{"id":28301,"date":"2017-09-28T00:00:00","date_gmt":"2017-09-28T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/lavoratori-italiani-allestero-quali-tasse\/"},"modified":"2017-09-28T00:00:00","modified_gmt":"2017-09-28T00:00:00","slug":"lavoratori-italiani-allestero-quali-tasse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/lavoratori-italiani-allestero-quali-tasse\/","title":{"rendered":"Lavoratori italiani all\u2019estero: quali tasse?"},"content":{"rendered":"<p>La Legge per Tutti &#8211; 28 settembre 2019<\/p>\n<h1>Lavoratori italiani all&rsquo;estero: quali tasse?<\/h1>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\"><em><strong>Lavorare all&rsquo;estero, con o senza residenza in Italia: in quale Paese si pagano le tasse? Bisogna presentare la dichiarazione dei redditi in Italia?<\/strong><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Le regole di tassazione dei&nbsp;redditi percepiti dagli italiani all&rsquo;estero&nbsp;variano in base all&rsquo;esistenza o meno di una&nbsp;convenzione contro le doppie imposizioni&nbsp;stipulata tra l&rsquo;Italia e lo Stato nel quale viene prodotto il reddito, al periodo di permanenza all&rsquo;estero, all&rsquo;iscrizione o meno all&rsquo;Aire. Alcuni chiarimenti sono stati forniti da una recente&nbsp;guida dell&rsquo;Agenzia delle Entrate [1].<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">La regola generale &egrave; ancorata al concetto di &ldquo;residenza fiscale&rdquo;: secondo il cosiddetto &ldquo;principio della tassazione mondiale&rdquo; (World Wide Taxation Principle), il cittadino che lavora all&rsquo;estero,&nbsp;mantenendo la residenza italiana, ha comunque l&rsquo;obbligo di pagare le imposte in Italia&nbsp;anche sui redditi prodotti all&rsquo;estero, salvo che sia diversamente indicato da disposizioni contenute nelle&nbsp;Convenzioni internazionali&nbsp;contro le doppie imposizioni.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Le eventuali imposte pagate a titolo definitivo nei Paesi in cui i redditi sono stati percepiti si possono comunque&nbsp;detrarre&nbsp;da quelle italiane, sotto forma di&nbsp;credito d&rsquo;imposta [2].<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Dunque, se si lavora all&rsquo;estero ma si mantiene la residenza in Italia, si devono pagare le tasse anche in Italia, a meno che non esista una convenzione che evita la doppia imposizione fiscale.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Tutti i cittadini italiani che lavorano all&rsquo;estero e che&nbsp;non sono iscritti all&rsquo;A.I.R.E.&nbsp;(Anagrafe degli Italiani Residenti all&rsquo;Estero) sono&nbsp;fiscalmente residenti in Italia&nbsp;e devono ogni anno presentare la&nbsp;dichiarazione dei redditi&nbsp;e pagare le imposte sui redditi ovunque prodotti.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Se si omette di presentare la dichiarazione dei redditi o non si indicano in essa i redditi prodotti all&rsquo;estero,&nbsp;non spetta la detrazione&nbsp;delle imposte pagate nello Stato estero (credito di imposta), fatti salvi i rimedi offerti dalla&nbsp;<em>voluntary disclosure<\/em>&nbsp;e dalla dichiarazione integrativa.<\/span><\/span><\/p>\n<h2><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Residenza fiscale in Italia<\/span><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Si considerano<strong>&nbsp;<\/strong>fiscalmente residenti in Italia&nbsp;le persone che:<\/span><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">per la maggior parte del periodo d&rsquo;imposta (cio&egrave;, per almeno 183 giorni all&rsquo;anno) sono iscritte nelle Anagrafi comunali della popolazione residente in Italia<\/span><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza<\/span><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">si sono trasferiti in uno dei Paesi a fiscalit&agrave; privilegiata (salvo prova contraria).<\/span><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">L&rsquo;Agenzia delle Entrate&nbsp;[3]&nbsp;ha specificato che deve&nbsp;considerarsi fiscalmente residente in Italia un soggetto che, pur avendo trasferito la propria residenza all&rsquo;estero&nbsp;e&nbsp;svolgendo la propria attivit&agrave; fuori dal territorio nazionale, mantenga il&nbsp;centro dei propri interessi&nbsp;in Italia (cosiddetto&nbsp;domicilio fiscale).<\/span><\/span><\/p>\n<h2><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Residenza all&rsquo;estero e iscrizione all&rsquo;AIRE<\/span><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">L&rsquo;A.I.R.E (&ldquo;Anagrafe degli Italiani Residenti all&rsquo;Estero&rdquo;) contiene i dati dei cittadini che risiedono all&rsquo;estero per un periodo di tempo superiore a 12 mesi o, per i quali, &egrave; stata accertata d&rsquo;ufficio tale residenza.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Il cittadino italiano che trasferisce la propria residenza da un comune italiano all&rsquo;estero (anche se in un Paese dell&rsquo;Unione Europea), entro 90 giorni dal trasferimento della residenza deve iscriversi all&rsquo;AIRE presso l&rsquo;Ufficio consolare competente per territorio.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Con l&rsquo;iscrizione all&rsquo;AIRE, si viene cancellati dall&rsquo;Anagrafe della popolazione residente del Comune italiano di provenienza.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Al fine di evitare l&rsquo;imposizione fiscale in Italia, non &egrave; tuttavia sufficiente trasferire la residenza all&rsquo;estero e iscriversi all&rsquo;AIRE, se il&nbsp;domicilio fiscale&nbsp;resta comunque in Italia.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Come affermato pi&ugrave; volte dalla giurisprudenza, un soggetto conserva il domicilio fiscale in Italia anche quando, a prescindere dalla sua presenza nel territorio italiano, ivi mantenga il&nbsp;centro dei suoi interessi e dei suoi affari.