{"id":28454,"date":"2018-07-25T00:00:00","date_gmt":"2018-07-25T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/tim-utili-in-crescita-ma-il-brasile-pesa-sui-ricavi-persidera-in-vendita-preoccupata-vivendi\/"},"modified":"2018-07-25T00:00:00","modified_gmt":"2018-07-25T00:00:00","slug":"tim-utili-in-crescita-ma-il-brasile-pesa-sui-ricavi-persidera-in-vendita-preoccupata-vivendi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/tim-utili-in-crescita-ma-il-brasile-pesa-sui-ricavi-persidera-in-vendita-preoccupata-vivendi\/","title":{"rendered":"Tim, utili in crescita ma il Brasile pesa sui ricavi. Persidera in vendita, preoccupata Vivendi"},"content":{"rendered":"<p>Key 4 Biz<\/p>\n<h1>Tim, utili in crescita ma il Brasile pesa sui ricavi. Persidera in vendita, preoccupata Vivendi<\/h1>\n<p><em>Tim chiude il primo semestre del 2018 con utili in aumento del 3,7% a fronte di ricavi in flessione del 2,7% su cui pesa la svalutazione del reais. Prossimi mesi impegnativi con la gara 5G e il dossier sulla separazione della rete in mano all&rsquo;Agcom. Vivendi preoccupata dall&#39;andamento del titolo.<\/em><\/p>\n<p>di Paolo Anastasio<\/p>\n<p>Tim&nbsp;ha chiuso il primo semestre del 2018 con ricavi per 9,44 miliardi di euro, in diminuzione del 2,7% rispetto al primo semestre del 2017, su cui pesa il cambio sfavorevole con il reais brasiliano (su base organica ricavi in aumento dell&rsquo;1,5%).&nbsp;<em>&ldquo;Al positivo andamento della Business Unit Domestic (+24 milioni di euro) si &egrave; contrapposta la riduzione della Business Unit Brasile (-286 milioni)&rdquo;<\/em>, che al netto del cambio negativo sarebbe cresciuta del 5,3%.<\/p>\n<p>L&rsquo;utile del periodo &egrave; stato di 618 milioni di euro, in aumento del 3,7% su base organica, a fronte di un Ebitda stabile a 4 miliardi. L&rsquo;indebitamento &egrave; pari a 25,141 miliardi di euro, in calo di 167 milioni rispetto a fine 2017.<\/p>\n<p>La semestrale &egrave; stata presentata ieri dall&rsquo;amministratore delegato&nbsp;Amos Genish, ed &egrave; in linea con le attese degli analisti e con il piano industriale DigiTim, e presenta una buona performance della Business Unit Domestic, con ricavi a 7,454 miliardi di euro (+0,3%) nonostante il passaggio della fatturazione da 28 a 30 giorni. Nel fisso Domestic, a fronte del calo dei ricavi da servizi tradizionale Voce (-142 milioni di euro) crescono l&rsquo;Arpu retail le soluzioni Ict e i servizi innovativi per connettivit&agrave; dati (+133 milioni, +12,9%)&nbsp;<em>&ldquo;trainato dalla crescita dei clienti Ultra-Broadband 8+1,2 milioni sul primo semestre 2017) che raggiungono i 2,7 milioni di unit&agrave; (4,3 milioni includendo le linee wholesale)&rdquo;.<\/em><\/p>\n<p><em>&nbsp;<\/em>Nel Mobile Domestic, i ricavi da servizi sono pari a 2,265 miliardi di euro (+1,7%):&nbsp;<em>&ldquo;Tale andamento &egrave; sostenuto da una positiva performance nel mercato retail rispetto alle sfide dello scenario regolatorio e competitivo&rdquo;,<\/em>&nbsp;si legge nella nota.<\/p>\n<div style=\"background:rgb(248, 248, 248); border:0px; padding:5px\">L&rsquo;indebitamento &egrave; pari a 25,141 miliardi di euro, in calo di 167 milioni rispetto a fine 2017.