{"id":27448,"date":"2013-05-09T00:00:00","date_gmt":"2013-05-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/il-brasile-non-cresce-piu-ma-i-brasiliani-sono-felici\/"},"modified":"2013-05-09T00:00:00","modified_gmt":"2013-05-09T00:00:00","slug":"il-brasile-non-cresce-piu-ma-i-brasiliani-sono-felici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/il-brasile-non-cresce-piu-ma-i-brasiliani-sono-felici\/","title":{"rendered":"Il Brasile non cresce pi\u00f9, ma i brasiliani sono felici"},"content":{"rendered":"<p>La crescita economica strabiliante vissuta dal Brasile nell&#39;ultimo  decennio sembra essersi esaurita. Dopo incrementi del Pil intorno al 4%  dal 2002 in poi, negli ultimi due anni c&#39;&egrave; stata una brusca frenata,  tanto che nel 2012 il Paese &egrave; cresciuto solamente dello 0,9%, pochissimo  per gli standard a cui era abituato. Eppure, i brasiliani non sembrano  affatto preoccupati, anzi, sono sempre pi&ugrave; felici. <\/p>\n<p> \t\t\t\t\t Questa apparente contraddizione &egrave; l&#39;oggetto di un interessante articolo dell&#39;Economist, dal titolo &ldquo;Brazil isn&rsquo;t growing, so why are Brazilians so happy?&rdquo;.  Si parte dai dati, quelli dell&#39;Ipea, istituto di ricerca brasiliano.  Ebbene, tra i due terzi e i tre quarti delle famiglia brasiliane  affermano che la propria condizione economica &egrave; migliorata negli ultimi  anni e che si aspettano di stare ancora meglio nei prossimi. Gli  ottimisti in Brasile superano di gran lunga i pessimisti, pi&ugrave; che in  qualsiasi altro paese economicamente forte. <\/p>\n<p> \t\t\t\t\t Ma se la crescita non c&#39;&egrave; pi&ugrave; &ndash; si chiede l&#39;Economist &ndash; da dove viene  questo ottimismo?  Il fatto &egrave; che, anche se il Paese nel suo complesso &egrave;  in difficolt&agrave;, i redditi di molte famiglie stanno ancora salendo rapidamente.  La disoccupazione &egrave; vicina al minimo storico e l&#39;aumento dei salari  supera ampiamente il tasso di inflazione. Al contempo, la graduale  costruzione di una rete di welfare sta riscattando molti brasiliani  dall&#39;indigenza. Il risultato &egrave; un crollo della diseguaglianza, una  middle class che cresce e una evidente sconnessione tra la crescita del  Pil e quella delle felicit&agrave; dei brasiliani. <\/p>\n<div style=\"float: left; margin: 8px 8px 8px 0px\">  <ins><\/ins><\/p>\n<div id=\"beacon_908c1a8714\" style=\"position: absolute; left: 0px; top: 0px; visibility: hidden\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/adv.rassegna.it\/www\/delivery\/lg.php?bannerid=150&amp;campaignid=106&amp;zoneid=31&amp;OACBLOCK=30&amp;OACCAP=3&amp;OASCCAP=3&amp;loc=1&amp;referer=http%3A%2F%2Fwww.rassegna.it%2Farticoli%2F2013%2F05%2F08%2F100108%2Fil-brasile-non-cresce-piu-ma-i-brasiliani-sono-felici&amp;cb=908c1a8714\" alt=\"\" width=\"0\" height=\"0\" \/><\/div>\n<\/p><\/div>\n<p> \t\t\t\t\t Per spiegare meglio il tutto il settimanale britannico fa un esempio &ldquo;scolastico&rdquo;. Immaginiamo un Paese con 10 abitanti,  in cui uno guadagna 1000 euro al mese, un altro 2000, e cos&igrave; via fino  al decimo che ne guadagna 10.000. Complessivamente queste dieci persone  guadagnano 55.000 euro al mese. Ora supponiamo che in un anno l&#39;economia  di questo paese immaginario cresca dell&#39;1,8%, e che quindi produca una  ricchezza extra di 1000 euro mensili. Se il pi&ugrave; ricco catturasse tutta la ricchezza avrebbe un incremento di reddito del 10%.  Ma per lui quell&#39;aumento sarebbe quasi impercettibile dato che guadagna  gi&agrave; molto. In pi&ugrave;, l&#39;incremento medio dei salari sarebbe solo dell&#39;1%. Ma se tutto l&#39;aumento di reddito andasse al pi&ugrave; povero, allora il suo reddito raddoppierebbe,  il che farebbe una grande differenza per lui, ma comporterebbe anche un  incremento medio dei salari del 10%. Dunque, questa &egrave; la sostanza, pi&ugrave;  si accrescono i redditi bassi, pi&ugrave; l&#39;impatto sui salari medi &egrave; alto. <\/p>\n<p> \t\t\t\t\t E in Brasile sta succedendo proprio questo. Nient&#39;altro che redistribuzione del reddito,  dopo decadi in cui il &ldquo;bottino&rdquo; &egrave; andato quasi tutto ai pi&ugrave; ricchi. Un  fatto che &ndash; spiega ancora l&#39;Economist &ndash; &egrave; il risultato di una  stabilizzazione economica di lungo periodo e dell&#39;universalizzazione  dell&#39;educazione primaria negli anni &#39;90, insieme ad un incremento di  spesa per il welfare e al reddito minimo.<\/p>\n<p> \t\t\t\t\t Quindi, importa se il Brasile nel suo complesso cresce molto poco? Secondo l&#39;Economist, s&igrave;, almeno in parte. Perch&eacute; nonostante i recenti passi in avanti, il Brasile &egrave; un paese ancora dolorosamente ingiusto,  in cui i poveri pagano gran parte del loro reddito in tasse, ma hanno  poco in cambio dalla spesa pubblica. E poi, se i salari continueranno a  crescere, quei brasiliani che lavorano nei settori sottoposti alla  competizione globale, potrebbero ritrovarsi fuori mercato, dato che un  lavoratore brasiliano attualmente ha livelli di produttivit&agrave; pari a un  quarto del suo collega americano. E allora, 11mila dollari di pil  procapite non saranno sufficienti &ndash; dice l&#39;Economist &ndash; per andare  avanti, indipendentemente da quanto giustamente saranno distribuiti. <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>rassegna.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crescita economica strabiliante vissuta dal Brasile nell&#39;ultimo decennio sembra essersi esaurita. 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