{"id":27348,"date":"2012-12-14T00:00:00","date_gmt":"2012-12-14T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/gdo-chiave-daccesso-al-brasile\/"},"modified":"2012-12-14T00:00:00","modified_gmt":"2012-12-14T00:00:00","slug":"gdo-chiave-daccesso-al-brasile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/gdo-chiave-daccesso-al-brasile\/","title":{"rendered":"Gdo chiave d&#8217;accesso al Brasile"},"content":{"rendered":"<p>Le grandi cattedrali carioca &ndash; tra vetrine e scale mobili &ndash; restano  quelle dello shopping. A fianco per&ograve; scorrono le autostrade virtuali  dell&#39;acquisto online, perch&egrave; il Brasile, con 74 milioni di utenti  connessi (al 5&deg; posto nel ranking mondiale), ne ha oltre 20 milioni che  fanno acquisti via pc.<\/p>\n<p>Comunque la si voglia leggere, la corsa del  mercato retail in Brasile &ndash; che da sola vale quasi il 3% del Pil &ndash; &egrave;  impetuosa tanto quanto l&#39;esercito di una classe media benestante (il  reddito medio mensile disponibile dal 2005 a oggi &egrave; triplicato) e di  un&#39;urbanizzazione che spinge il settore immobiliare e i suoi bisogni  correlati. A partire dall&#39;arredamento, in cui l&#39;Italia pu&ograve; giocare una  parte importante. A patto che trovi partner e distributori per aprire  nuovi punti vendita.<\/p>\n<p>A fare il punto sulle enormi possibilit&agrave; che il Brasile offre ai  retailer italiani &egrave; stata, recentemente, Confimprese. Il suo presidente,  Mario Resca, parte da alcuni dati precisi: &laquo;Il Brasile rappresenta uno  dei principali mercati di sbocco per l&#39;apertura di sedi commerciali e di  nuovi punti vendita. &Egrave; il 6&deg; Paese nel ranking dell&#39;economia mondiale  con un Pil in crescita del 2%, pari a 2,2 miliardi di dollari, in cui il  consumo rappresenta il 61% dell&#39;economia e le vendite al dettaglio 400  miliardi di dollari&raquo;. <\/p>\n<p>Accelerano le vendite dei supermercati (+4,9%  rispetto a settembre 2011, secondo i dati di Abras, l&#39;Associazione  brasiliana dei supermercati). Ma sono i grandi centri commerciali a  spingere sull&#39;acceleratore. Secondo Abrasce (l&#39;Associazione brasiliana  degli shopping centre), nel 2011 le vendite negli shopping mall sono  aumentate del 18,6% ed entro il 2012 la crescita dovrebbe superare il  12. Solo tra il 2006 e il 2008 l&#39;incremento percentuale si era attestato  intorno al 28 per cento.<\/p>\n<div class=\"VOICE_SKIP art11_left\"> \t\t \t\t\t \t\t\t \t\t \t\t \t<\/div>\n<p>I centri commerciali in Brasile sono 430 circa per una metratura  media di 25mila metri quadrati, capaci di generare nel 2011 un giro  d&#39;affari pari a 108 miliardi di reais (circa 40,18 miliardi di euro). A  fine 2012 saranno 28 i nuovi mall aperti mentre in cantiere ci sono gi&agrave;  48 nuove realt&agrave; per il 2013. E se, in valori assoluti, si concentrano  per oltre la met&agrave; a sud, tra Rio de Janeiro e San Paolo, la crescita  percentuale, da qui al 2014, &egrave; prevista del +72% invece nel nord.<\/p>\n<p>&laquo;Il  nostro portafoglio &ndash; ha spiegato Manuel Morete, manager di Sona e  Sierra &ndash; consiste in 11 centri commerciali, per una superficie totale di  403mila metri quadrati. Entro il 2013 ne inaugureremo altri due  aggiungendone ulteriori 118mila, a Goiania e Londrina, citt&agrave;  dell&#39;entroterra che hanno superato il milione di abitanti&raquo;.<\/p>\n<p>Solo l&#39;home forniture vale oggi 22 miliardi di dollari e varr&agrave; nel  2016 circa 32 miliardi, con una crescita stimata dell&#39;8% l&#39;anno.  &laquo;Inizialmente &#8211; ha spiegato Diego Babbo, chief strategic retail officer  di Natuzzi &#8211; ci siamo scontrati con la diffidenza dei distributori  locali abituati a prodotti cheap. Abbiamo optato per un atteggiamento  educativo della popolazione con potere d&#39;acquisto verso un prodotto pi&ugrave;  alto di gamma. In due anni il fatturato &egrave; raddoppiato: chiudiamo il 2012  con 6,5 milioni di euro, per il 2013 contiamo di arrivare a 15 milioni.  L&#39;obiettivo non &egrave; solo distribuire i prodotti per fare volume, ma anche  fidelizzare il potenziale bacino di 45 milioni di consumatori della  classe media&raquo;.<br \/>&laquo;Le aziende italiane &ndash; osserva Graziano Messana,  managing director GM Venture e country manager Brasile di Fiera Milano &ndash;  devono smettere di pensare che i dazi di importazione raddoppino il  costo del prodotto italiano esportato in Brasile. Documentandosi si  scopre facilmente che la maggior parte delle imposte si pu&ograve; recuperare  esattamente con lo stesso meccanismo dell&#39;Iva italiana e che semmai  l&#39;unico prelievo non recuperabile &egrave; l&#39;imposta d&#39;importazione. Anche se  poi, a ben vedere, non &egrave; corta la lista di prodotti che, per l&#39;alto  valore aggiunto o l&#39;assenza di concorrenza locale, sono importabili a  dazi bassissimi o addirittuta azzerati&raquo;.<\/p>\n<p>Oltre al lusso &laquo;In Brasile &ndash; ricorda Messana &ndash; sta esplodendo il  commercio online. Su 74 milioni di utenti internet almeno 20 milioni  acquistano abitualmente via pc&raquo;. Inoltre, c&#39;&egrave; un vero boom dei servizi  di pagamento mobile, via telefono, dato che ci sono 190 milioni di  abitanti e 210 milioni di cellulari. &laquo;Insomma &ndash; conclude Messana &ndash; il  retail in Brasile &egrave; molto meno complesso di quanto sembri. C&#39;&egrave; spazio  anche per le piccole e medie imprese, ma bisogna adeguare la strategia  di mercato alle abitudini locali&raquo;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>Il Sole 24 Ore<br \/>di <span>Laura Cavestri<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le grandi cattedrali carioca &ndash; tra vetrine e scale mobili &ndash; restano quelle dello shopping. 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