategici per il Paese finanziati con contributi pubblici; fiscalizzazione degli oneri sociali per gli addetti alla ricerca per le imprese in start up.
Le infrastrutture. Occorre un intervento urgente che utilizzi in forma «realmente» integrata le risorse disponibili nazionali e comunitarie. Non solo. Al fine di promuovere la rapida realizzazione degli interventi prioritari «si ritiene opportuna una interpretazione più flessibile del Patto di stabilità» che riservi «nel calcolo dei deficit nazionali, un trattamento più favorevole alle spese per investimenti nelle grandi infrastrutture di interesse europeo».
Il credito. È urgente adeguare il funzionamento dei principali Fondi di garanzia pubblici (Fondo Centrale di garanzia per le Pmi, Fondo di garanzia per le imprese artigiane, Fondo Interbancario di garanzia) per renderli Basilea2 compliant.
La concertazione. E condizione essenziale per il rilancio del Mezzogiorno deve essere la ripresa e il consolidamento del principio della concertazione. Che si tradurrà, tra l’altro, nel promuovere «l’adozione del metodo concertativo anche a livello decentrato, attraverso accordi tra le parti sociali e con le amministrazioni regionali e locali».
Il Sole 24 Ore
3/11/2004