<\/span><\/span><\/p>\n<h2><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Convenzioni contro la doppia imposizione fiscale<\/span><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Per evitare la doppia imposizione fiscale (pagamento delle imposte sia nel Paese di produzione del reddito sia in quello di residenza), l&rsquo;Italia ha stipulato con molti Paesi&nbsp;convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni&nbsp;e riconosce un&nbsp;credito d&rsquo;imposta&nbsp;per le imposte pagate all&rsquo;estero nel momento in cui si dichiarano i redditi in Italia.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Oltre a evitare le doppie imposizioni sui redditi e sul patrimonio dei rispettivi residenti, le convenzioni hanno anche lo scopo di prevenire l&rsquo;evasione e l&rsquo;elusione fiscale.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Generalmente, le convenzioni non prevedono che sia un unico Stato, tra i due contraenti, ad assoggettare a tassazione un determinato tipo di reddito (tassazione esclusiva). Per questo motivo, &egrave; necessario&nbsp;dichiarare in Italia&nbsp;anche i redditi conseguiti all&rsquo;estero.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">La doppia imposizione viene comunque eliminata mediante il meccanismo della detrazione, secondo il quale le imposte pagate all&rsquo;estero a titolo definitivo sono ammesse in detrazione dall&rsquo;imposta netta fino a concorrenza della quota di imposta italiana.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Convenzioni contro la doppia imposizione: quali Stati?<\/span><\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Attualmente l&rsquo;Italia ha stipulato le convenzioni internazionali con i seguenti Stati: Albania, Algeria, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan, Bangladesh, Belgio, Bielorussia, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Cina, Cipro, Congo, Corea del Sud, Costa D&rsquo;Avorio, Croazia, Danimarca, Ecuador, Egitto, Emirati Arabi, Estonia, Etiopia, Federazione Russa, Filippine, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Ghana, Giappone, Giordania, Grecia, India, Indonesia, Irlanda, Islanda, Israele, Jugoslavia, Kazakistan, Kuwait, Lettonia, Libano, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malesia, Malta, Marocco, Mauritius, Messico, Moldova, Mozambico, Norvegia, Nuova Zelanda, Oman, Paesi Bassi, Pakistan, Polonia, Portogallo, Qatar, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Romania, San Marino,&nbsp; Senegal, Singapore, Siria, Slovenia, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti d&rsquo;America, Sud Africa,&nbsp; Svezia, Svizzera, Tanzania, Thailandia, Trinidad e Tobago,&nbsp; Tunisia, Turchia, &nbsp;Ucrania, Ungheria, Unione Sovietica Ex, Uzbekistan, Venezuela, Vietnam, Zambia.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\"><strong>Omessa dichiarazione dei redditi in Italia:&nbsp;<em>voluntary disclosure<\/em><\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">I cittadini italiani che, per motivi di varia natura,&nbsp;non si sono iscritti all&rsquo;Aire&nbsp;e che&nbsp;non hanno presentato la dichiarazione&nbsp;dei redditi in Italia, perdono il diritto di usufruire della detrazione delle imposte pagate all&rsquo;estero.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">E&rsquo; tuttavia possibile ottenere riconoscimento delle imposte pagate all&rsquo;estero, grazie alla cosiddetta&nbsp;procedura della &ldquo;collaborazione volontaria&rdquo;&nbsp;(<em>voluntary disclosure<\/em>), per la quale &egrave; stata disposta la riapertura dei termini di adesione al&nbsp;30 settembre 2017.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Presentando istanza di &ldquo;collaborazione volontaria&rdquo; e indicando in essa i redditi di lavoro dipendente o di lavoro autonomo, in precedenza non dichiarati in Italia, viene riconosciuto il&nbsp;credito per le imposte pagate all&rsquo;estero&nbsp;a titolo definitivo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Non &egrave; previsto in ogni caso il rimborso delle imposte gi&agrave; pagate.<\/span><\/span><\/p>\n<h2><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">Dichiarazione dei redditi presentata senza redditi prodotti all&rsquo;estero<\/span><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">I cittadini italiani non iscritti all&rsquo;Aire che abbiano presentato la dichiarazione dei redditi in Italia, ma abbiano&nbsp;omesso i redditi prodotti all&rsquo;estero, per non perdere il diritto di usufruire della detrazione delle imposte pagate all&rsquo;estero, possono presentare una&nbsp;dichiarazione integrativa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">In tal caso, infatti, il reddito oggetto di integrazione deve ritenersi, comunque, dichiarato e, conseguentemente, al contribuente spetta la detrazione delle imposte pagate all&rsquo;estero.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\">note<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\"><strong>[1]&nbsp;<\/strong>Agenzia delle Entrate, &ldquo;Lavoratori italiani all&rsquo;estero&rdquo;, settembre 2017.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\"><strong>[2]&nbsp;<\/strong>Art. 165 Tuir.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:20px\"><span style=\"font-family:open sans\"><strong>[3]<\/strong>&nbsp;Circolare n. 9\/E del 26 gennaio 2001.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:16px\"><span style=\"font-family:open sans\">Fonte:&nbsp;<\/span>https:\/\/www.laleggepertutti.it\/176939_lavoratori-italiani-allestero-quali-tasse<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Legge per Tutti &#8211; 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