{"id":27759,"date":"2014-12-18T00:00:00","date_gmt":"2014-12-18T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/enel-vara-il-riassetto-in-sud-america\/"},"modified":"2014-12-18T00:00:00","modified_gmt":"2014-12-18T00:00:00","slug":"enel-vara-il-riassetto-in-sud-america","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/enel-vara-il-riassetto-in-sud-america\/","title":{"rendered":"Enel vara il riassetto in Sud America"},"content":{"rendered":"<p>Enel si prepara a semplificare la catena di controllo delle  partecipazioni in Sudamerica. Il primo anello da cui partire &egrave; in Cile,  dove la societ&agrave; guidata da Francesco Starace &#8211; dopo il recente riassetto  &#8211; controlla direttamente il 62% di  Enersis la quale a sua volta  controlla al 59,9%Endesa Chile. Entrambe le societ&agrave; sono quotate e hanno  gli stessi azionisti di minoranza, i maggiori fondi pensione cileni.  Queste due societ&agrave; si spartiscono il controllo, diretto e indiretto, di  tutte le partecipazioni di Enel in Sudamerica. Un vero e proprio  labirinto di societ&agrave; a controllo incrociato in Cile, Per&ugrave;, Brasile,  Colombia e Argentina dove il gruppo italiano &egrave; presente sia nella  generazione che nella distribuzione di enegia. Starace &egrave; partito proprio  dagli azionisti di minoranza, in fondi pensione cileni. Nei mesi scorsi  li ha incontrati almeno due o tre volte (per la prima volta, in passato  nessuno li aveva coinvolti in un processo simile) e ha condiviso con  loro la necessit&agrave; di mettere mano a una struttura societaria vetusta,  che aveva un senso quando &egrave; stata pensata:&thinsp;e cio&egrave; proteggere gli  azionisti di controllo dal rischio degli investimenti nei paesi  sudamericani, dove  15 anni fa  era sicuramente  meno certo il ritorno  degli investimenti. Oggi lo scenario &egrave; cambiato. Un simile assetto  proprietario annacqua il ritorno degli investimenti:&thinsp;a fronte di 100  euro di investimenti, il rendimento si ferma al 30-35 per cento. Enel  ora vuole allineare quel ritorno all&rsquo;entit&agrave; della partecipazione di  controllo in Enersis, ovvero al 60 per cento. Il riassetto in Sudamerica  costituir&agrave; uno dei perni del nuovo piano industriale che sar&agrave;  presentato a marzo e avr&agrave; un ingrediente del tutto nuovo rispetto a  quanto ipotizzato in passato:&thinsp;la velocit&agrave; di esecuzione. Quella stessa  rapidit&agrave; di azione che Starace ha preteso dai suoi manager per lo  scorporo di Enersis da Endesa e per la successiva Opv sulla societ&agrave;  spagnola, ora verr&agrave; replicata per la semplificazione societria  dell&rsquo;universo di partecipazioni che fa capo a Enersis. Starace intende  portare a compimento entro il 2015 un processo che il suo predecessore  immaginava all&rsquo;interno di un piano pluriennale di cinque anni. Il  diverso approccio con gli azionisti di minoranza e la condivisione degli  obiettivi consentir&agrave; al nuovo  management di Enel di esplorare strade  diverse e meno onerose rispetto al riacquisto delle minoranze.  L&rsquo;accorciamento della catena tra Enersis e Endesa Chile non passer&agrave;  necessariamente attraverso un delisting. Si potrebbe prendere in  considerazione uno scambio di partecipazioni con societ&agrave; poste sotto il  controllo di Endesa Chile, ad esempio. Una volta messo a posto questo  tassello, si passerebbe a mettere ordine nelle controllate di Enersis, a  partire da Chilectra (controllata quasi al 100% da Enersis), e di  Endesa, come   Edegel,    le cui partecipazioni controllano le attivit&agrave;  brasiliane.    Un&rsquo;operazione alla volta,  cominciando a districare la  matassa dal Cile per poi svolgere il filo fino a a tutti gli altri paesi  dove il gruppo &egrave; presente in Sudamerica.  Enel valuta di portare a  compimento l&rsquo;operazione attraverso swap azionari, fusioni e riacquisto  di minoranze. L&rsquo;esborso, a riassetto completato, potr&agrave; essere  sensibilmente inferiore ai 4\/5 miliardi messi in conto dalla gestione di  Fulvio Conti nell&rsquo;arco di piano 2014\/2018.  <\/p>\n<p>Nel frattempo un altro pezzo del puzzle latino-americano &egrave; stato  messo a posto ieri. Enel Green Power ha annunciato l&rsquo;uscita da El  Salvador dove l&rsquo;investimento in La Geo, in joint venture con una societ&agrave;  controllata dallo Stato,  era rimasto impigliato per anni in un  contenzioso con le autorit&agrave; locali, nonostante il gruppo Enel avesse  trovato riconoscimento delle sue ragioni nell&rsquo;arbitrato. Alla fine i due  partner hanno trovato un accordo per una via d&rsquo;uscita consensuale  dell&rsquo;impasse, che coincide con l&rsquo;uscita di Enel da quel paese. Il  partner di Egp in La Geo, Inversiones Energ&eacute;tica Sa cui fa capo il 63,8%  della jv, ha rilevato la partecipazione in mano al gruppo italiano per  un controvalore di 224 milioni di euro. Per Enel  si tratta di un&rsquo;altra  cessione che porta il monte-dismissioni 2014 a quota  a 3,724 miliardi.  Entro fine anno Egp dovrebbe cedere anche le partecipazioni in Francia e  quote di minoranza di asset negli Usa, portando a questo punto le stime  di incasso oltre 4 miliardi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>il Sole 24 Ore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Enel si prepara a semplificare la catena di controllo delle partecipazioni in Sudamerica. 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