{"id":28251,"date":"2017-07-28T00:00:00","date_gmt":"2017-07-28T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/litalia-e-uno-dei-5-paesi-che-sta-cambiando-il-mondo-con-le-sue-scelte-alimentari\/"},"modified":"2017-07-28T00:00:00","modified_gmt":"2017-07-28T00:00:00","slug":"litalia-e-uno-dei-5-paesi-che-sta-cambiando-il-mondo-con-le-sue-scelte-alimentari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/litalia-e-uno-dei-5-paesi-che-sta-cambiando-il-mondo-con-le-sue-scelte-alimentari\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia \u00e8 uno dei 5 Paesi che sta cambiando il mondo (con le sue scelte alimentari)"},"content":{"rendered":"<p>Meteo Web &#8211; 28 luglio 2017<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size:28px\"><span style=\"font-family:open sans\"><span style=\"background-color:rgb(255, 255, 255)\">L&rsquo;Italia &egrave; uno dei 5 Paesi che sta cambiando il mondo (con le sue scelte alimentari)<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family:open sans\"><span style=\"font-size:20px\">Le nostre scelte alimentari impattano anche sulle risorse del nostro pianeta<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family:open sans\"><span style=\"font-size:20px\">A cura di&nbsp;Filomena Fotia<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family:open sans\"><span style=\"font-size:20px\">Estate, tempo di meritate vacanze e di viaggi. Ma quale sar&agrave; la meta pi&ugrave; gettonata per questo 2017? Saranno le calde spiagge tropicali o le pi&ugrave; fresche montagne? Se in passato i turisti sceglievano spinti dal costo della vita o dalle opportunit&agrave; culturali o archeologiche che un Paese offriva, negli ultimi &ndash; secondo la ricerca internazionale Food Travel Monitor di WTFA(1)&nbsp;&ndash; 1 turista su 2 si muove in base a motivazioni enogastronomiche. E a fare la differenza anche quest&rsquo;anno sar&agrave; la tipologia di pietanze e i cibi che &egrave; possibile assaporare in un determinato luogo. Ma quali sono i Paesi dove varrebbe la pena trascorrere le vacanze perch&eacute; in grado di offrire cibo &ldquo;veramente buono&rdquo;? Non si parla solo del gusto che un piatto pu&ograve; avere, ma dell&rsquo;intero sistema alimentare: dalla produzione sostenibile, allo spreco di cibo, fino ad arrivare a un&rsquo;alimentazione equilibrata, attenta ai bisogni nutrizionali ma anche al Pianeta. Perch&eacute; non tutti sanno che ci&ograve; che mettiamo nel piatto pu&ograve; avere un impatto considerevole sull&rsquo;ambiente. Basti pensare che un filetto di manzo, una porzione di insalata mista condita con olio, una fetta di pane e un frutto comportano il consumo di 3.244 litri d&rsquo;acqua e l&rsquo;emissione 4.187 grammi di CO2&nbsp;equivalente. Ma le nostre scelte alimentari impattano anche sulle risorse del nostro pianeta: circa 4,4 miliardi di ettari di suolo (il 40% dell&rsquo;intera superficie terrestre) sono destinati alle attivit&agrave; agricole e zootecniche, mentre il 70% del prelievo totale di acqua dolce &egrave; destinato all&rsquo;irrigazione (solo l&rsquo;8% &egrave; utilizzato per usi domestici). In quest&rsquo;ottica, la<strong>&nbsp;Fondazione Barilla Center for Food &amp; Nutrition<\/strong>&nbsp;ha riletto il&nbsp;<strong>Food Sustainability Index<\/strong>(2)&nbsp;&ndash; realizzato in collaborazione con The Economist Intelligence Unit &ndash; per identificare i 5 Paesi che, attraverso delle practice virtuose nel campo della produzione del cibo, stanno contribuendo a cambiare in positivo i sistemi alimentari.<\/span><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-family:open sans\"><span style=\"font-size:20px\"><strong>FRANCIA &ldquo;CAMPIONE&rdquo; NELLA LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE<\/strong><\/span><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-family:open sans\"><span style=\"font-size:20px\">Lo spreco di cibo &egrave; da sempre una &ldquo;piaga&rdquo; sociale e ambientale con cui siamo tutti chiamati a confrontarci. Ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di cibo (1\/3 del cibo del mondo) vengono sprecate senza arrivare neanche a tavola, ovvero circa 4 volte la quantit&agrave; necessaria a sfamare le quasi 800 milioni di persone sul pianeta che sono denutrite. Mentre il gas metano prodotto dal cibo che finisce in discarica &egrave; 21 volte pi&ugrave; dannoso della CO2. Tra tutti i Paesi &egrave; stata la Francia la nazione che pi&ugrave; di tutte ha fatto passi in avanti nella lotta allo spreco alimentare (solo il 2,31% del cibo prodotto si perde all&rsquo;interno della filiera), grazie a una legge all&rsquo;avanguardia del 2016 che ha reso obbligatorio riutilizzare le derrate alimentari ancora commestibili ma rimaste invendute. Un provvedimento significativo, che ha interessato ogni settore, dalle scuole alle grandi aziende e ha portato a stipulare convenzioni con associazioni no profit per la distribuzione di generi alimentari e a sanzioni per evitare la distruzione volontaria dei prodotti alimentari ancora consumabili.<\/span><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-family:open sans\"><span style=\"font-size:20px\"><strong>IN BRASILE L&rsquo;AGRICOLTURA E&rsquo; GIOVANE (1 AGRICOLTORE SU 3 E&rsquo; UNDER 24)<\/strong><\/span><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-family:open sans\"><span style=\"font-size:20px\">I giovani, come spiegato dalla FAO, sono &ldquo;portatori di innovazione&rdquo;. E questo vale anche per l&rsquo;agricoltura, settore che pi&ugrave; di tutti &egrave; chiamato &ndash; da qui ai prossimi anni &ndash; a trasformarsi per cercare di rispondere alla crescita demografica del Pianeta, provando al tempo stesso a migliorare il suo impatto sull&rsquo;ambiente. Se in Europa solo 6% degli agricoltori ha meno di 35 anni, c&rsquo;&egrave; un Paese dove questa tendenza &egrave; completamente capovolta: il Brasile. Qui<strong>&nbsp;ben 1 agricoltore su 3 ha meno di 24 anni.<\/strong>&nbsp;Un contesto che, unito all&rsquo;uso della tecnologia applicata ai sistemi di irrigazione intelligente o all&rsquo;utilizzo dei droni per il controllo dei terreni o ancora al monitoraggio automatico delle condizioni climatiche, garantisce un migliore uso delle aree coltivabili e un&rsquo;ottimizzazione di tutti i processi agricoli. Oggi il Brasile &egrave; leader per il suo approccio &ldquo;giovane&rdquo; in agricoltura, dovuto principalmente a un tipo di produzione agricola a carattere familiare che riesce a garantire anche una ricchissima biodiversit&agrave; ambientale.<\/span><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-family:open sans\"><span style=\"font-size:20px\"><strong>ITALIA AL TOP EUROPEO PER RIDOTTE EMISSIONI DI CO2&nbsp;IN AGRICOLTURA. -34% CO2&nbsp;RISPETTO AI METODI DI COLTIVAZIONE TRADIZIONALI<\/strong><\/span><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-family:open sans\"><span style=\"font-size:20px\">Con un punteggio pari a 95,96 (in una scala da 1 a 100) l&rsquo;Italia si classifica al primo posto, tra i Paesi europei, per minori emissioni di CO2&nbsp;equivalente in agricoltura. Un risultato molto incoraggiante se si considera che nel mondo le emissioni in questo settore sono aumentate del 20% dal 1990 a oggi (e raddoppiate dal 1960 a oggi) e che attualmente rappresentano il 24% dei gas serra totali. In un mondo in cui si stima che entro il 2050 la produzione agricola possa aumentare del +70% diventa allora fondamentale lavorare per impattare di meno sull&rsquo;ambiente. In questo senso, in Italia &egrave; stato fatto un primo passo in avanti. L&rsquo;uso di energie rinnovabili ha portato a una riduzione di circa il 34% delle emissioni di CO2, un valore che ha tutte le potenzialit&agrave; per poter crescere ulteriormente.