{"id":28534,"date":"2021-04-23T00:56:24","date_gmt":"2021-04-23T00:56:24","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/pittoresca-ripartire-con-il-settore-culturale-non-e-aprire-le-porte\/"},"modified":"2021-04-23T00:56:24","modified_gmt":"2021-04-23T00:56:24","slug":"pittoresca-ripartire-con-il-settore-culturale-non-e-aprire-le-porte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/pittoresca-ripartire-con-il-settore-culturale-non-e-aprire-le-porte\/","title":{"rendered":"PITTORESCA &#8211; Ripartire con il settore culturale non \u00e8 aprire le porte"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Era un caldo pomeriggio d&#8217;estate nell&#8217;agosto 2019 ed ero al Victoria and Albert Museum di Londra. In quello spazio dove c&#8217;\u00e8 un giardino e una fontana molto grande, mentre mangiavo tranquillo il scones, gli anziani leggevano i giornali, i giovani studiavano e altri suonavano la chitarra. All&#8217;improvviso, un gruppo di bambini tra i 3 e 6 anni \u00e8 apparso in costume da bagno, pronto a divertirsi nella fontana del giardino del Victoria and Albert Museum. Immagine bellissima! Questi bambini quando cresceranno, non avranno paura di andare a musei e biblioteche, perch\u00e9 sentiranno di appartenere a tali spazi, come tutti gli altri della vita quotidiana. E quando avranno un pomeriggio libero, andranno al museo. Quando adulti, arriveranno al secondo, terzo gradi d&#8217;istruzione e poi, rivestiranno capitale aquisito nella societ\u00e0 di quello che \u00e8 un investimento sociale&#8221;.<img decoding=\"async\" class=\"wp-image-16490\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/italcam.com.br\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/WhatsApp-Image-2021-04-22-at-16.29.13.jpeg\" alt=\"\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il commento \u00e8 di <strong>Massimiliano Zane<\/strong>, 41 anni, <strong>progettista culturale<\/strong>, nato a <strong>Venezia<\/strong>. Con una laurea anche in Filosofia ed Economia, Zane \u00e8 un riferimento in Italia per quanto riguarda lo sviluppo e l&#8217;espansione del settore culturale nel Paese. Professore universitario, con esperienza in aziende che sviluppano <em>software <\/em>per la proiezione culturale, membro del dossier della <strong>Capitale Italiana della Cultura<\/strong>, rappresentante italiano in diversi progetti culturali nell&#8217;<strong>Unione Europea<\/strong>. Tuttavia, la tua professione non ha il dovuto riconoscimento, perch\u00e9 &#8220;<em>con la cultura non si mangia<\/em>&#8221; &#8211; qualche somiglianza con il Brasile?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa <strong>intervista esclusiva<\/strong> a <strong>PITTORESCA<\/strong>, Zane rompe gli stereotipi e riflette sulle conseguenze della <strong>pandemia<\/strong> sul settore culturale italiano. Indica anche cosa \u00e8 necessario fare affinch\u00e9 l&#8217;area economicamente pi\u00f9 colpita dalla crisi del covid-19 possa sorgere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, avverte: \u201c<em>Non basta riaprire le porte degli spazi culturali. Serve una politica solida per attirare, nel modo pi\u00f9 spontaneo possibile, un pubblico che era gi\u00e0 distante prima della pandemia <\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><em>Bruna Galv\u00e3o*<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">PITTORESCA &#8211; Nel suo editoriale in Artribune lei fa una riflessione sulla ripartenza del settore culturale dove si deve offrire accoglienza al pubblico e un piano solido economico-politico-sociale ai colaboratori, dipendenti, artisti. Il settore era gi\u00e0 ammalato prima del covid. Lei ci crede davvero che la societ\u00e0 si adoperer\u00e0 per evitare l\u2019impoverimento culturale del futuro?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MASSIMILIANO ZANE <\/strong>&#8211; \u00c8 un auspicio che se prima della pandemia era uno sfizio, adesso siamo di fronte ad una necessit\u00e0 di farlo. Questo perch\u00e9 settore culturale \u00e8 ormai difronte a un pivio, non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersi di essere considerato, diciamo, la cenerentola dell&#8217;economia del paese italiano. Abbiamo visto proprio grazie alla pandemia o per colpa della pandemia, tutte le difficolt\u00e0, tutte le zone d&#8217;ombra che erano prese il sistema culturale lavorativo frammentato da una fortissima disparit\u00e0 dei settori, da come la differenza di trattamento tra gli operatori garantiti degli operatori non garantiti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;universo economico, quello culturale-nazionale che vada ai teatri, che vada i musei, che va fino alle aree archeologiche fino alle biblioteche \u00e8 costituito da tantissime meravigliose stelle sconnesse le une dalle altre. Il lavoro fondamentale in questo senso per la prossima ripartenza sar\u00e0 creare delle costelazione e riuscire a metterle in condivisione alle una con le altre. Allora cos\u00ec, si, riusciremo a farle brillar. