{"id":28015,"date":"2015-10-08T00:00:00","date_gmt":"2015-10-08T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/milano-expo-tutela-dellambiente-e-riciclo-italia-batte-giappone-e-usa\/"},"modified":"2015-10-08T00:00:00","modified_gmt":"2015-10-08T00:00:00","slug":"milano-expo-tutela-dellambiente-e-riciclo-italia-batte-giappone-e-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/milano-expo-tutela-dellambiente-e-riciclo-italia-batte-giappone-e-usa\/","title":{"rendered":"Milano Expo, tutela dell\u2019ambiente e riciclo: Italia batte Giappone e Usa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 150%\">Italiani promossi dal punto di vista della consapevolezza ambientale e della conoscenza dell&rsquo;avvio a riciclo dei rifiuti. E&rsquo; quanto emerge dalla ricerca &laquo;Greenability, conoscenza e utilizzo dei prodotti realizzati con materiali di riciclo&raquo;, commissionata dal Consorzio Nazionale Imballaggi Conai e realizzata da Doxa Marketing Advice. Il report &mdash; presentato il 7 ottobre a #CasaCorriere da Massimo Sumberesi, managing director di Doxa Marketing Advicec &mdash; evidenzia come la corretta gestione dei rifiuti sia il tema ambientale pi&ugrave; sentito presso l&rsquo;opinione pubblica nazionale, indicato dal 29 per cento dei cittadini come la sfida pi&ugrave; pressante del settore, e prioritario rispetto ad altri grandi temi come la transizione energetica verso le fonti rinnovabili (14 per cento) o all&rsquo;inquinamento atmosferico (10 per cento) e del sottosuolo (9 per cento). Inoltre gli italiani ben si comportano nel confronto internazionale in termini di sensibilit&agrave; ambientale, ottenendo un punteggio di 74\/100, davanti a USA (63), Russia (62) e Giappone (59), secondo un indice sintetico elaborato a partire dall&rsquo;analisi dei comportamenti quotidiani dei rispondenti. Si collocano invece su valori pi&ugrave; vicini all&rsquo;Italia il Brasile (73\/100) e la Cina (70\/100).&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%\" class=\"MsoNormal\"><strong><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 150%\">Buone abitudini quotidiane<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 150%\">Gli italiani sembrano aver compreso e assimilato quei comportamenti quotidiani che uniscono alla lotta allo spreco anche una componente economica, come lo spegnimento delle luci non necessarie, l&rsquo;uso di lampadine a risparmio energetico e la lotta agli sprechi di alimenti e bevande. Il buon risultato del Paese &egrave; dovuto a una crescita di consapevolezza e di attenzione nei confronti delle tematiche ambientali, sia a livello individuale, sia a livello di Sistema Paese: l&rsquo;81 per cento ritiene infatti di essere molto pi&ugrave; attento rispetto al passato alle informazioni sull&rsquo;ambiente, ritenendone la salvaguardia una priorit&agrave; (74 per cento). L&rsquo;attenzione all&rsquo;ambiente viene trasferita anche nei comportamenti d&rsquo;acquisto (73 per cento), mentre viene riconosciuto alle aziende italiane un maggior impegno in termini di sostenibilit&agrave; (49 per cento). La raccolta differenziata &egrave; tra le azioni che pi&ugrave; attivano la sensibilit&agrave; ambientale degli italiani: ben l&rsquo;87 per cento degli italiani dichiara infatti di svolgerla abitualmente, superando di gran lunga gli altri paesi oggetto della ricerca. Seguono gli italiani infatti i giapponesi (74 per cento) e &mdash; su valori inferiori &mdash; brasiliani (64 per cento), statunitensi (57 per cento), cinesi (48 per cento) e russi, dove la raccolta differenziata &egrave; svolta da solo un abitante su quattro (26 per cento).&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%\" class=\"MsoNormal\"><strong><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 150%\">L&rsquo;attenzione agli imballaggi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 150%\">Gli italiani sono anche il popolo che vanta la migliore conoscenza dei prodotti pi&ugrave; comunemente realizzati a partire da materiali di imballaggio riciclati, con l&rsquo;indicazione media di 7,5 prodotti &ndash; tra i pi&ugrave; citati: libri e giornali, bottiglie, cassette per frutta e verdura, complementi d&rsquo;arredo, confezioni di prodotti alimentari, vasi per fiori e felpe in pile, ma anche imbottiture, coperte e scope &#8211; contro i 6,9 citati dai brasiliani, i 6 degli statunitensi, i 5,9 dei giapponesi, i 5,8 dei cinesi e i 5,7 prodotti segnalati dai russi. Tre italiani su quattro (75 per cento), infine, hanno dichiarato di aver acquistato dei beni realizzati con materiale riciclato, venendo superati su questo fronte solo dai brasiliani, dove l&rsquo;acquisto di ri-prodotti raggiunge quota 82 per cento. &laquo;I dati mostrano chiaramente come gli italiani padroneggino le informazioni di base sulla raccolta differenziata, che viene percepita come il mezzo per consentire l&rsquo;avvio a riciclo dei rifiuti&raquo;, ha commentato Walter Facciotto, Direttore Generale di Conai.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 150%\">Fonte: CorrieredellaSera<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Italiani promossi dal punto di vista della consapevolezza ambientale e della conoscenza dell&rsquo;avvio a riciclo dei rifiuti. 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