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Alitalia, scivolone in Borsa dopo l’allarme di Cimoli

L’ad e presidente aveva fatto sapere che senza un piano rapido la compagnia di bandiera è destinata alla liquidazione

MILANO – Il giorno dopo l’allarme lanciato dall’amministratore delegato e presidente Giancarlo Cimoli sul futuro di Alitalia, il titolo della compagnia di bandiera affonda in Borsa. A Piazza Affari è arrivata a cedere oltre il 6%, in netta controtendenza con le compagnie aeree in Europa. A mezzogiorno la flessione era del 5,19%.

L’ALLARME – Convocando i vertici delle rappresentanze sindacali Cimoli ha fatto sapere, senza tanti giri di parole e in anticipo rispetto alla ripresa delle trattative, che se non verrà varato un piano al più presto, l’aviolinea è destinata alla liquidazione. In pratica ci sarà un commissariamento della società se sindacati ed Alitalia non raggiungeranno un accordo il prossimo 15 settembre.

Il direttore delle risorse umane, Massimo Chieli, ha rincarato la dose, asserendo che «senza intesa, Alitalia ha 20 giorni di vita».

CONTI IN PICCHIATA – Del resto anche gli ultimi dati finanziari non fanno ben sperare: la società della Magliana non è riuscita a perseguire gli obiettivi di budget per 17 milioni di euro a luglio ed agosto.
Alitalia, nei primi sei mesi del 2004, conta perdite per oltre 330 milioni di euro: senza un accordo sul piano di riassetto rischia il crac. Nei primi cinque mesi dell’anno, inoltre, i passeggeri sono calati dell’11%.

Corriere della Sera
24/8/2004

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