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Noi abbiamo un turismo che vale a 13% del PIL nazionale, ma l\u201980% di questo turismo \u00e8 un turismo culturale. Quindi ovviamente si intrecciano i due piani per far ripartire al meglio l&#8217;elemento di valorizzazione lavorativa ed economica turistica, serve lavorare anche sull&#8217;offerta culturale. <\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 pi\u00f9 possibile tenere i due piani separati, perch\u00e9 la valorizzazione identitaria che abbiamo soprattutto in Italia, il principio secondo cui la valorizzazione \u00e8 la finalit\u00e0, il fine stesso della tutela, cio\u00e8 il valorizzare un bene culturale \u00e8 quel passo fondamentale affinch\u00e9 possa essere tutelato e salvaguardato e preservato perch\u00e9 se io non conosco quel bene, se io non lo so riconoscere non lo posso neanche proteggere. Quindi se non lo posso proteggere, non lo posso neanche proporre, spiegare e far conoscere a visitatore , al pubblico che pu\u00f2 essere tanto pubblico locale quanto il pubblico straniero. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 uno dei punti fondamentali su cui noi dobbiamo lavorare \u00e8 il lavorare per una nuova accessibilit\u00e0 al patrimonio, cio\u00e8 renderlo fruibile, renderlo conosciuto, renderlo un manifesto e trovare tutti quegli elementi che possano far s\u00ec che vadano tanto a, diciamo intrecciarsi con il elemento identitario locale, quanto l\u2019elemento identitario nazionale. <img decoding=\"async\" class=\"wp-image-16493\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/italcam.com.br\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/pompeii-2040436_1920.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Non parliamo pi\u00f9 di Belle Arti, parliamo di cultura identit\u00e1ria, di un elemento che diventa la rappresentazione dell&#8217;eredit\u00e0 storica di un popolo. Non parliamo pi\u00f9 di um oggetto all&#8217;interno un museo. Se questo perde la sua connessione con quella rappresentanza, diventa un elemento solamente abbellitivo, un disegno. Tenendolo nascosto, protetto al massimo stiamo salvaguardando ma non lo stiamo tutelando, perch\u00e9 lo allontaniamo dal vissuto quotidiano delle persone. Per cui lavorare proprio sulla nuova modalit\u00e0 di accessibilit\u00e0 sar\u00e0 important\u00edssimo. <\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche perch\u00e9, punto fondamentale, noi fino ad oggi, abbiamo basato i nostri principi di fruizione culturale e di oferte culturale sulla base della domanda, in una sorta di operazione matematica molto lineare, che vuole creare il prodotto per rispondere a una domanda a regola di mercato. Ad oggi, com la pandemia, noi non avremo pi\u00f9 la stessa domanda di prima. Forse non avremmo neanche pi\u00f9 la domanda. Questo \u00e8 il punto, questo \u00e8 il problema. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi non potremmo basare, pensare di basare l\u2019oferta sulla domanda l\u00ec dove la domanda nemmeno c&#8217;\u00e8, perch\u00e9 in questo anno e mezzo, questo anno quella pandemia ha fatto s\u00ec, chiudere l&#8217;interno sistema culturale perch\u00e9 va ricordato che l&#8217;intero sistema culturale vero processo l&#8217;intera filiera culturale \u00e8 stata la prima a chiudere. Pi\u00f9 di un anno fa ed \u00e8 stata l&#8217;\u00fanico settore produttivo che \u00e8 rimasto da nord a sud di maniera trasversale, chiuso. \u00c8 sempre stato chiuso. A parte qualche piccolissime riapertura, che comunque \u00e8 una riapertura dire fittizia perch\u00e9 \u00e8 una riapertura completamente sconessa di qualche possibilit\u00e0 di programmazione. