{"id":27779,"date":"2015-01-22T00:00:00","date_gmt":"2015-01-22T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/titoli-di-stato-la-scelta-di-draghi-bce-piano-da-50-miliardi-al-mese\/"},"modified":"2015-01-22T00:00:00","modified_gmt":"2015-01-22T00:00:00","slug":"titoli-di-stato-la-scelta-di-draghi-bce-piano-da-50-miliardi-al-mese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/titoli-di-stato-la-scelta-di-draghi-bce-piano-da-50-miliardi-al-mese\/","title":{"rendered":"Titoli di Stato, la scelta di Draghi Bce, piano da 50 miliardi al mese"},"content":{"rendered":"<p>La grande giornata di mobilitazione dei mercati &egrave; arrivata. Oggi, alle  14.30, Francoforte sar&agrave; il centro del mondo finanziario: Mario Draghi  inizier&agrave; la conferenza stampa per annunciare quantit&agrave;, modi e tempi  dell&rsquo;acquisto di titoli degli Stati dell&rsquo;Eurozona, sulla base di quel  che avr&agrave; deciso il Consiglio dei governatori della Bce poco prima.  L&rsquo;opposizione aperta all&rsquo;operazione da parte della Germania non si &egrave;  materializzata: Angela Merkel &egrave; contraria ma dice che la Banca centrale  europea &egrave; indipendente e che l&rsquo;importante &egrave; che i governi non  approfittino della liquidit&agrave; creata da Draghi per smettere di fare le  riforme strutturali promesse. Ci&ograve; nonostante, sar&agrave; fondamentale capire  conseguenze e portata delle scelte fatte oggi: muoveranno i mercati  subito e avranno conseguenze rilevanti in futuro. <\/p>\n<p>L&rsquo;attenzione &egrave; focalizzata soprattutto  su tre elementi. Primo, l&rsquo;ampiezza dell&rsquo;operazione cosiddetta di  Quantitative Easing (QE) sovrano. Ieri, indiscrezioni indicavano che  Draghi potrebbe annunciare acquisti mensili per 50 miliardi da portare  avanti per almeno un anno: come minimo, dunque, 600 miliardi. Si tratta  di una cifra superiore a quella di 500 miliardi di cui si &egrave; parlato nei  giorni scorsi, segno della volont&agrave; di fare sul serio nella lotta contro  la deflazione e nello stimolo alle economie. Non tutti gli osservatori,  per&ograve;, ieri erano impressionati. In Germania &#8211; il Paese pi&ugrave; seriamente  contrario al QE &#8211; si faceva notare con una certa soddisfazione che il  non avere posto un numero fisso al totale degli acquisti ma uno mensile  significa che, potenzialmente, l&rsquo;operazione potr&agrave; essere interrotta  anche prima che sia trascorso un anno, se la situazione cambia; tra  l&rsquo;altro, la parola delle banche centrali &egrave; da qualche giorno meno sacra  che in passato, dopo che la Svizzera ha sganciato il franco dall&rsquo;euro  nonostante un mese prima avesse assicurato del contrario. <\/p>\n<p> Questa dei 50 miliardi mensili sembra  essere la proposta che il Consiglio esecutivo dei sei membri della Bce  far&agrave; al Consiglio dei governatori, altre 19 persone, 15 delle quali con  diritto di voto (quattro sono esclusi a rotazione). Se passer&agrave;, dunque,  come sar&agrave; da interpretare? Con una certa incertezza. Alla fine gli  acquisti potrebbero essere massicci. Ma non &egrave; detto: speriamo &#8211; sostiene  un economista decisamente contrario al QE, Michael Heise del colosso  finanziario tedesco Allianz &#8211; &laquo;che la Bce mantenga il necessario grado  di flessibilit&agrave; nella struttura del programma di acquisti in modo che  possa uscirne tempestivamente se necessario&raquo;. <br \/> Secondo elemento  sensibile, il confronto su chi deve prendersi il rischio (e i profitti)  insito nei bond che si comprano, se la Bce o le banche nazionali. Chi &egrave;  molto favorevole al QE vorrebbe che tutto fosse condiviso, per evitare  frammentazioni del mercato finanziario. I tedeschi e i rappresentanti di  altri Paesi del Nord preferiscono che ogni banca nazionale compri i  titoli del proprio Paese (in quantit&agrave; decise a Francoforte), li registri  sui suoi libri contabili e se ne assuma il rischio. Un compromesso &egrave;  possibile: 50 e 50, si &egrave; detto nei giorni scorsi. Vedremo. Infine, la  composizione degli acquisti. Titoli scelti sulla base delle quote con  cui ogni Paese partecipa alla Bce oppure sulla base delle dimensioni del  debito pubblico di ogni Stato? Nella seconda ipotesi, l&rsquo;Italia, che ha  il debito pubblico maggiore, sarebbe la pi&ugrave; avvantaggia dal QE. Tra  poche ore vedremo quanta fermezza c&rsquo;&egrave; nel grande passo.  <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>Il Sole 24 Ore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La grande giornata di mobilitazione dei mercati &egrave; arrivata. 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