{"id":27968,"date":"2015-08-14T00:00:00","date_gmt":"2015-08-14T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/leuropa-ora-torni-a-investire\/"},"modified":"2015-08-14T00:00:00","modified_gmt":"2015-08-14T00:00:00","slug":"leuropa-ora-torni-a-investire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/leuropa-ora-torni-a-investire\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa ora torni a investire"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%\" class=\"MsoNoSpacing\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: Cambria, serif\">La sequenza di svalutazioni del renminbi, che ha scosso l&rsquo;estate degli investitori e dei policymaker occidentali, ha motivazioni macroeconomiche e finanziarie come &egrave; stato diffusamente raccontato in questi giorni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%\" class=\"MsoNoSpacing\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: Cambria, serif\">Inevitabili saranno anche le conseguenze sulla sfera della produzione e del commercio internazionale, anche se qui non tutto &egrave; stato forse messo ancora bene a fuoco. Si &egrave; detto, per esempio, che la svalutazione del renminbi susciter&agrave; un nuovo movimento di delocalizzazioni produttive dai paesi avanzati verso la Cina, ma su questo &egrave; lecito avanzare qualche dubbio dal momento che diverse multinazionali stavano da tempo rilocalizzando dalla Cina verso altri paesi asiatici, Vietnam in testa, dove costo del lavoro e tasso di cambio sono pi&ugrave; bassi. Gli sviluppi cinesi indicano non tanto che si andr&agrave; verso una nuova vague di delocalizzazioni dai paesi avanzati in direzione Cina, poco favorite da una svalutazione del 5% e rese pi&ugrave; rischiose dall&rsquo;incertezza sulle traiettorie future del cambio del renminbi, ma semmai ad un riassetto nell&rsquo;allocazione delle produzioni internazionali tra i diversi paesi asiatici.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%\" class=\"MsoNoSpacing\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: Cambria, serif\">Il messaggio inequivocabile che arriva &egrave; invece che la concorrenza sui mercati globali nei prossimi mesi ed anni sar&agrave; resa ancor pi&ugrave; dura dal rallentamento della Cina, e dalla parziale retromarcia che si intravede lungo il percorso che va da una economia trainata dall&rsquo;export verso un grande mercato interno sub-continentale. A questo si aggiungano le crisi profonde di alcuni mercati Brics, da Russia a Brasile. La competizione sui mercati pi&ugrave; dinamici, in primo luogo quello nord-americano si far&agrave; ancor pi&ugrave; intensa, e non a caso la svalutazione cinese potrebbe allontanare ancora un po&rsquo; il rialzo dei tassi d&rsquo;interesse Usa se la Fed prester&agrave; attenzione ai timori dei produttori statunitensi per un apprezzamento del dollaro. La concorrenza cinese, naturalmente, si far&agrave; sentire anche in Europa dove la politica espansiva della Bce aveva nei mesi scorsi consentito alle imprese di ricostituire margini di utile pi&ugrave; consoni ad una ripresa degli investimenti grazie all&rsquo;euro debole.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%\" class=\"MsoNoSpacing\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: Cambria, serif\">Le indicazioni per l&rsquo;Europa, pi&ugrave; che mai in questa fase, sono per un impulso rilevante agli investimenti pubblici che sostengano da una parte la domanda continentale e alimentino dall&rsquo;altra la produttivit&agrave; delle imprese private. Se l&rsquo;Europa non far&agrave; la sua parte nella seconda met&agrave; del 2015 per alimentare la domanda interna e mondiale, avr&agrave; perduto una occasione epocale di mostrarsi parte decisiva del governo dell&rsquo;economia globale. Tutti i consessi, gli strumenti, e le politiche disponibili vanno utilizzati al meglio per scongiurare un rallentamento della crescita in Europa, come ha scritto ieri Quadrio Curzio su queste colonne. Per il nostro Paese vi &egrave; una opportunit&agrave; ed una esigenza in pi&ugrave;, ovvero quella di utilizzare questa congiuntura per realizzare alcuni investimenti di qualit&agrave;, e per rimuovere alcuni ostacoli, al fine di consolidare ed attrarre insediamenti produttivi inseriti nelle catene del valore europee e globali. Spostare progressivamente le nostre produzioni industriali, ed anche i nostri servizi, verso i segmenti &ldquo;nobili&rdquo; delle catene globali del valore &egrave; l&rsquo;unica assicurazione solida a fronte della concorrenza dei paesi emergenti. Questo si pu&ograve; realizzare spingendo ancora di pi&ugrave; sia sulle fasi di progettazione e design, da una parte, sia sulle fasi di marketing e distribuzione, dall&rsquo;altra. E si pu&ograve; realizzare anche facilitando l&rsquo;inserimento dei produttori italiani nei sistemi integrati delle multinazionali. I nostri asset principali, riconosciuti dal top management internazionale, sono lavoratori tecnicamente molto preparati nei ruoli pi&ugrave; diversi, e imprenditori di grande esperienza ed affidabilit&agrave; nei ruoli di fornitori o clienti nei diversi passaggi delle catene del valore. L&rsquo;inserimento delle nostre produzioni industriali nelle fasi ad valore aggiunto alto o medio pu&ograve; paradossalmente trarre vantaggio anche da una svalutazione dell renminbi, se i semilavorati cinesi consentono di abbattere ulteriormente i costi delle fasi gi&agrave; a basso valore aggiunto. Questa integrazione &egrave; gi&agrave; forte al nord ed in parte del centro Italia, dove il contenuto di importazioni del nostro export &egrave; ai livelli dell&rsquo;Europa centrale (Germania, Francia, Olanda). &Egrave; invece debole in molte aree produttive del sud. Per favorirne il rafforzamento, investimenti pubblici mirati che riducano gli ostacoli ad attrarre o costituire nuova capacit&agrave; produttiva nel Sud devono accompagnarsi ad una revisione di governance e incentivi nel settore pubblico, che in parte &egrave; in corso (riforma della dirigenza della Pa; certificazione unica per le autorizzazioni produttive; ecc.), ed in parte ancora da realizzare.<\/span><\/p>\n<p>  <span style=\"font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: Cambria, serif\">Fonte: ilSole24Ore<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sequenza di svalutazioni del renminbi, che ha scosso l&rsquo;estate degli investitori e dei policymaker occidentali, ha motivazioni macroeconomiche e finanziarie come [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[65],"class_list":["post-27968","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notizie","tag-notizie-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27968","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27968"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27968\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27968"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27968"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}