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Quindi diventa semplicemente &#8220;aprire le porte&#8221; e che non vuol dire \u201cripartire\u201d. <\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si ha creato un sentimento di allontanamento da parte del pubblico. E noi non sappiamo come il pubblico potr\u00e0 reaggire alla riapertura effetiva. Perch\u00e9 in effeti, prima della pandemia, vedevamo che i consumi culturali erano gi\u00e0 in affanno. C\u2019era gi\u00e0 una crisi di consumi culturali, che la pandemia ha semplicemente accelerato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">P- Nel paradosso tra &#8220;valore culturale&#8221; e &#8220;costo culturale&#8221;, il problema non \u00e8 il costo, ma il valore?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MZ <\/strong>&#8211; Noi dobbiamo pensare che l&#8217;elemento che riporter\u00e0 le persone all&#8217;interno dei nostri luoghi e la cultura sar\u00e0 far s\u00ec che loro nel ripercepiscono il valore intrinseco. Non \u00e8 un valore solo economico, ma un valore sociale, \u00e8 un valore di comugnone, \u00e8 un valore di comunit\u00e0. \u00c8 investire le proprie risorse per una determinata attivit\u00e0, che appunto \u00e8 a fine culturale. Quindi noi dovremmo creare un piano che guarda a incrementare l&#8217;offerta culturale, affinch\u00e9 si venga a creare la domanda. Dobbiamo girare il paradigma\u2026 Quindi dobbiamo incrementare le opportunit\u00e0 di oferta, parlando proprio di accessibilit\u00e0, aumentando l&#8217;offerta, basandoci sull&#8217;accessibilit\u00e0 locale. Tutti l\u2019occasione sul territori, l\u2019accessibilit\u00e0 economica, quindi intervenire su quelle che sono tutte le opportunit\u00e0 per migliorare e riequilibrare il rapporto economico di accesso alla cultura e favorire quindi, tutte le categorie possibili. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Migliorare l&#8217;accessibilit\u00e0 sociale, quindi intervenire sulle politiche che portano a omogeneizzare il rapporto con la cultura tra culture diverse, anche tra minoranze diverse. Riportare la cultura fino ad un livello produtivo, non pi\u00f9 solo di servizio. <\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-16494\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/italcam.com.br\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/firenze.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma quindi lavorare anche quelli che possono essere partenariato pubblico-privati, quindi rivedere la sostenibilit\u00e0 del sistema culturale, perch\u00e9 ad oggi e per esempio, parlo per i teatri, che gran parte della loro economia si basava sulla vendita e prevendita di biglietti, noi ad oggi, non possiamo garantire questa sostenibilit\u00e0 e se uniamo questo dato a un altro dato che ci d\u00e0 l&#8217;Europa, ovvero che gli investitori privati hanno solo 4 su 100 hanno deciso di investire in cultura negli anni passati, noi proviamo che l&#8217;intera sostenibilit\u00e0 del settore \u00e8 a rischio. Perch\u00e9 il pubblico che ha le casse, ovviamente svuotate dalla crisi economica della pandemia, il privato non investe pi\u00f9, perch\u00e9 ovviamente non \u00e8 un settore che viene riconosciuto produtivo, il pubblico non pu\u00f2 pi\u00f9 sostenerlo perch\u00e9 non \u00e8 detto che ce n\u2019er\u00e0 un richiamo della nuova cultura, quella post-pandemica. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">P- In questo senso, i media digitali, che molti hanno utilizzato, come le visite virtuali a musei, cinema drive-in e altri, attraggono solo una piccola parte di un pubblico culturale che era gi\u00e0 piccolo. Queste azioni sono ancora valide?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MZ <\/strong>&#8211; Ho la fortuna ormai di lavorare da diversi anni con le societ\u00e0 che sviluppano supporti digitali per la produzione della cultura. Sono due metodologie di contatto e due metodologie di comunicazione che sono complementari. Quindi non possono essere considerate primarie, ma non possono neanche essere abbandonate o rilegatte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Questo ci ha suggerito, ci ha dato l&#8217;opportunit\u00e0 la pandemia di scoprire questo aspetto, di scoprire soprattutto il ritardo con cui Italia si ponne in questa prospettiva. Perch\u00e9 ci\u00f2 che per esempio, l\u2019Italia, gran parte della gente, non tutti, perch\u00e9 alcuni hanno lavorato pochissimo, si \u00e8 ritrovata impreparata per questa situazione. <img decoding=\"async\" class=\"wp-image-16495\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/italcam.com.br\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/florence-3862663_1920.