{"id":28337,"date":"2018-01-03T00:00:00","date_gmt":"2018-01-03T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/quali-paesi-cambieranno-leader-nel-2018\/"},"modified":"2018-01-03T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-03T00:00:00","slug":"quali-paesi-cambieranno-leader-nel-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/quali-paesi-cambieranno-leader-nel-2018\/","title":{"rendered":"Quali Paesi cambieranno leader nel 2018"},"content":{"rendered":"<p>Panorama &#8211; Esteri<\/p>\n<h1>Quali Paesi cambieranno leader nel 2018<\/h1>\n<h2>Dal Brasile a Cuba. Dall&rsquo;Italia allo Zimbabwe, passando per la Libia. Ecco, mese per mese, gli appuntamenti elettorali e i candidati principali<\/h2>\n<p><span style=\"color:rgb(86, 174, 87)\">Chiara Degl&#39;Innocenti&nbsp;&#8211; 3 gennaio 2018<\/span><\/p>\n<p>Dal Brasile a Cuba. Dall&rsquo;Italia allo Zimbabwe, passando per la Libia. Il 2018 si definisce mese per mese come un anno ricco di&nbsp;<strong>appuntamenti elettorali<\/strong>&nbsp;e tanti candidati, alcuni un po&rsquo; scontati altri a sorpresa.<\/p>\n<h2>Italia<\/h2>\n<p>Dopo aver sciolto le camere, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fissato per il&nbsp;<strong>4 marzo<\/strong>&nbsp;le&nbsp;elezioni politiche. Un appuntamento chiave per&nbsp;l&#39;<strong>Italia<\/strong>&nbsp;che dopo la dipartita politica del presidente Matteo Renzi e la salita alla presidenza del Consiglio di Paolo Gentiloni vede gi&agrave; in gara per la leadership ancora il segretario del Pd, Pietro Grasso della neofondata formazione di sinistra Liberi e Uguali, Luigi di Maio del M5s, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini che&nbsp;invece lottano per&nbsp;il centrodestra.<\/p>\n<h2>Russia<\/h2>\n<p>Pochi giorni dopo l&rsquo;Italia, sar&agrave; il turno della&nbsp;Russia&nbsp;che va alle urne il&nbsp;<strong>18 marzo<\/strong>. Vladimir Putin &egrave; il candidato favorito che corre per il suo quarto mandato. Niente da fare per&nbsp;Alexei Navalny, fondatore del Partito del Progresso, e principale oppositore di Putin, a cui &egrave; stato impedito di&nbsp;lottare per la presidenza dalla Commissione centrale elettorale a causa della condanna a suo carico con pena sospesa, che&nbsp;l&#39;ex candidato d&#39;opposizione definisce &quot;motivata politicamente&quot;. Navalny, 41 anni, &egrave; stato incarcerato tre volte e accusato formalmente di violazione della legge per avere ripetutamente organizzato incontri pubblici e comizi.<\/p>\n<h2>Libia<\/h2>\n<p>Promesse dal primo ministro Fayez al Sarraj, le elezioni in&nbsp;<strong>Libia<\/strong>&nbsp;si dovrebbero tenere a&nbsp;<strong>marzo<\/strong>&nbsp;a dispetto di una situazione politica e sociale magmatica. Tra i candidati c&rsquo;&egrave; il generale Khalifa Haftar che ha affermato di rispettare il volere del popolo nel caso venisse eletto. I due leader hanno firmato mesi fa una dichiarazione congiunta impegnandosi a un cessate il fuoco in vista delle elezioni.<\/p>\n<h2>Cuba<\/h2>\n<p>Sul fronte internazionale, se ieri grazie ad&nbsp;Obama&nbsp;<strong>Cuba<\/strong>&nbsp;stava attraversando una delicata fase di disgelo con gli Usa, oggi con il presidente Trump rischia di nuovo la chiusura. Con questo clima d&rsquo;incertezza il Paese &egrave; arrivato al &nbsp;2018, l&rsquo;anno che segna la fine del castrismo perch&eacute; anche&nbsp;Raul, arrivato a 86 anni,&nbsp;<strong>lascer&agrave; la carica in aprile<\/strong>. Presidente della Repubblica di Cuba dal febbraio 2008, dopo le dimissioni di suo fratello Fidel, morto il 25 novembre 2016, dall&#39;aprile 2011 ha ricoperto anche il ruolo di primo segretario del Partito Comunista di Cuba, il partito dell&#39;isola. Successore designato di Castro, al momento &egrave; Miguel Diaz-Canel. Classe 1960, della provincia di Villa Clara, ingegnere elettronico, primo cubano che non ha combattuto sulla Sierra, Dianez-Canel &egrave; anche il primo a non vestire divise militari. Lui ha fatto solo la leva obbligatoria di tre anni, nelle unit&agrave; missilistiche anti-aeree, e anche se ricopre un cos&igrave; alto incarico nel Consiglio di Stato (il massimo organo esecutivo dell&rsquo;isola), non ha un elevato consenso popolare.<\/p>\n<h2>Colombia<\/h2>\n<p>Le elezioni presidenziali in&nbsp;<strong>Colombia<\/strong>&nbsp;sono state fissate per il&nbsp;<strong>27<\/strong><strong>maggio<\/strong>,&nbsp;ma non si escludono probabili&nbsp;primarie a marzo in cui i partiti alleati decideranno&nbsp;le personalit&agrave;&nbsp;da far scendere in campo. Chi sieder&agrave; nella stanza dei bottoni andr&agrave; a sostituire il Nobel per la Pace, Juan Manuel Santos, premiato per&nbsp;lo sforzo di aver posto fine al conflitto civile tra le forze governative e le Farc, durato 50 anni.