<\/div>\n<p>Ma nei prossimi mesi si prospettano all&rsquo;orizzonte nuovi pesanti investimenti per Tim, in vista dell&rsquo;asta 5G fissata a settembre. Impegni non previsti a piano&nbsp;<em>&ldquo;che potranno derivare dalla partecipazione alla gara 5G&rdquo;<\/em>tanto che il Cda&nbsp;<em>&ldquo;ha avviato un percorso di valutazione delle opzioni delle sue partecipate, confermando la prosecuzione del processo di vendita di&nbsp;<strong>Persidera<\/strong>&rdquo;,<\/em>&nbsp;si legge nella nota aziendale. L&rsquo;amministratore delegato Amos Genish ha poi ribadito che al momento l&rsquo;unico asset sul quale &egrave; in corso un processo di cessione &egrave; Persidera. L&rsquo;ad ha poi aggiunto che Tim &egrave; aperta a collaborare con&nbsp;Open Fiber<strong>&nbsp;<\/strong>e che ha senso fare uno sforzo unico per realizzare una rete unica in fibra ottica in Italia, anche se per il momento non c&rsquo;&egrave; nulla di concreto.<\/p>\n<p>Tim avr&agrave; bisogno quindi di liquidit&agrave; nei prossimi mesi e per questo non si esclude nemmeno la possibilit&agrave; che l&rsquo;azienda possa cedere anche altri asset se saranno giudicati non core dal Cda, come&nbsp;Sparkle&nbsp;e le torri cellulari di&nbsp;Inwit&nbsp;(giudicata per il momento incedibile), che peraltro sta chiudendo un accordo con Iliad e potrebbe finire nel risiko delle torri fondendosi con le torri cellulari di&nbsp;Ei Towers&nbsp;qualora l&rsquo;azienda decidesse di privarsene per concentrarsi sulle torri broadcasting.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda invece Kena, a met&agrave; giugno, l&rsquo;operatore low cost del gruppo<em>&nbsp;&ldquo;ha gi&agrave; raggiunto mezzo milione di clienti e lo ha fatto senza urlare tanto&rdquo;,&nbsp;<\/em>ha detto in conference call l&rsquo;amministratore delegato di Tim,&nbsp;Amos&nbsp;Genish. L&rsquo;ad ha inoltre fornito qualche indicazioni sui futuri sviluppi del brand mass market. A livello di rete<em>, &ldquo;Kena dovr&agrave; evolversi al 4G e offrire quindi una proposta di valore. Inoltre, dal prossimo anno aggiungeremo prodotti fissi al mobile, perch&eacute; serve spingere sulla convergenza&rdquo;.&nbsp;<\/em>Kena, ha ricordato ancora&nbsp;Genish,&nbsp;<em>&ldquo;ha fin qui giocato un ruolo importante, perch&eacute; ci ha permesso di preparare la separazione tra brand premium e non, consentendoci di competere anche sulla fascia bassa mercato e senza che ci fosse una cannibalizzazione con Tim. Altri operatori non sono riusciti a fare altrettanto, oppure non lo hanno fatto con il timing pi&ugrave; opportuno&rdquo;.&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>Per quanto riguarda la business unit Brasile,&nbsp;<em>&ldquo;Per noi il Brasile &egrave; un asset importantissimo<\/em>&ldquo;, ha aggiunto Genish a proposito della controllata sudamericana che, tra l&rsquo;altro<em>, &ldquo;quest&rsquo;anno dovrebbe triplicare il dividendo&rdquo;.&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>Nel frattempo, oggi il Consiglio dell&rsquo;Agcom&nbsp;ha prorogatoi termini per l&rsquo;esame del piano di separazione della rete di&nbsp;Tim.