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Soprattutto nel inizio abbiamo visto un invasione di tutti i mezzi digitali si associgliano anche con l\u2019 YouTube, comunque tutte le forme di contatto digitali che sono state invase di contenuti sempre corisposta alla qualit\u00e0 di contenuti. Allora in questo senso anche lavorare affronte, diciamo delle anche delle opportunit\u00e0 economiche, perch\u00e9 per esempio, in Europa, ci sono i finanziamenti europei per la ripartenza del digitale. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>E il digitale \u00e8 lo stesso capitolo che richiama anche la voce cultura. Quindi anche in questo senso rivedere il nostro approccio a tutte le politiche di digitalizzazione dei contenuti culturali sono un&#8217;opportunit\u00e0 per incrementare a quello che dicevo prima, cio\u00e8 le occasioni di accessibilit\u00e0 culturale. Questo ovviamente, tenendo conto soprattutto di una cosa: la tecnologia \u00e8 un mezzo e non \u00e8 mai il fine. <\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi ci\u00f2 che proporremo, come la visita virtuale, il tour virtuale \u00e8 per creare la visita efetiva. Il nostro punto di riferimento deve essere quello di essere accessibile e quindi a 360 gradi tornare a dialogare con i pubblici, quindi, ascoltargli, sentire la vicinanza con l&#8217;elemento culturale. Riportarlo nella quotidianit\u00e0 della cultura, ovviamenti i virtual tour non sostituiranno mai la visita davvero. La visita davvero \u00e8 impagabile! L\u2019emozione che una persona prova andando a teatro, vedendo lo spettacolo sul palco, sentire l\u2019orchestrale o andare al museo sono emozioni vive che si provano dal vivo. Tuttavia non possiamo escludere questo segmento comunicativo. Come dire essere anacronistici, essere fuori dal tempo della comunicazione. Dobbiamo utilizzare e imparare questi mezzi, perch\u00e9 sono dei mezzi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">P- Come si confrontano i termini \u201ccultura d&#8217;\u00e9lite\u201d e \u201ccultura popolare\u201d in Italia? E  quanto riguarda all&#8217;accessibilit\u00e0?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MZ <\/strong>&#8211; Una frase che mi ha colpito molto \u00e8 di un artista, che non mi ricordo il nome, \u00e8 che \u201c<em>i musei sono dei luoghi aperti a tutti, ma solo una elite lo sa<\/em>\u201d. Noi veniamo da una storia antichissima e sopratutto da una storia di tutela e protezione, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec il punto che affonda le radici addirittura 250 anni fa negli stati prioritarie, prima dell&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia. E tutti erano volti a che cosa? A proteggere i beni! Veniva riconosciuta la ricchezza immensa delle api passati dello Stato italiano e il legislatore in generale, si \u00e8 prodigato alla tutela. Da anche nella Costituzione l&#8217;Italia \u00e8 uno stato di cultura in cui la priorit\u00e0 \u00e8 tutelare il patrimonio culturale, l&#8217;eredit\u00e0 storica e il paesaggio &#8211; l&#8217;articolo 9 della Costituzione. Quindi, proteggere, curare. Mettere in un luogo sicuro il nostro patrimonio culturale. La parola \u201cvalorizzazione\u201d perviene nel codice dei beni culturali. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Passo importante l&#8217;abbiamo fatto con la ratifica della Convenzione Faro, a dicembre dell&#8217;anno scorso. La Convenzione di Faro ci dice che fruire le dell&#8217;eredit\u00e0 culturale \u00e8 un diritto della cittadinanza. Quindi abbiamo da parte del cittadino il diritto di fruire al proprio patrimonio culturale e da parte delle istituzione, lo Stato, le regioni, il dovere di rendere questo diritto applicabile. Questo \u00e8 un passaggio molto importante perch\u00e9 fa s\u00ec che quindi l&#8217;eredit\u00e0 storica, l&#8217;eredit\u00e0 culturale che non \u00e8 solo quella materiale. \u00c8 anche quella imateriale, non \u00e8 semplicemente quella art\u00edstica, ma \u00e8 proprio ogni rappresentazione identitaria di una comunit\u00e0, qualcosa di un territorio. Tutte l&#8217;eredit\u00e0 culturale diventa un diritto. <\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-16496\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/italcam.com.br\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/circo.