Learn as if you will live forever, live like you will die tomorrow.

   +1 555 87 89 56   80 Harrison Lane, FL 32547

Accordo UE-Mercosur, il Brasile elimina anche i dazi su pasta e olio d’oliva

Con una misura unilaterale, il governo Lula ha azzerato le tariffe sui prodotti alimentari esclusi dal trattato con l’Europa.

UnionFood: “L’accordo è un’opportunità, Mercosur è strategico per il Made in Italy”.

Accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur: il Brasile cancella le tariffe su pasta e olio d’oliva.

L’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur, finalizzato dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen lo scorso dicembre in Uruguay, ha lasciato scontenti diversi settori. Non solo il settore agricolo, che chiede maggiore protezione e rifiuta il trattato, ma anche segmenti che speravano in una maggiore apertura e in un accordo più ambizioso. Durante i negoziati, durati più di vent’anni, è emerso chiaramente che non sarebbe stato possibile eliminare il 100% delle tariffe (l’accordo ha raggiunto il 90%), con la conseguente esclusione di alcuni settori considerati sensibili. Un esempio è la pasta, un prodotto strategico per l’industria agroalimentare italiana.

Ma negli ultimi giorni qualcosa è cambiato: il Brasile ha deciso unilateralmente di azzerare i dazi su diversi prodotti alimentari, tra cui la pasta. Il governo brasiliano ha eliminato i dazi all’importazione su undici prodotti alimentari, tra cui carne, sardine, caffè tostato, chicchi di caffè, olio d’oliva, zucchero, olio di palma, olio di girasole, mais, pasta e biscotti.

La misura è stata annunciata dal Vicepresidente e Ministro dell’Industria Geraldo Alckmin, che ha negoziato e finalizzato l’accordo tra i paesi del Mercosur e l’Unione Europea. La decisione del governo Lula è stata motivata da ragioni di politica interna ed estera. Sul fronte interno, la riduzione delle barriere tariffarie ha lo scopo di contribuire a contenere l’inflazione, consentendo l’ingresso di prodotti a prezzi più bassi in un momento di aumento dei prezzi, influenzato anche dalle sfide fiscali del governo. A livello internazionale, c’è preoccupazione per l’ondata protezionistica scatenata dalle tariffe imposte da Donald Trump.

Il Brasile, che rappresenta circa 200 milioni dei 290 milioni di abitanti del Mercosur, punta molto sull’accordo con l’UE, sia per espandere le proprie esportazioni che per attrarre investimenti. Così, di fronte alle incertezze europee (compresa la resistenza dell’Italia), il governo brasiliano sta migliorando le condizioni rimuovendo le tariffe sui prodotti che erano stati esclusi dall’accordo, al fine di evitare il fallimento di un accordo di libero scambio che avrebbe creato un mercato integrato di 700 milioni di produttori e consumatori.

Dal punto di vista italiano, si tratta di una notizia positiva, sia perché inaspettata sia perché apre il mercato sudamericano a prodotti agroalimentari come la pasta (attualmente soggetta a una tariffa del 14% in Brasile). Ciò avviene in un momento critico, quando il mercato statunitense potrebbe chiudersi a questi prodotti. Poiché la decisione del Brasile è unilaterale e indipendente dal trattato con l’UE, potrebbe essere rivista in futuro, ma rappresenta già un segnale importante per una parte dell’industria che, pur essendo generalmente favorevole all’accordo di libero scambio, era frustrata per non poterne sfruttare appieno i vantaggi.

“Esprimiamo grande soddisfazione per l’esito positivo di una trattativa lunga e complessa”, ha dichiarato a Il Foglio Mario Piccialuti, direttore generale di UnionFood, l’associazione di Confindustria che rappresenta gran parte dell’industria agroalimentare italiana. “Il Mercosur è un mercato strategico per la pasta italiana: attualmente esportiamo circa 53 milioni di euro di pasta, ma si tratta di cifre ancora basse a causa dei dazi in vigore. C’è quindi un grande potenziale di crescita, considerando non solo le dimensioni e la popolazione dei paesi del blocco, ma anche la forte presenza di discendenti italiani, che mantengono legami con le tradizioni mediterranee.”

La pasta è inoltre considerata un prodotto strategico, in quanto può dare impulso all’intero settore alimentare made-in-Italy, come il vino, i cui dazi, che attualmente oscillano tra il 27% e il 35%, saranno ridotti dall’accordo con il Mercosur. I benefici del trattato, tuttavia, si estendono oltre il settore agroalimentare a industrie come quella meccanica, chimica, automobilistica e farmaceutica.

Nonostante ciò, il governo di Giorgia Meloni, che svolge un ruolo decisivo nei negoziati in Europa, si è finora opposto all’approvazione dell’accordo commerciale con il Mercosur. Questa posizione è stata criticata come “antipatriottica” perché, proteggendo interessi specifici, danneggia l’industria e l’economia italiana. Rifiutare il trattato significherebbe, in pratica, imporre un costo aggiuntivo sia all’Italia che all’Unione Europea.

Fonte: Il Foglio