{"id":28350,"date":"2018-01-24T00:00:00","date_gmt":"2018-01-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/sbocchi-piu-sicuri-per-il-made-in-italy\/"},"modified":"2018-01-24T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-24T00:00:00","slug":"sbocchi-piu-sicuri-per-il-made-in-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/sbocchi-piu-sicuri-per-il-made-in-italy\/","title":{"rendered":"Sbocchi pi\u00f9 sicuri per il made in Italy"},"content":{"rendered":"<p>Il Sole 24 Ore &#8211; Impresa e Territorio | Internazionalizzazione<\/p>\n<h1>Sbocchi pi&ugrave; sicuri per il made in Italy<\/h1>\n<p>di Laura Cavestri | 24.01.2018<\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Avanti, avanti, s&igrave;, ma con gli occhi bene aperti. Perch&eacute; la crescita &egrave; robusta, l&rsquo;inflazione sotto controllo, le politiche monetarie accomodanti, i mercati poco &ldquo;volatili&rdquo; e il prezzo delle commodity in risalita. Il rischio? Che sia di credito o politico c&rsquo;&egrave;, ma non si vede. Per questo, quando arriva, pu&ograve; fare ancor pi&ugrave; male.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Ma c&rsquo;&egrave; anche una buona notizia per l&rsquo;Italia: una quota significativa dei nostri principali partners &egrave; &ldquo;pi&ugrave; sicura&rdquo; per le nostre esportazioni. Ovvero, i Paesi che hanno diminuito i propri fattori di rischio rappresentano circa 70 miliardi di euro di export italiano, pari a quasi il 20% del totale. Considerando che tra questi ci sono partners importanti per le nostre vendite, come Germania, Egitto, Indonesia, Argentina, Russia e Kuwait, si pu&ograve; affermare che circa tre quarti dell&rsquo;export italiano si rivolge verso Paesi &ldquo;stabili&rdquo;.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Diversamente dall&rsquo;anno scorso, la nuova &ldquo;Mappa dei Rischi 2018&rdquo;, elaborata da Sace &ndash; che con Simest costituisce il Polo per l&rsquo;internazionalizzazione del gruppo Cassa Depositi e Prestiti &ndash;, non fotografa un rischio evidente, con un volto, un nome e un cognome (l&rsquo;anno scorso era il neo presidente Usa Trump). Ma tante micce potenzialmente esplosive: dal Medio Oriente alla Corea del Nord, dal Maghreb all&rsquo;Iran. &laquo;Di fronte all&rsquo;attuale crescita economica mondiale &ndash; ha spiegato il presidente di Sace, Beniamino Quintieri &ndash; i rischi pi&ugrave; evidenti per il nostro sistema delle imprese possono essere il riaccendersi di conflitti e ritorsioni commerciali, ma anche un aggiustamento del Nafta, cio&egrave; l&rsquo;accordo tra Canada, Usa e Messico&raquo;. Tuttavia, su 198 Paesi analizzati, sono 138 quelli che, in media, hanno un profilo di rischio credito migliore o invariato rispetto allo scorso anno. Trentadue quelli che mostrano un upgrade, 10 i peggiorati.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\"><strong>Chi sale e chi scende<\/strong><br \/>\nTra gli upgrade di categoria troviamo l&rsquo;Egitto, la Bielorussia, l&rsquo;Angola (che beneficia del progressivo rialzo del prezzo del petrolio). Progressi significativi anche in Indonesia e Arabia Saudita, Russia (il cui indice &egrave; risalito da 68 a 66) e Brasile (da 60 a 56), che negli anni passati hanno subito il ciclo negativo delle commodity. Alla Russia &ndash; ha aggiunto Terzulli &ndash; si &egrave; sommato anche l&rsquo;effetto negativo delle sanzioni economiche, mentre il Brasile ha vissuto uno scandalo di corruzione che ha minato il settore delle costruzioni e dell&rsquo;oil&amp;gas.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">La Risk Map di Sace premia anche chi fa riforme strutturali. Come l&rsquo;Argentina (che risale da 82 a 74), dove le esportazioni italiane ammontano a oltre 1 miliardo di euro, l&rsquo;India (che migliora da 57 a 54 e che registra un tasso di crescita del Pil superiore al 7%), il cui primo ministro Modi, dal 2014 sta puntando a rendere il Paese un hub manifatturiero. In generale, per&ograve;, sono i Paesi pi&ugrave; avanzati quelli che registrano i miglioramenti pi&ugrave; consistenti sia rispetto al 2017 che nel periodo 2015-2018. La stessa Italia (il nostro indice &egrave; passato da 53 a 46), oltre a Germania, Islanda, Slovenia e Portogallo mostrano una variazione positiva del profilo di rischio del credito superiore alla media, grazie al miglioramento dei fondamentali economici e al contestuale upgrade dalle agenzie di rating.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Ma c&rsquo;&egrave; anche chi peggiora, come una delle destinazioni pi&ugrave; importanti dell&rsquo;export italiano, la Cina (la cui media del rischio sale da 36 a 44) e dove nel periodo gennaio-novembre 2017 l&rsquo;export italiano ha raggiunto gli oltre 12,3 miliardi di euro, (pari a + 24% rispetto allo stesso periodo 2016).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">&laquo;La Cina resta un Paese dalle enormi potenzialit&agrave; &ndash; ha concluso Quintieri &ndash; che sconta le preoccupazioni sull&rsquo;elevato livello di indebitamento del suo sistema finanziario legato al sostegno delle imprese di Stato. Tema noto agli investitori ma su cui permangono opacit&agrave;&raquo;.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\"><strong>Le violazioni contrattuali<\/strong><br \/>\n<span style=\"background-color:rgb(245, 229, 213); color:rgb(26, 23, 27)\">Infine, manca ancora una casistica definita, ma crescono i casi di violazioni unilaterali dei contratti. Secondo Miga (l&rsquo;agenzia della Banca mondiale per gli investimenti), la violazione di quanto previsto da contratti di investimento con partner esteri, &egrave; gi&agrave; da tempo uno dei principali rischi degli investimenti nei Paesi emergenti, anche in presenza di una sentenza favorevole in tribunale. Pi&ugrave; a rischio sono i settori in cui le imprese operano in regime di concessione, come le utility, le infrastrutture e lo sfruttamento di commodity.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Fonte:&nbsp;http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/impresa-e-territori\/2018-01-23\/sbocchi-piu-sicuri-il-made-italy-180411.shtml?uuid=AEwZjfnD<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Sole 24 Ore &#8211; Impresa e Territorio | Internazionalizzazione Sbocchi pi&ugrave; sicuri per il made in Italy di Laura Cavestri | [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[68],"class_list":["post-28350","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notizie","tag-notizie-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28350","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28350"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28350\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28350"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28350"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28350"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}