Come il experience design può sfruttare il settore del vino italiano nel mondo
In tempi di pandemia, il “experience design” sarà la chiave per portare ancora oltre il vino italiano. Il tema è stato discusso alla quarta edizione dell’Italian Taste Summit, che si è svolta dall’11 al 13 luglio in diverse città della regione del Lago di Garda, nel nord Italia.
L’evento, organizzato da Joanna Miro, responsabile marketing e amministratore delegato di Wine Global Aspect Group, ha riunito più di 50 mense e i maggiori operatori e critici internazionali del settore vitivinicolo.
“A causa della pandemia, tutti abbiamo subito un grande trauma, di fronte al quale cerchiamo certezze e valori stabili. Questo crea un’opportunità unica per le aziende del mondo del vino, purché sappiano cosa bisogna fare: la risposta si chiama ‘experience design’”, ha spiegato Miro.
Gli esperti hanno indicato la necessità di un ritorno alla socializzazione unita alla ricerca della sicurezza come uno dei punti di partenza a cui il marketing deve prestare attenzione quando agisce. Anche secondo loro, per una perfetta “experience design” sono importanti la riscoperta dell’essenziale, la ricerca dell’autenticità e il recupero dei valori umani che caratterizzano il settore agroalimentare in generale, e quello enologico in particolare.
Tra le azioni, i suggerimenti dei partecipanti hanno fatto riferimento ai concetti più disparati in diverse strategie e piattaforme, dall’estetica ai contenuti del sito web aziendale e dei social network, passando per offerte multicanale, logistica, fino ad arrivare al design della bottiglia e l’etichetta. L’importante, secondo gli esperti, è valorizzare l’esperienza e stimolare positivamente tutti i sensi del consumatore.
Mercato Internazionale del Vino Italiano
Il rapporto Vino e Spirits realizzato da Mediobanca con Sace e Ipsos prevede per il biennio 2021/2022 una ripresa del 3,5% annuo del consumo di vino italiano e un aumento del 4,6% annuo dell’export.
Per i due principali mercati di riferimento, Stati Uniti e Germania, si prevede una crescita dei consumi rispettivamente del 2% e del 3,1% annuale. In Russia l’aumento raggiungerà il 3% annuale, mentre in Canada e Giappone raggiungerà il +5,9% annuale.
Le informazioni provengono dal Food Community