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se poi questo uniamo che nel 2015 abbiamo avuto un decreto legge che era chiamato decreto Colosseo che assimilano i musei ai diritti fondamentali dell&#8217;uomo, come la sanita e la scuola, quindi in questo contesto la cittadinanza ha il diritto di godere della cultura nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando noi parliamo di accessibilit\u00e0, nel 90% dei casi ne parliamo di accessibilit\u00e0 f\u00edsica. Farsi che questi luoghi possono essere visitabile tutte le persone, da tutte le categorie di visitatori. C&#8217;\u00e8 una componente su cui dobbiamo lavorare tantissimo, che ancora \u00e8 poco esplorata che \u00e8 l&#8217;accessibilit\u00e0 cognitiva. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>C&#8217;\u00e8 il fatto che ci\u00f2 che noi stiamo andando a spiegare, ci\u00f2 che le persone stanno andando a vedere, ci\u00f2 con cui le persone entreranno in contato, deve essere reso in maniera tale per cui vado a toccare le corde emozionali profondo alle persone. Adesso vado a toccare proprio perch\u00e9 senn\u00f2 diventa informazione e basta. C&#8217;\u00e8 come andare a leggere il retro dell&#8217;etichetta di un pacco di pasta o vedere un Caravaggio \u00e8 la stessa cosa. No non \u00e8 la stessa cosa. <\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi dobbiamo far s\u00ec che le persone si emozionino. Ma per far questo ovviamente servono delle chiavi di lettura, che purtroppo non tutti hanno le chiavi di lettura per poter interpretare ci\u00f2 che stano vedendo. Allora sta alle istituzioni, sta alle politiche culturali, nazionali e locali e quelle specifiche, quelle museali, teatrale di rendere la possibilit\u00e0, di accedere a questi luoghi in maniera pi\u00f9 spontanea possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi dobbiamo guardare alle nuove generazioni perch\u00e9 la pandemia sta scavando un solco profondo fra generazioni. Noi abbiamo un grandissimo dibattito per quanto riguarda l&#8217;apertura e la chiusura delle scuole in Italia. In Italia \u00e8 stato uno dei primi settori che \u00e8 stato chiuso. Questo suggerisce un atteggiamento della scuola, che si pu\u00f2 anche fare a meno, ma non della scuola in termini di informazione perch\u00e9 quella l\u00e0 stanno facendo, ma il fatto di socialit\u00e0 legato alla scuola, i tempi passati in comungone negli spazi e tutto ci\u00f2 che intorna ala scuola che noi abbiamo tagliato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-16497\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/italcam.com.br\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/kids-1093758_1920.jpg\" alt=\"\">Se poi pensiamo, per esempio che la Spagna ha pi\u00f9 o meno la stessa situazione pandemica che l&#8217;Italia, pure la Spagna non ha mai chiuso il settore culturale. In Spagna i musei sono sempre rimasti aperti, teatri che sono sempre rimasti aperti, concerti che si facevano ovviamente contingentati, ovviamente con mascherino e con tutte le regole di sicurezza. Sono modalit\u00e0 interpretative. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Noi abbiamo un stato che ha sempre considerato quello che dicevo prima: la tutela del patrimonio come una volont\u00e0 di protezione. La tutela invece deve passare secondo una prospettiva di offerta di accessibilit\u00e0 perch\u00e9 se noi chiuderemo sottochiave il Colosseo, fra due generazioni i romani non sapranno neanche che cos&#8217;\u00e8 il Colosseo. <\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E questo lo dobbiamo pensare per Venezia, per Firenze, per Palermo, per Bari, per tutte le citt\u00e0 d\u2019Italia. Dobbiamo tornare a riaprire la cultura, ovviamente con la sicurezza, ma dobbiamo tornare a riannodare i fili spezzati che sono stati rotti. Questo devono fare l\u2019istituzioni perch\u00e9 il pubblico pu\u00f2 non avere gli strumenti per poter farlo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">P- Forse \u00e8 um problema di generazioni il desinteresse alla cultura\u2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MZ<\/strong> &#8211; Sicuramente un problema generazionale. Diciamo che <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>abbiamo una sindrome quasi bipolare nei confronti della cultura: da un lato siamo sempre pronti a vantarci della nostra cultura, della nostra delle nostre meraviglie storico-artistiche, di aver Venezia, di aver Firenze\u2026 Dall\u2019altra parte, per\u00f2, abbiamo come dire, sempre relegato a Cenerentola, la cultura \u00e8 la nostra Cenerentola. L&#8217;abbiamo sempre tenuta come un qualcosa di Stato. Quindi come che qualcun\u2019altro dovesse sempre occuparsene. <\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono cose da milleni fa, che comunque esisteranno e andranno avanti. E non \u00e8 cos\u00ec: in pi\u00f9 da un lato abbiamo avuto soprattutto negli ultimi 30 anni in Italia, come dire un atteggiamento nei confronti della cultura come un hobby. Come un qualcosa che vive sulla passione di poche persone che si possono permettere che intanto che faccio altro, faccio anche cultura.