Bce: «Dal caro-petrolio inflazione sopra il 2 per cento»
Gli elevati corsi del greggio potrebbero frenare la ripresa, sia su scala mondiale sia per l’impatto sulle ragioni di scambio dell’area euro.
I mercati, diversamente al passato, si attendono che i corsi petroliferi si mantengano su livelli elevati per un periodo più lungo e, «se tale aspettativa dovesse concretizzarsi, con ogni probabilità il tasso di inflazione continuerebbe a superare il 2% nella restante parte di quest’anno e nei primi mesi del 2005». Lo scrive la Bce nel Bollettino mensile di agosto (aggiornato a martedì 10). Nell’attuale panorama economico-monetario, continua la Bce, è necessario «un atteggiamento vigile sull’andamento delle aspettative di inflazione» e sui possibili «rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi».
«Le quotazioni del petrolio – osserva la Banca centrale europea – continuano a esercitare spinte al rialzo sul livello generale dei prezzi nel breve periodo. Secondo la stima rapida di Eurostat, in luglio l’inflazione sui dodici mesi sarebbe rimasta invariata al 2,4% rispetto a giugno. Al netto delle componenti più variabili – sottolinea l’Istituto di Francoforte – rappresentate da alimentari non trasformati ed energia è stata pari al 2,2% in giugno». Secondo i banchieri europei «il tasso di inflazione al consumo dovrebbe riportarsi al di sotto del 2% nel corso del 2005, una volta che avranno cessato di incidere sul suo calcolo i forti shock inflazionistici del 2004, derivanti sia dai prezzi dell’energia sia alle imposte indirette e dai prezzi amministrati».
Nonostante questo la Bce è convinta che «le prospettive continuano a essere in linea con la stabilità dei prezzi nel medio periodo, sebbene sia probabile – avverte – che a breve termine persistano pressioni inflazionistiche in qualche misura più accentuate». Tutti motivi che hanno portato la Banca centrale europea a «non modificare il proprio orientamento di politica monetaria».
Anche per quanto concerne la ripresa economica di Eurolandia l’Istituto si conferma comunque ottimista. E in prospettiva «continua a confidare che il miglioramento dell’attività economica proseguirà: vi sono i presupposti per un ampliamento e un rafforzamento della ripresa e le attese di un perdurante recupero sono in linea con la recente evoluzione dei mercati finanziari».
Il prezzo del petrolio però potrebbe compromettere questo scenario e «desta preoccupazione» per cui i rischi di una spinta inflazionistica «vanno tenuti sotto stretta osservazione». Anche perchè, spiega la Bce, «la liquidità presente nell’area dell’euro continua a essere notevolmente superiore a quanto necessario per finanziare una crescita non inflazionistica».
Il Sole 24 Ore
12 agosto 2004