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Brasile: il nuovo mondo è già cominciato

L’esperienza brasiliana, caratterizzata da un forte attivismo della società civile, sarebbe un esempio del fatto che il nuovo mondo è già cominciato. L’argomento verrà affrontato in un ciclo di incontri in collaborazione con Compagnia delle Opere e Fondazione per la Sussidiarietà ospitato dal Meeting di Rimini.

Rimini – Alcuni dicono che un altro mondo è possibile; per quelli del Meeting di Rimini, da 24 anni forum di dibattito e di incontro per la comunità cattolico-liberale italiana e internazionale, il nuovo mondo è già cominciato. E l’esperienza brasiliana, caratterizzata da un forte attivismo della società civile nella gestione e nella risoluzione delle problematiche sociali, ne sarebbe un esempio.

L’argomento verrà affrontato in un ciclo di incontri in collaborazione con Compagnia delle Opere e Fondazione per la Sussidiarietà, in programma per il prossimo 24 agosto, in cui si susseguiranno interventi di personalità politiche e attivisti della società civile brasiliana, sotto il coordinamento di Mario Molteni, Docente di Economia Aziendale presso l’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano.

Senso dell’incontro sarebbe quello di presentare esperienze significative del fatto che, in condizioni difficili, senza che il sistema subisca mutamenti radicali, l’azione individuale di un “io cambiato ” può modificare la realtà umana, secondo Molteni. “Tutte le personalità che interverranno sono accomunate dal fatto di essere promotori di esperienze che apportano novità, anche in condizioni difficili, o dalla predisposizione a voler dare spazio a chi vuole promuovere novità”. Così, interverranno Roberto Moussalem De Andrade, Ministro dello Sviluppo Urbano dello Stato di Bahia, Vincenzo Petrone, Ambasciatore d’Italia in Brasile, Cleuza Ramos, Presidente di Landless Workers of Sao Paulo Association, Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani nel Mondo, e Marcos Zerbini del Movimento Favelados di San Paolo del Brasile.

Oggi Marcos Zerbini è consigliere municipale di San Paolo, il centro urbano più importante del Paese. Per 19 anni, insieme alla moglie, è stato alla guida dell’ Association of Landless Workers of Sao Paulo. Le esperienze delle organizzazioni sociali in cui la gente comune prende nelle proprie mani la storia e contribuisce a costruirla, e che grazie al principio di sussidiarietà si uniscono a costituire il nuovo mondo, con giustizia sociale e piena dignità umana, queste esperienze, secondo Zerbini, sarebbero indicative del fatto che il nuovo mondo è già cominciato.

“Da uno stadio iniziale di invasori, diciannove anni fa, un gruppo di poverissimi lavoratori senza terrra si è costituito in associazione, che oggi permette loro di costruire su base legale interi quartieri – racconta Zerbini riferendosi alla nascita di Landless Workers of Sao Paulo Association -. Con questo nuovo approccio basato sull’auto-organizzazione sociale, è possibile per questi gruppi costruire le loro case con un aiuto minimo da parte del Governo”.

Molte aspettative erano nate con l’elezione, nel 2003, del Presidente Luis Ignacio Lula da Silva, carismatico esponente del PT – Partido dos Trambiques- fino ad allora da sempre all’opposizione: Lula si sarebbe occupato delle problematiche sociali che gravano sul Paese, di entità continentale, secondo EDOARDO POLLASTRI, Presidente Vicario dell’Associazione delle Camere di Commercio Italiane all’Estero. Tali aspettative sarebbero state disattese, durante il primo anno di Governo, per le attenzioni usate, dal nuovo Presidente, nel tentativo di non allarmare i mercati. “Nel primo anno di Governo la politica economica di Lula è stata piuttosto conservatrice, e l’attenzione alle problematiche sociali non all’altezza delle aspettative – commenta Pollastri -. La preoccupazione di dare un’immagine del Paese visibile ai mercati è stata tale da accantonare le riforme sociali”.

Per tutto il tempo durante il quale l’attore statuale non è stato sufficientemente attivo né presente nella gestione delle problematiche sociali sarebbero stati proprio i singoli a farsene carico. “Ci sono realtà che hanno permesso di creare, nelle favelas, iniziative di educazione e di lavoro, contribuendo a riqualificare la qualità della vita all’interno di questi contesti disagiati – commenta Molteni -; c’è chi s’impegna nell’ambito della salute. Tutti comunque rispondono ai bisogni della gente”.

E c’è chi, come Zerbini, riceve dalla propria iniziativa sociale l’impulso necessario per approdare al mondo politico e continuare ad occuparsi delle stesse tematiche in altra sede, contribuendo anche a creare importanti sinergie tra attori politici e sociali. “La forza della politica può aiutare nelle rivendicazioni sociali”, commenta Zerbini, eletto consigliere municipale dalla base dei lavoratori senza terrra che lui ha contribuito a organizzare.

Secondo Pollastri, le iniziative espressione non solo della società civile, ma anche di enti privati, nel tentativo di alleviare la pressione sociale, sono cresciute in modo eccezionale. “Ormai anche l’imprenditoria privata si prende cura delle problematiche sociali” afferma Pollastri, asserendo che frequenti sono le attività di recupero promosse dai privati, collateralmente alle loro iniziative economiche.

L’Italia, che nella sfera economica non spicca tra i partner di maggiore importanza, è sicuramente la numero uno in materia di impegno sociale. “L’Italia si affaccia sul continente brasiliano cercando di affrontare le problematiche sociali che lo interessano ed è agevolata nell’insediamento sociale dalla cospicua comunità italica locale”. E la presenza del Ministro Tremaglia all’incontro calza proprio a pennello. “Speriamo che il rapporto con lui possa essere l’occasione perché gli italiani nel mondo scelgano di contribuire a migliorare la realtà in cui vivono”, commenta Molteni.

Oggi il clima economico, in Brasile, sta migliorando e Lula comincia a poter disporre delle condizioni necessarie per potersi dedicare alla non facile risoluzione della questione sociale. “Forse in questo senso potremmo parlare di un mondo nuovo, in Brasile – dice Pollastri -: un mondo in cui si ricerca l’equilibrio tra la sfera economica e quella sociale”.

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