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La cultura oltre un valore che economico perch\u00e9 \u00e8 un settore economico produttivo del paese purtroppo non \u00e8 stato riconosciuto. Rimette negli impatti dei valori sociali nelle comunit\u00e0 importantissimi, contribuisce al miglioramento della qualit\u00e0 della vita, crea nuove opportunit\u00e0 imprenditoriale, sviluppa competenze delle comunit\u00e0, aumenta la qualit\u00e0 soprattutto del rapporto comunitario fra identit\u00e0 differenti. <\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cultura \u00e8 tante cose messe assieme, quindi il non valorizzare, il non considerare questi valori, se fossero stati considerati in negativamente, paradossalmente sarebbe stato quasi meglio perch\u00e9 vorrei dargli almeno un valore. Ma non considerarli proprio, vuol dire che fare o non fare cultura non cambia niente. Prova una frase detta da una ventina d&#8217;anni fa che \u201ccon la cultura non si mangia\u201d. \u00c8 brutta questa interpretazione. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Io che ho progettato cultura lo so che con la cultura si pu\u00f2 fare l\u2019imprenditoria. Se noi pensiamo che l&#8217;economia \u00e8 influenzata dalla cultura, la cultura pu\u00f2 influenzare l&#8217;economia. Se pensiamo per esempio nei settori della creativit\u00e0, con tutte le condizioni per sviluppare la creativit\u00e0, quindi i musei, i teatri, i centri culturali\u2026 Le persone sviluppano maggiori capacit\u00e0 creativa, competitiva ed istruzione e intervengono attivamente nella creazione di nuove opportunit\u00e0 economiche, quindi ridando una quota di quel capitale economico era stato investito su di loro, su quelle che sono delle identit\u00e0 culturali. La cultura gera economia direttamente da una parte, ma la gera indiretamente di altra.<img decoding=\"async\" class=\"wp-image-16499\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/italcam.com.br\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/maria-bobrova-YzteUs1jsBg-unsplash-scaled.jpg\" alt=\"\"><\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">P- Gi\u00e0 negli anni &#8217;70 il museologo Franco Russoli parlava di un museo \u201cvivente\u201d. Oggi San Paolo ha alcune azioni in questa direzione, come le &#8220;biblioteche viventi&#8221; \u2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MZ-<\/strong> Le biblioteche non come un posto pieno di libri, ma come un centro culturale vivo, dove si pu\u00f2 leggere, ma si pu\u00f2 accedere anche a internet gratuitamente, dove le persone anziane possono andare a leggere il giornale, a giocare le carte, dove i bambini possono fare dei laboratori didattici , \u00e8 una \u00e8 una hub. Anche questo \u00e8 un altro aspetto che noi in Italia stiamo faticosamente cercando di far emergere e che in alcuni casi sta uscendo, ma c&#8217;\u00e8 ancora tanta strada da fare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">P- Quindi, dopo tanti decenni, il desiderio di Franco Russoli non \u00e8 ancora una realt\u00e0 effettiva in Italia?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MZ<\/strong> &#8211; C&#8217;\u00e8 ancora strada da fare. Ci sono alcuni esempi molto ativi di citt\u00e0 particolari in questo sistema, Bologna per esempio. Altre citt\u00e0 invece dove il sistema bibliotec\u00e1rio \u00e8 rilegato al sistema bibliotecario classico. Anche in questo senso \u00e8 una questione di interpretazioni. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi abbiamo in Italia tantissime sensibilit\u00e0 meravigliose che spesso faticano a relazionarsi le une con le altre per milioni di motivi. Tantissime realt\u00e0 bellissime che appunto, per\u00f2, sono tali grazie alla sensibilit\u00e0 dei singoli. Facciamo fatica ad omogeneizzare, c&#8217;\u00e8 a creare sistemi di scala, che siano validi tanto a livello nazionale, quanto a livello locale.