<br \/>\nIl&nbsp;prossimo leader post Santos, che secondo i sondaggi pi&ugrave; recenti lascia il mandato con un punteggio di approvazione di appena due cifre doppie al 12%, si trova forse tra questi tre nomi: il vicepresidente Germ&aacute;n Vargas, che ha rivestito anche le cariche di ministro degli Interni e della Casa, di senatore e presidente del Senato, il capo negoziatore di Santos Humberto de la Calle, su cui punteranno i liberali e Sergio Fajardo, ex sindaco di Medell&iacute;n e indicato come il pi&ugrave; papabile,&nbsp;quale ex governatore della Regione di Antioquia che non ha a suo sostegno alcun partito definibile tale, ma il movimento civico Compromiso ciudadano, ovvero una forza populista dagli accenti ecologisti e progressisti.<\/p>\n<h2>Zimbabwe<\/h2>\n<p>Nel 2018 si vota anche in Africa: dal&nbsp;<strong>Camerun<\/strong>&nbsp;alla&nbsp;<strong>Repubblica Democratica del Congo<\/strong>, fino in&nbsp;<strong>Madagascar<\/strong>. Ma forse le elezioni pi&ugrave; attese sono quelle dello&nbsp;<strong>Zimbabwe<\/strong>, in&nbsp;<strong>settembre<\/strong>, dove il presidente Mugabe &egrave; stato costretto ad abbandonare la politica dopo 37 anni, alla veneranda et&agrave; di 93 anni. Un despota invecchiato che, prima di essere&nbsp;obbligato a mollare la poltrona, ha tentato di nominare come proprio successore la sua seconda moglie senza che questa avesse la bench&egrave; minima legittimit&agrave; o qualit&agrave; necessarie a farlo. Adesso il grande favorito &egrave; il candidato del partito Zanu-pf, Emmerson Mnangagwa.<\/p>\n<h2>Venezuela (e gli altri)<\/h2>\n<p>Il 2018 &egrave; un anno&nbsp;fondamentale anche per&nbsp;<strong>Messico<\/strong>,&nbsp;<strong>Paraguay<\/strong>&nbsp;e soprattutto&nbsp;Venezuela. Qui in particolare le elezioni presidenziali sono previste per&nbsp;<strong>ottobre<\/strong>&nbsp;e potrebbero portare a ulteriori tensioni. Sull&rsquo;orlo del default, le forti contraddizioni e le divisioni all&rsquo;interno della coalizione anti-Maduro rischiano di avvantaggiare notevolmente il presidente. Approvata dall&rsquo;Assemblea Costituente, la &ldquo;legge contro l&rsquo;odio&rdquo; che condanna fino a 20 anni di carcere chi diffonde messaggi che istigano alla violenza attraverso televisione, radio o social media ha inasprito gli animi della gente e messo a tacere i movimenti pi&ugrave; radicali che sono all&rsquo;opposizione. E il resto del mondo cosa ha fatto? L&rsquo;Europa in questi mesi si &egrave; limitata a una manifestazione di solidariet&agrave;, mentre gli Usa hanno optato per l&rsquo;imposizione di sanzioni finanziarie.<\/p>\n<h2>Brasile<\/h2>\n<p>Con un&#39;economia in lievissima ripresa, una crisi politica sempre pi&ugrave; grave, consumi privati in aumento ma con anni di recessione non ancora alle spalle, il<strong>&nbsp;Brasile<\/strong>&nbsp;va alle presidenziali a&nbsp;<strong>ottobre<\/strong>&nbsp;2018 e il suo destino sembra gi&agrave; scritto nei sondaggi. Se nel 2017 si profilava uno scontro alla pari tra l&#39;ex capo dello stato&nbsp;Luiz In&aacute;cio Lula da Silva, rinviato a giudizio cinque volte con l&#39;accusa di corruzione, riciclaggio e traffico di influenze, e il discusso deputato Jair Bolsonaro, da molti anni il rappresentante dell&#39;estrema destra verde-oro, oltre ad essere un conservatore, un populista, un razzista e un omofobo, ad oggi le previsioni sull&#39;esito del voto sono cambiate e Lula sembra essere passato in testa. A rivelarlo un sondaggio di Datafolha, secondo cui l&#39;ex capo di Stato riceverebbe al momento tra il 29% e il 30% delle preferenze. Al secondo posto (anche se in crescita) si piazzerebbe l&#39;esponente della destra radicale Jair Bolsonaro (16%), quasi pari merito con l&#39;ex leader ambientalista Marina Silva (15%).<br \/>\nLula &egrave; per il Brasile un simbolo politico del passato che non muore ma che, anzi, ritorna con forza a imporsi nel dibattito sudamericano. Temuto principalmente dalle classi abbienti &egrave; stato per due volte presidente della Repubblica prima eletto nel 2003 e poi ancora nel 2011. Lo sar&agrave; ancora nel 2018?<\/p>\n<p>Fonte:&nbsp;https:\/\/www.panorama.it\/news\/esteri\/quali-paesi-cambieranno-leader-nel-2018\/<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Panorama &#8211; Esteri Quali Paesi cambieranno leader nel 2018 Dal Brasile a Cuba. Dall&rsquo;Italia allo Zimbabwe, passando per la Libia. 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