<\/p>\n<p>Tim, a fronte del progetto di separazione della rete, ha chiesto un dividendo regolatorio: come ha detto l&rsquo;ad Amos Genish ai primi di giugno nel corso di un convegno, il gruppo &egrave;&nbsp;<em>&ldquo;preoccupato del costante calo dei prezzi all&rsquo;ingrosso che non sempre tengono conto del costo effettivo e mettono a rischio la sostenibilit&agrave; della Netco&rdquo;<\/em>, ovvero della societa&rsquo; per la rete.<\/p>\n<p>Il 6 giugno scorso l&rsquo;Autorit&agrave; aveva dichiarato ammissibile il piano di separazione societaria della rete, annunciando che sottoporr&agrave; a consultazione pubblica uno schema di provvedimento di analisi del mercato dell&rsquo;accesso. Tim ha approvato un piano per separare la rete d&rsquo;accesso e conferirla a una newco&nbsp;(Netco)&nbsp;controllata al 100% ma se ne riparler&agrave; non prima di settembre, quando peraltro secondo molti osservatori non &egrave; escluso un nuovo confronto fra il primo azionista&nbsp;Vivendi, che detiene il 24,9% delle quote, e il fondo&nbsp;Elliott,&nbsp;che controlla l&rsquo;8,8% ma pu&ograve; contare sui due terzi dei membri del Cda dopo il ribaltone (anche grazie al sostegno di&nbsp;Cdp&nbsp;che detiene il 4,9%) dell&rsquo;assemblea del 4 maggio.<\/p>\n<p>Un contro ribaltone, con il ritorno in auge di Vivendi (che non ha alcuna intenzione di uscire dall&rsquo;azienda italiana), non &egrave; affatto escluso.<\/p>\n<p>In questi tre mesi scarsi dopo il ribaltone il titolo Tim continua a veleggiare intorno a 60 centesimi e ha ceduto il 30% del suo valore, sotto pressione anche per lo sbarco di&nbsp;Iliad&nbsp;nel nostro paese, i cui effetti sulla base clienti e sui conti di Tim (ammesso che ci siano, ma secondo gli analisti &egrave; pi&ugrave; che probabile) saranno riscontrabili non prima di fine dicembre.<\/p>\n<p>Vivendi &egrave; molto preoccupata dalla situazione in Tim da quando Elliott ha preso le redini del Cda il 4 maggio scorso e sta valutando il da farsi. Lo ha detto oggi un portavoce della societ&agrave; alla&nbsp;<em>Reuters<\/em>, lamentando che prima del ribaltone avevano&nbsp;<em>&ldquo;promesso di tutto ma ora sembra che siano scomparsi. E&rsquo; un grande caos&rdquo;,<\/em>&nbsp;ha detto la fonte.<\/p>\n<p>Vivendi &egrave; preoccupata dall&rsquo;attuale prezzo in borsa del titolo Tim, e per la mancanza di visibilit&agrave; del piano di cambiamento (turnaround) dell&rsquo;azienda, e per questo sta aumentando il livello di vigilanza. La fonte interpellata da Reuters ha poi aggiunto che non &egrave; stata ancora presa alcuna decisione da parte di Vivendi a proposito della convocazione di una nuova assemblea degli azionisti per cambiare il board.<\/p>\n<p>Le dichiarazioni di Vivendi non sono passate inosservate. Il presidente Fulvio Conti si &egrave; detto sorpreso e dispiaciuto e ha detto che il Cda &egrave; allineato con l&rsquo;amministratore delegato Genish per conseguire gli obiettivi del piano DigiTim.<\/p>\n<p>Intanto oggi l&rsquo;ad Amos Genish ha detto che l&rsquo;operatore low cost del gruppo,&nbsp;Kena Mobile, ha raggiunto 500mila clienti a fine giugno.<\/p>\n<p>Fonte:&nbsp;https:\/\/www.key4biz.it\/tim-utili-in-crescita-ma-il-brasile-pesa-sui-ricavi-via-alla-vendita-di-persidera-e-partecipate\/228247\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Key 4 Biz Tim, utili in crescita ma il Brasile pesa sui ricavi. 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