{"id":27335,"date":"2012-11-28T00:00:00","date_gmt":"2012-11-28T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/banche-cambiano-idea-italia-potrebbe-essere-la-sorpresa-positiva-nel-2013-come-i-bric\/"},"modified":"2012-11-28T00:00:00","modified_gmt":"2012-11-28T00:00:00","slug":"banche-cambiano-idea-italia-potrebbe-essere-la-sorpresa-positiva-nel-2013-come-i-bric","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/banche-cambiano-idea-italia-potrebbe-essere-la-sorpresa-positiva-nel-2013-come-i-bric\/","title":{"rendered":"Banche cambiano idea: Italia potrebbe essere la sorpresa positiva, nel 2013 come i Bric"},"content":{"rendered":"<div class=\"italico\"><\/div>\n<p> Milano &#8211; Crediamo che l&rsquo;Italia possa diventare una sorpresa positiva nel  2013, specie considerando il basso livello da cui parte e le opinioni  negative che la circondano&raquo;. Firmato <strong>Jim O&rsquo; Neill<\/strong>, che per i non addetti ai lavori &egrave; il &laquo;guru&raquo; degli investimenti del colosso bancario americano Goldman Sachs.  <\/p>\n<p> Dunque, mentre la fiducia dei consumatori italiani &egrave; ai minimi da oltre  tre lustri e il barometro della crescita pare fisso sul segno meno, a  vedere la luce in fondo al tunnel non &egrave; un politico in vena di  ottimismo, ma un nome di gran peso a Wall Street.  <\/p>\n<p> La nostra economia, spiegano infatti O&rsquo; Neill e i suoi analisti,  potrebbero dare presto soddisfazioni perch&eacute; &laquo;anche se la recessione  continua, i nostri indicatori pi&ugrave; recenti per l&rsquo;Italia suggeriscono che  abbiamo oltrepassato il punto pi&ugrave; basso del ciclo&raquo; economico. Dette  dall&rsquo;uomo che &egrave; passato alla storia della finanza anche per aver coniato  nel 2001 l&rsquo;acronimo Bric &#8211; ossia <strong>Brasile, Russia, India e Cina<\/strong>,  considerati all&rsquo;epoca, e non solo all&rsquo;epoca, i mercati emergenti con pi&ugrave;  alte prospettive di crescita &#8211; sono parole incoraggianti. <\/p>\n<p> Anche perch&eacute;, guardacaso, nel suo studio mensile appena pubblicato  Goldman Sachs torna proprio ai Bric in una versione leggermente  rieditata e per noi inedita: &laquo;Crediamo che il mercato azionario cinese  possa finalmente correre e che le azioni in Russia, Brasile e Italia  possano andare anch&rsquo;esse bene&raquo;. Solo qualche anno fa essere inseriti in  questo pacchetto di mischia avrebbe rischiato di provocare l&rsquo;incidente  diplomatico. Adesso, quasi inutile dirlo, non c&rsquo;&egrave; imprenditore o  azionista che non speri di vedere l&rsquo;Italia accomunata a quei Paesi,  nuovi Eldorado della crescita globale.  <\/p>\n<p> La <strong>scommessa italiana di Goldman Sachs<\/strong> &egrave; tanto pi&ugrave; significativa  se si pensa che appena cento giorni fa &#8211; era agosto &#8211; la stessa banca  aveva annunciato un taglio drastico alla sua esposizione sue debito  sovrano italiano: dai <strong>2,5 miliardi di dollari in Bot e Btp<\/strong> che  aveva in portafoglio alla fine del secondo trimestre era passata a soli  191 milioni di dollari al termine del terzo trimestre. Come a dire una <strong>riduzione del 92%<\/strong>. <\/p>\n<p> E&rsquo; vero che le dinamiche dei titoli di Stato &#8211; e le preoccupazioni sulla  loro affidabilit&agrave; &#8211; non hanno necessariamente un legame diretto con  l&rsquo;andamento dell&rsquo;economia reale. E di sicuro, tra le alte muraglie che  Goldman Sachs ha certamente eretto tra i suoi settori, gli uomini della  ricerca economica non influenzano quelli che si occupano di debito  sovrano. Ma resta il fatto che la stessa banca che ad agosto scaricava  sul mercato l&rsquo;Italia adesso avvisa che da queste parti potrebbe esserci  qualche sorpresa positiva.  <\/p>\n<p> Non aspettatevi per&ograve; un esercizio di cieco ottimismo da Goldman Sachs,  che del resto non si sbilancia in previsioni puntuali sulla crescita  italiana, limitandosi a pronosticare uno <strong>0,2% per il Pil della zona euro nel 2013<\/strong>  e un 1,5% l&rsquo;anno successivo. Nel suo studio la banca mostra come  l&rsquo;Italia, sola tra i Paesi della periferia dell&rsquo;euro, non sia riuscita  in questo decennio a ridurre il costo del lavoro relativo per unit&agrave; di  prodotto. &laquo;Il rischio&raquo; per la possibile crescita, si avverte, &laquo;&egrave; il  ritmo a cui vengono applicate le riforme strutturali&raquo;, in particolare  quelle sul mercato del lavoro.  <\/p>\n<p> Non sono i soli, comunque, gli americani, a consigliare ai loro clienti  di scommettere sul nostro Paese. Solo poche settimane fa anche gli  analisti finanziari di Deutsche Bank hanno scritto che <strong>&laquo;l&rsquo;Italia guider&agrave; la ripresa della zona euro&raquo;<\/strong>.  Il ragionamento, semplificando all&rsquo;estremo, &egrave; che i prestiti delle  banche alle imprese si sono ridotti sensibilmente, ma al tempo stesso le  aziende hanno ridotto in modo sostanziale le loro scorte. Un doppio  rallentamento a cui bisogner&agrave; mettere presto mano e che, secondo gli  analisti della banca tedesca, &laquo;potrebbe rimettere l&rsquo;Italia sulla strada  della crescita. E crediamo che l&agrave; dove va l&rsquo;economia italiana, anche  l&rsquo;economia europea seguir&agrave;&raquo;. Anche in questo caso un bel cambio di  rotta, visto che un anno e mezzo fa la Deutsche Bank aveva ridotto  repentinamente &#8211; <strong>un taglio dell&rsquo;88%<\/strong> &#8211; la sua esposizione in titoli di Stato italiani.  <\/p>\n<p> Le grandi banche e i loro analisti non sono infallibili &#8211; il <strong>caso Lehman Brothers<\/strong>  e i giudizi espressi fino alla vigilia del suo crollo stanno l&agrave; a  ricordarcelo &#8211; ma mentre l&rsquo;industria vive con un&rsquo;orizzonte breve, che in  Italia appare per molti ancora plumbeo, la finanza cerca sempre di  gettare lo sguardo un po&rsquo; pi&ugrave; avanti per individuare possibili guadagni.  C&rsquo;&egrave; da sperare che questa volta siano buoni profeti.  <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>Wall Street Italia<br \/>La Stampa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano &#8211; Crediamo che l&rsquo;Italia possa diventare una sorpresa positiva nel 2013, specie considerando il basso livello da cui parte e le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[62],"class_list":["post-27335","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notizie","tag-notizie-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27335","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27335"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27335\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27335"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27335"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27335"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}