{"id":27940,"date":"2015-07-20T00:00:00","date_gmt":"2015-07-20T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/occ-da-brasile-e-cina-ecco-chi-sono-i-nuovi-giganti-del-food\/"},"modified":"2015-07-20T00:00:00","modified_gmt":"2015-07-20T00:00:00","slug":"occ-da-brasile-e-cina-ecco-chi-sono-i-nuovi-giganti-del-food","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/occ-da-brasile-e-cina-ecco-chi-sono-i-nuovi-giganti-del-food\/","title":{"rendered":"OC&#038;C: da Brasile e Cina ecco chi sono i nuovi giganti del food"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%\" class=\"MsoNormal\"><span>Cosa&nbsp;emerge dall&rsquo;annuale ranking stilato dalla societ&agrave; di consulenza internazionale OC&amp;C sui 50 gruppi pi&ugrave; importanti nel settore del largo consumo?&nbsp;I&nbsp;paesi che stanno&nbsp;scalando sempre pi&ugrave; le posizioni all&rsquo;interno della classifica dei giganti del settore alimentare mondiale e sono destinati ad avere sempre pi&ugrave; spazio&nbsp;sono il&nbsp;Brasile e la Cina. Il primo, che non vive un momento felicissimo in economia, riesce a piazzare il gigante&nbsp;Jbs&nbsp;al quinto posto mondiale per ricavi 2014, espressi in dollari, ma se si esclude Procter &amp; Gamble, che ha una prevalenza di non food, si piazza al quarto posto con 49,1 miliardi di dollari di fatturato (+18,3% sul 2013). La societ&agrave; brasiliana, si ricorder&agrave;, era diventata proprietaria del 50% della Inalca (Cremonini), una joint venture poi sciolta tra mille strascichi giudiziari ma non ha abbandonato l&rsquo;Italia, dove nel 2011 ha acquisito il salumificio Rigamonti, leader italiano della bresaola.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%\" class=\"MsoNormal\"><span>Cosa ha portato cos&igrave; in alto Jbs? Una politica molto aggressiva di acquisizioni che ne ha trasformato la fisionomia da produttore di carne bovina brasiliano a global company attiva anche nel pollame e nella carne di maiale, con un giro d&rsquo;affari ora ben superiore a quello della sua grande rivale americana, Tyson Foods, che si ferma a 37,6 miliardi di dollari. L&rsquo;aggressiva campagna acquisti dei brasiliani non &egrave; peraltro appannaggio solo di Jbs. Il fondo di investimento&nbsp;3G capital&nbsp;&egrave; l&rsquo;astro nascente mondiale del settore: l&rsquo;operazione di fusione Kraft Heinz &egrave; la controprova delle capacit&agrave; di investimento della societ&agrave; che si muove spesso in tandem con la Berkshire Hataway di Warren Buffet. A 3G fa capo anche Burger King e, indirettamente, una partecipazione di blocco nel gruppo birrario numero uno al mondo, Ab Inbev. Altro gigante brasiliano con velleit&agrave; di espansione &egrave;&nbsp;Brasil Foods (Brf), che ha da poco perfezionato la cessione a Parmalat della sua divisione dairy brasiliana. La societ&agrave; ha un giro d&rsquo;affari di 13,5 miliardi di dollari ed &egrave; presente in 110 paesi e attivit&agrave; che spaziano dalla carne alla pasta, pizza e prodotti surgelati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%\" class=\"MsoNormal\"><span>Se il Brasile si sta imponendo al mondo come nuovo attore globale, soprattutto nel mondo delle &lsquo;proteine&rsquo;, la sorpresa pi&ugrave; grossa arriva dalla Cina, che piazza l&rsquo;unica new entry nella classifica con&nbsp;WH group, accreditata di un fatturato pari a 21,2 miliardi di dollari che la posiziona al 17esimo posto assoluto. Se il nome non dice molto, la societ&agrave; si &egrave; il pi&ugrave; grande produttore di carne di maiale e insaccati al mondo. Un risultato che giunto con l&rsquo;acquisizione dell&rsquo;americana Smithfield Foods, una la volta la prima della classe in questo mercato e ora una provincia della societ&agrave; cinese che ha un piede anche in Italia. Attraverso la controllata spagnola (al 37%) Campofrio controlla, infatti, il marchio laziale Fiorucci. Sia Jbs sia WH group sono attivi nella carne, che &egrave; un alimento sempre pi&ugrave; consumato nei paesi in via di sviluppo. Tingyi &egrave; un altro gigante cinese assolutamente sconosciuto in Europa, ma con un fatturato di 10 miliardi di euro che gli permette di entrare in questa speciale classifica. Istant noodles, the pronto e soft drinks sono i suoi prodotti pi&ugrave; importanti, venduti a marchio Master Kong e molto famosi in patria. Al momento il suo raggio d&rsquo;azione &egrave; pressoch&egrave; solo asiatico ma chiss&agrave; che anche anche lei non parta con una serie di acquisizioni come ha gi&agrave; fatto, invece, Bright Foods, che in Italia ha acquisito l&rsquo;azienda olearia Salov e in Inghilterra Weetabix. &ldquo;L&rsquo;entrata di WH group segue quella di Tingyi dello scorso &ndash; spiega&nbsp;Fr&eacute;d&eacute;ric Fessart, partner di OC&amp;C&nbsp;-. Bisogna abituarsi all&rsquo;entrata di gruppi cinesi nella classifica delle maggiori societ&agrave;, anche a un ritmo molto serrato. La prossima potrebbe essere Mengniu&rdquo;. Quest&rsquo;ultima &egrave; un grande produttore lattiero caseario che ha anche all&rsquo;attivo una joint venture sul mercato interno con la danese Arla Foods. Nel 2008 fu coinvolto nello scandalo del latte alla melamina cos&igrave; come il suo grande competitor Yili Group. Tutti nomi cui pian piano ci abitueremo. Inutile dire che nessuna societ&agrave; italiana, nemmeno Ferrero, riesce a entrare in classifica, che vede la giapponese&nbsp;Yamazaki Baking&nbsp;al 50esimo posto con 8,7 miliardi di dollari di ricavi. Ai primi posti (escludendo P&amp;G) ci sono Nestl&egrave;, PepsiCo, Unilever, Jbs, Ab Inbev, Coca-Cola, Tyson Foods, e Archer Daniels Midlands (che si occupa di trading di materie prime). <\/span>Segue la neonata Kraft Heinz.<span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; line-height: 150%\" class=\"MsoNormal\"><strong>Fonte<\/strong>: FoodWeb.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa&nbsp;emerge dall&rsquo;annuale ranking stilato dalla societ&agrave; di consulenza internazionale OC&amp;C sui 50 gruppi pi&ugrave; importanti nel settore del largo consumo?&nbsp;I&nbsp;paesi che stanno&nbsp;scalando [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[65],"class_list":["post-27940","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notizie","tag-notizie-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27940","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27940"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27940\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27940"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27940"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27940"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}