<br>Questo \u00e8 uno dei punti su cui noi dobbiamo lavorare tantissimo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cio\u00e8 dobbiamo rendere effettivamente come abbiamo lavorato tantissimo per creare dei sistemi industriali solidi, anche un sistema culturale solido. Facendo questo, l&#8217;Italia potr\u00e0 garantirsi soprattutto nuove fonti di sviluppo economico che ad oggi non sono messe a sistema e quindi sono sprecati in certo senso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">P- Come ha detto, il turismo culturale in Italia corrisponde all&#8217;80% del turismo nel Paese. Qual \u00e8 la sua opinione sul turismo di massa?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora l&#8217;organismo mondiale del turismo prima della pandemia ci diceva che nel 2030 viageranno all&#8217;incirca 2 miliardi di persone. Nel 2010 erano un miliardo e cento. In giro di praticamente 20 anni si raddoppier\u00e0, ma dado fondamentale non raddoppieranno infatto. Quindi noi abbiamo un doppio dele stesse persone negli stessi posti. Un esempio \u00e8 la citt\u00e0 di Venezia, dove vivo io, che prima della pandemia contava 30 milioni di turisti sola ala citt\u00e0 di Venezia a fronte di 50 mila residenti, un numero completamente sproporzionato.<img decoding=\"async\" class=\"wp-image-16500\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/italcam.com.br\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/112340655532021.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Allora il turismo di massa, c\u2019\u00e8, c\u2019era, ci sar\u00e0 una componente che non potremo cancellare, ma dovremmo saper governare. Quindi quando dicevo creare l&#8217;offerta, ricreare l&#8217;offerta vuol dire mettere in moto dei meccanismi per cui modificare i flussi. Per esempio, noi adesso abbiamo una situazione con il turismo internazionale fermo. Ovviamente \u00e8 ridotto al minimo per ragioni pandemiche. In questo senso, alcune citt\u00e0 ma non tutte, e soprattutto non quelle che dovrebbero farlo, come Venezia e Firenze, hanno cominciato a sviluppare unisistemi di offerta turistico-culturale, cos\u00ec detto di prossimit\u00e0, cio\u00e8 guardando a chi al pubblico vicino, <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>penso quello intraregionale, mantenendo un&#8217;attivit\u00e0 viva che non guarda solo ad accontentare i bisogni ma guardare alle persone che vivono e convivono con quella realt\u00e0 di vicinanza. <\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa sar\u00e0 una delle chiavi interpretative perch\u00e9 nel momento in cui noi riapriremmo i confini, se non saremo pronti con una oferta che dar\u00e1 un\u2019identit\u00e0 molto forte al punto della mostra oferta culturale-turistica, rischiamo non sono di tornare come prima, ma peggio di prima: le persone che rinizieranno a viaggiare, lo faranno in una maniera disorientata e disorganizzata dove ci sar\u00e0 una voglia estrema di viaggiare, si viaggia per viaggiare, non importa cosa vado a vedere io, devo uscire e questo riporter\u00e0 ovviamente a ripercorrere le cose che conosceva prima. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gente verr\u00e0 a Venezia perch\u00e9 Venezia \u00e8 famosa. Per esempio, a fine febbraio, nel weekend di carnevale, Venezia \u00e8 stata invasa da 25 mila persone in un giorno solo. 25 mila persone in citt\u00e0 e che cosa hanno trovato? Musei chiusi, teatri chiusi, negozi chiusi, tutto chiuso per la pandemia. E che cose hanno fatto queste persone? Hanno girato e si sono perse semplicemente per la citt\u00e0. Sono stato un valore aggiunto per la citt\u00e0? No! Perch\u00e9 non hanno riversato nulla sulla citt\u00e0, se non semplicemente se stessi. Questo ci d\u00e0 l&#8217;esempio chiaro che la gente non aspetta altro di fare cose. Dobbiamo organizzare, perch\u00e9 la faranno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-16503\" style=\"width: 125px;\" src=\"https:\/\/italcam.com.br\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/bruna.jpg\" alt=\"\"><em> *Bruna Galv\u00e3o \u00e9 giornalista specializzata in Italia \/ bruna.galvao@agenciacerne.com.br<\/em>  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Era un caldo pomeriggio d&#8217;estate nell&#8217;agosto 2019 ed ero al Victoria and Albert Museum di Londra. 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