{"id":27809,"date":"2015-02-24T00:00:00","date_gmt":"2015-02-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/paesi-emergenti-da-gregari-a-competitor\/"},"modified":"2015-02-24T00:00:00","modified_gmt":"2015-02-24T00:00:00","slug":"paesi-emergenti-da-gregari-a-competitor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/paesi-emergenti-da-gregari-a-competitor\/","title":{"rendered":"Paesi emergenti, da gregari a \u201ccompetitor\u201d"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &ndash; Quale ruolo svolgono i paesi in via di sviluppo nel  mantenimento degli equilibri geopolitici attuali? L&rsquo;Unione europea pu&ograve;  considerarsi protagonista o semplice comparsa? Infine, quali scenari si  possono disegnare, all&rsquo;interno di quella che viene definita dal Santo  Padre come una terza guerra mondiale a capitoli?<\/p>\n<p>A queste e a tante altre domande hanno cercato di dare una risposta  esperti e politici italiani, a &ldquo;Come cambia il mondo&rdquo;, convegno  organizzato sabato scorso a Roma, dal Gruppo parlamentare del partito  Democratico alla Camera dei Deputati.<\/p>\n<p>&laquo;I paesi in via di sviluppo erano considerati gregari degli Stati  Uniti, potenza catalizzatrice nell&rsquo;area Atlantica, affiancata dall&rsquo;Onu,  mentre gli attori regionali avevano il compito di tenere insieme il  sistema. Ma dal 2000 al 2010 i paesi-amici diventano competitor,  perch&eacute; non sono pi&ugrave; deboli economicamente come in passato&raquo;, spiega  Paolo Magri, vicepresidente dell&rsquo; Istituto per gli studi e la politica  internazionale.<\/p>\n<p>Se il primo mutamento dell&rsquo;ordine mondiale &egrave; avvenuto nel 1989, con  la caduta del muro di Berlino, quando si &egrave; passati da un mondo diviso in  due grandi blocchi di influenza a un nuovo paradigma multilaterale, &egrave;  la crescita economica dei paesi emergenti ad aver alterato in modo  notevole il sistema geopolitico.<\/p>\n<p>Cos&igrave; secondo i dati forniti dall&rsquo;Ispi, i cosiddetti Brics (Nda  acronimo che identifica Brasile, Russia, India Cina e Sud Africa, paesi  caratterizzati da una forte crescita del prodotto interno lordo e della  quota del commercio mondiale) fra pochi anni produrranno il 47 per cento  della ricchezza globale. E non va dimenticato il bilancio militare: se  attualmente gli Stati Uniti sono il primo Paese al mondo per gli  investimenti nel settore della difesa, entro il 2030 la Cina potrebbe  essere protagonista di un sorpasso in questo capitolo della spesa  pubblica.<\/p>\n<p>E per quanto riguarda il Brasile?<\/p>\n<p>&laquo;Mentre i Paesi europei chiudono le loro ambasciate negli Stati  considerati ad alto rischio, il Brasile ne apre di nuove, tanto che in  poco tempo potrebbe raggiungere la Gran Bretagna per numero di sedi  diplomatiche aperte nel mondo. Se noi tagliamo la spesa per la  cooperazione, Brasile e altri la aumentano&raquo;, chiarisce Magri.<\/p>\n<p>Il 2015 &egrave; infatti un anno cruciale per la cooperazione  internazionale. E&rsquo; maturo il dibattito su due agende del panorama  mondiale: quella sugli Obiettivi del Millennio, che ha impegnato le  Nazioni Unite e altri oganismi internazionali per la riduzione &ndash; entro  questo anno &ndash; di povert&agrave;, fame e disuguaglianze sociali. E quella sulla  legge italiana del 2014, che riforma la cooperazione allo sviluppo.<\/p>\n<p>&laquo;Ma ci sono dei condizionamenti esterni che vincolano la cooperazione  &ndash; &nbsp;secondo Jos&eacute; Luis Rhi Sausi, del Consiglio di presidenza del Cespi  (Nda Centro studi politica internazionale) &ndash; come considerare, in modo  errato, che la povert&agrave; non riguardi i paesi pi&ugrave; ricchi. Il Papa dimostra  di capire questo problema meglio dell&rsquo;Onu, quando nel messaggio inviato  all&rsquo;Expo, dice che bisogna attaccare le iniquit&agrave;&raquo;, aggiunge Sausi.<\/p>\n<p>E come reagisce l&rsquo;Italia a queste sfide? Se in passato la  cooperazione era considerata uno strumento di serie B, relegata alle  organizzazioni non governative, oggi, grazie alla riforma in vigore,  anche le imprese private sono ritenute indispensabili in questo ambito.  &laquo;La difficolt&agrave; ora &egrave; tradurre la teoria in pratica&raquo;.<\/p>\n<p>Il nostro Paese ha molto da dare. &laquo;Elementi come l&rsquo;approccio  territoriale nello sviluppo dell&rsquo;agroalimentare, la cultura artigianale,  la lotta contro il cambiamento climatico sono valori forti in questo  Paese. Se da parte dell&rsquo;America Latina c&rsquo;&egrave; richiesta di Italia,  l&rsquo;impressione &egrave; che l&rsquo;Italia non lo sappia&raquo;, aggiunge.<\/p>\n<p>Nel frattempo, Europa e Occidente sono focalizzati sui due maggiori  focolai di guerra, nei confini orientali, in Ucraina, e nel Sud-Est del  Mediterraneo, ma secondo i dati forniti da Alessandro Politi, direttore  della Nato Defense College Fundation, &egrave; la mafia il maggior  pericolo per la sicurezza globale. Il traffico di armi e droga che  generano le mafie coinvolge anche l&rsquo;America Latina, teatro in Colombia,  dell&rsquo;unico gruppo terroristico, le Farc, ma che si sta notevolmente  indebolendo. Al contrario il narcotraffico in Messico, Paese nel quale  molte aziende italiane hanno investito, &egrave; causa ogni anno di migliaia di  morti. Un problema che l&rsquo;Italia e Europa stanno sottovalutando;  impegnate in queste ultime ore a scongiurare un intervento militare in  Libia. &laquo;L&rsquo;Occidente &egrave; molto bravo ad abbattere i dittatori [&hellip;], ma sui  cadaveri non si costruisce nulla. La guerra non si vince con i droni&raquo;,  afferma Emma Bonino, gi&agrave; commissaria Ue ed ex ministro degli Esteri  italiano.<\/p>\n<p>&laquo;Noi esperti avevamo avvertito tempo fa del pericolo che avrebbe  portato con s&eacute; la frammentazione dello Stato libico. Solo Gheddafi era  riuscito a contenere le diverse etnie presenti, ma con la sua morte i  problemi sono riesplosi&raquo;, chiosa il professore Khaled Fuad Alllam,  docente in sociologia del mondo musulmano all&rsquo;Universit&agrave; di Trieste.<\/p>\n<p>L&rsquo;assenza di una disegno a lungo termine nella lotta al terrorismo da  parte dell&rsquo; Occidente spaventa i Paesi islamici moderati, cos&igrave; come la  mancanza di una leadership in politica estera rende pi&ugrave; debole l&rsquo;Europa.  Emma Bonino ha le idee chiare:<\/p>\n<p>&laquo;Il problema non &egrave; se Federica Mogherini, Alto rappresentante Ue per  la politica estera e per la sicurezza, fosse assente al vertice di Minsk  per la pace in Ucraina. Il problema &egrave; che mancava Matteo Renzi&raquo;.<\/p>\n<p>&laquo;Stiamo assistendo&nbsp; in politica estera a un processo di  ri-nazionalizzazione, qualcuno dice che &egrave; l&rsquo;ultimo capriccio dello  Stato-nazione. L&rsquo;Italia deve fare una scelta di campo: se affidare la  politica estera all&rsquo;Alto Rappresentante Ue, e in tal caso, capire come  pu&ograve; contribuire a sostenerla&raquo;.<\/p>\n<p>E&rsquo; urgente che tutti gli attori internazionali pianifichino una  strategia chiara e condivisa. Stamattina il ministro degli Esteri Paolo  Gentiloni ha informato le Camere sulla questione libica. Una partita  fondamentale, per l&rsquo;Europa e l&rsquo;Occidente, per riacquisire quella  credibilit&agrave; perduta e, che il resto del mondo ci chiede, per il  mantenimento della pace e della sicurezza. <\/p>\n<p>Fonte:<br \/>(Laura Polverari\/Voce)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &ndash; Quale ruolo svolgono i paesi in via di sviluppo nel mantenimento degli equilibri geopolitici attuali? L&rsquo;Unione europea pu&ograve; considerarsi protagonista [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[65],"class_list":["post-27809","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notizie","tag-notizie-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27809","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27809"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27809\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27809"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27809"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27809"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}