{"id":28489,"date":"2018-12-12T00:00:00","date_gmt":"2018-12-12T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/ospedaletto-lodigiano-2057-abitanti-e-1300-brasiliani-che-nessuno-ha-mai-visto\/"},"modified":"2018-12-12T00:00:00","modified_gmt":"2018-12-12T00:00:00","slug":"ospedaletto-lodigiano-2057-abitanti-e-1300-brasiliani-che-nessuno-ha-mai-visto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/ospedaletto-lodigiano-2057-abitanti-e-1300-brasiliani-che-nessuno-ha-mai-visto\/","title":{"rendered":"Ospedaletto Lodigiano, 2057 abitanti e 1300 brasiliani, che nessuno ha mai visto"},"content":{"rendered":"<p>Ospedaletto Lodigiano, 2057 abitanti e 1300 brasiliani, che nessuno ha mai visto<\/p>\n<p>La cittadinanza italiana fa gola a molti sudamericani. Per ottenerla esistono principalmente tre strade: il matrimonio, la residenza per almeno 10 anni, e infine, in virt&ugrave; di un regio decreto del 1912, si pu&ograve; dimostrare di avere avuto un avo italiano per rientrare nella cosiddetta normativa &laquo;iure sanguinis&raquo;. Negli ultimi cinque anni sono esplose le richieste di cittadinanza, e quelle invocate in virt&ugrave; di parentele pi&ugrave; o meno remote hanno prestato il fianco a maneggi poco limpidi e truffe.<br \/>\nI brasiliani fantasma di Ospedaletto Lodigiano<\/p>\n<p>A Ospedaletto Lodigiano non c&rsquo;&egrave; neppure una scuola di Samba. Eppure 1300 dei 2057 abitanti sono nati e cresciuti in Brasile. Sulla carta quasi tutti risiedono in cinque appartamenti della stessa palazzina. Abitazioni, guarda caso, di propriet&agrave; dell&rsquo;ex responsabile dell&rsquo;anagrafe cittadina, Roberto Capra. In realt&agrave; a Ospedaletto non hanno mai messo piede. Un vigile urbano, Mariano Pozzoli, incaricato di accertare la residenza dei neoarrivati, simulava che tutto era in regola e che effettivamente in quella casa abitavano a rotazione venti persone, provenienti da localit&agrave; diverse dello Stato sudamericano. Sulla base di questi accertamenti, lo stesso Capra all&rsquo;anagrafe rilasciava il certificato di residenza, e i brasiliani diventavano subito cittadini italiani. Fino al 2015 i cittadini stranieri presenti nel piccolo comune erano 85, l&rsquo;anno dopo erano gi&agrave; quasi mille, per poi crescere ancora nei mesi successivi. Il dato &egrave; finito all&rsquo;attenzione della sindaca. Anche perch&eacute; il paese &egrave; davvero minuscolo, e si sviluppa quasi tutto lungo un&rsquo;unica strada.<\/p>\n<p>Il record di San Paolo: 75.423 domande<br \/>\nPer chi pu&ograve; dimostrare di avere avi italiani, la prima tappa &egrave; quella di rivolgersi ai Consolati, che non riescono per&ograve; a far fronte a tutte le richieste. Solo in Brasile sono state presentate 17.730 domande nell&rsquo;ultimo anno. A San Paolo, 75.423 istanze in totale, e in questi giorni rispondono a quelle presentate nel 2006. Un&rsquo;altra strada &egrave; quella del tribunale di Roma: 6.273 domande da agosto 2017 a maggio 2018.<\/p>\n<p>La via pi&ugrave; rapida &egrave; quella di trasferirsi per un po&rsquo; di tempo in Italia, chiedere il certificato di residenza e, quindi, il riconoscimento della cittadinanza italiana. Ne &egrave; nato un mercato di agenzie, intermediari, e proliferano i truffatori. Negli ultimi due anni, sette diverse procure d&rsquo;Italia hanno aperto procedimenti penali su una serie di illeciti legati allo ius sanguinis. In quasi tutti i casi, esattamente come accaduto a Ospedaletto, dietro questi raggiri ci sono agenzie che promettono pratiche rapide mettendo nel pacchetto anche le residenze (vere o simulate) e la ricerca dei documenti. Spesso si tratta di certificazioni provenienti da archivi venezuelani o brasiliani, sui &egrave; quali &egrave; difficile svolgere qualsiasi verifica.<\/p>\n<p>Qualche mese fa il sindaco di Val di Zoldo, piccolo comune nelle valli alpine bellunesi, ha dovuto affrontare un consulente di quattro brasiliani con i suoi clienti al seguito. Pretendeva che i suoi assistiti ricevessero il riconoscimento della cittadinanza. Il sindaco, che non aveva mai visto queste persone (del resto in paese ci si conosce tutti), si &egrave; fatto portare dall&rsquo;ufficio anagrafe i dati sulle ultime residenze concesse e ha cos&igrave; scoperto che il consulente aveva fatto &laquo;trasferire&raquo; nel bellunese almeno una trentina di cittadini sudamericani. Non solo, si &egrave; anche accorto che fino a quel giorno, il Comune aveva rilasciato la cittadinanza a 1600 cittadini stranieri su un totale di 3200 residenti effettivi.<\/p>\n<p>La stessa cosa &egrave; successa in molti altri comuni del Bellunese, della riviera ligure, dell&rsquo;entroterra siciliano o della cosiddetta Terra di Lavoro, in Campania. Una volta ottenuta la cittadinanza, quasi tutti si iscrivono all&rsquo;Aire, cio&egrave; l&rsquo;elenco dei cittadini italiani residenti all&rsquo;estero, e possono cos&igrave; viaggiare liberamente per l&rsquo;Europa o richiedere il visto Usa con maggiore facilit&agrave;. Che &egrave; poi quello che davvero vogliono.<\/p>\n<p>Link:&nbsp;https:\/\/www.corriere.it\/dataroom-milena-gabanelli\/cittadinanza-ius-sanguinis-sudamericani-brasiliani-trufffa\/973252ec-fd73-11e8-84b7-ff9bf5ee4344-va.shtml<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ospedaletto Lodigiano, 2057 abitanti e 1300 brasiliani, che nessuno ha mai visto La cittadinanza italiana fa gola a molti sudamericani. 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