<\/span><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-family:open sans\"><span style=\"font-size:20px\"><strong>LOTTA ALLO SPRECO, SOLO LO 0,66% DEL CIBO PRODOTTO VIENE BUTTATO IN AUSTRALIA<\/strong><\/span><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-family:open sans\"><span style=\"font-size:20px\">&Egrave; stato un obiettivo ambizioso a rendere l&rsquo;Australia leader nella gestione dello spreco: ridurre drasticamente entro il 2020 lo spreco di cibo attraverso tutta la filiera. Questo Paese ci &egrave; riuscito realizzando un sistema di gestione dei rifiuti efficiente ed economicamente responsabile che arriva a<strong>&nbsp;&ldquo;sprecare&rdquo; solo lo 0.66% di tutto il cibo prodotto, mentre il rimanente 99,34% viene riutilizzato e impiegato anche in altri settori<\/strong>. L&rsquo;Australia allarga il campo di azione non solo alla filiera, ma anche al consumatore finale. Da una parte, infatti, &egrave; stata messa in atto una strategia che fa lavorare in sinergia produttori, distributori, trasformatori e rivenditori per dirottare il cibo sprecato dalle discariche ad usi pi&ugrave; produttivi (come il compostaggio o l&rsquo;arricchimento del suolo), dall&rsquo;altra sono state avviate pratiche di sensibilizzazione per i consumatori tanto da inserire il concetto di impatto ambientale nell&rsquo;ultima edizione delle&nbsp;<em>Australian Dietary Guidelines.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-family:open sans\"><span style=\"font-size:20px\"><strong>AGRICOLTURA BIOLOGICA: OBIETTIVO RAGGIUNTO IN GERMANIA<\/strong><\/span><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-family:open sans\"><span style=\"font-size:20px\"><strong>6,27% del totale: questo &egrave; il numero con il quale &egrave; possibile riassumere la quantit&agrave; di terreni che la Germania ha adibito all&rsquo;agricoltura biologica<\/strong>. Un numero alto se consideriamo che in Paesi come Regno Unito o Francia dedicano allo stesso scopo poco pi&ugrave; del 3% delle terre disponibili. Ma il Paese teutonico ha un obiettivo molto pi&ugrave; ambizioso:&nbsp;<strong>innalzare i valori fino al 20%<\/strong>&nbsp;entro pochi anni, vista la crescita costante della domanda per questo genere di produzione. Un traguardo ambizioso che viene supportato, in generale, anche da un basso uso di pesticidi e fertilizzanti nelle loro tecniche agricole, ma soprattutto a un&rsquo;ottima gestione delle risorse idriche. La Germania infatti ha saputo adottare politiche di riutilizzo dell&rsquo;acqua e di ottimizzazione dell&rsquo;irrigazione tali da rendere il Paese leader nella gestione delle risorse. Si tratta di un approccio strategico da applicare su larga scala, soprattutto se si considera che&nbsp;<strong>a livello mondiale ci sono 1,4 miliardi di chilometri cubi di acqua, ma solo lo 0,001% del totale &egrave; effettivamente disponibile per l&rsquo;uso dell&rsquo;uomo<\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:16px\"><span style=\"font-family:open sans\">1)&nbsp;<em>World Food Travel Association, organizzazione non-profit non governativa che ha come missione creare opportunit&agrave; di sviluppo economico per le industrie food, beverage, travel, hospitality,&nbsp;<\/em><a href=\"http:\/\/www.worldfoodtravel.org\/cpages\/home\"><em>http:\/\/www.worldfoodtravel.org\/cpages\/home<\/em><\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:16px\"><span style=\"font-family:open sans\"><em>2)&nbsp;Il FSI &egrave; un indice che classifica la sostenibilit&agrave; del sistema agro-alimentare di 25 Paesi nel mondo (i membri del G20, che rappresentano l&rsquo;85% del PIL e i due terzi della popolazione mondiale, pi&ugrave; Nigeria, Etiopia, Colombia, Emirati Arabi e Israele) in tre grandi ambiti di ricerca: agricoltura sostenibile, sfide nutrizionali e spreco di cibo.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:16px\">Fonte: http:\/\/www.meteoweb.eu\/2017\/07\/fondazione-barilla-litalia-uno-dei-5-paesi-sta-cambiando-mondo-le-sue-scelte-alimentari\/941404\/<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meteo Web &#8211; 28 luglio 2017 L&rsquo;Italia &egrave; uno dei 5 Paesi che sta cambiando il mondo (con le sue scelte alimentari) [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[67],"class_list":["post-28251","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notizie","tag-notizie-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28251","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28251"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28251\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28251"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28251"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28251"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}