{"id":27043,"date":"2011-10-21T00:00:00","date_gmt":"2011-10-21T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/il-brasile-la-meta-ideale-per-il-made-in-italy\/"},"modified":"2011-10-21T00:00:00","modified_gmt":"2011-10-21T00:00:00","slug":"il-brasile-la-meta-ideale-per-il-made-in-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/il-brasile-la-meta-ideale-per-il-made-in-italy\/","title":{"rendered":"Il Brasile: la meta ideale per il Made in Italy"},"content":{"rendered":"<p>&ldquo;<span style=\"font-style: italic\">Si &egrave; soliti affermare che il Brasile  sia il Paese del futuro, e sempre lo sar&agrave;. Tuttavia sembra che ora il  futuro del Paese sia arrivato. Recentemente definito la &lsquo;prossima  superpotenza economica mondiale&rsquo;, non c&rsquo;&egrave; nulla, neppure una crisi  economica mondiale, che possa porre fine alla crescita del Paese<\/span>&rdquo;. <\/p>\n<p>Sono le parole con cui <span style=\"font-weight: bold\">KPMG<\/span> ha presentato un approfondimento tematico &ndash; dal titolo &ldquo;<span style=\"font-weight: bold\">What does it take to win in Brazil?<\/span>&rdquo; &ndash; sulle possibili strategie e i modelli innovativi per entrare nel mercato brasiliano.<\/p>\n<p>Data  la forte stabilit&agrave; della crescita in Brasile, supportata da uno  sviluppo demografico intenso, dall&rsquo;ascesa della classe media, dalla  stabilit&agrave; finanziaria e dagli acuti investimenti nelle infrastrutture,  non stupisce il fatto che molte imprese stiano prendendo in  considerazione la possibilit&agrave; di espandere il proprio business in questa  terra e, certo, le ultime stime sembrano dar ragione a simili  intuizioni imprenditoriali: si parla, per i prossimi anni, di un aumento  annuale del PIL superiore ai 4,6 punti percentuali, inoltre il Brasile  rappresenta la settima economia mondiale, le fluttuazioni del tasso di  cambio del real e l&#39;inflazione sono sotto controllo da oltre dieci anni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"width: 506px; height: 509px\" src=\"http:\/\/www.i-dome.com\/articoliGallery\/18952\/FIGURA_1.jpg\" alt=\"\" align=\"none\" \/><\/p>\n<p>Negli  ultimi tre anni, 45 milioni di brasiliani si sono spostati nella classe  media e, con questa loro ascesa ad un nuovo status sociale, si sono  venute a creare delle rinnovate opportunit&agrave; di consumo: gli appartenenti  alla nuova classe &ndash; sottolinea KPMG &ndash; &ldquo;s<span style=\"font-style: italic\">tanno  comprando di tutto, dai telefoni cellulari ai frigoriferi, stanno  usando internet con una frequenza maggiore rispetto alla precedente  classe media e stanno comprando case per la prima volta nella loro vita<\/span>&rdquo;;  essi rappresentano la forza trainante per la crescita del mercato  consumer. Il piccolo consumo privato dovrebbe raggiungere la media annua  del 7,8%, superando l&rsquo;inflazione, stimata per il 2014 al 4,5%.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.i-dome.com\/articoliGallery\/18952\/FIGURA_2.jpg\" alt=\"\" align=\"none\" \/><\/p>\n<p>Il  Brasile dovrebbe, inoltre, trarre beneficio da ci&ograve; che &egrave; stato chiamato  &ldquo;bonus demografico&rdquo;, che starebbe ad indicare l&rsquo;aumento, nei prossimi  20 anni, dell&rsquo;attuale popolazione giovanile in et&agrave; da lavoro, capace di  produrre ricchezza e potenziare, di conseguenza, la crescita economica.  L&rsquo;et&agrave; media di 29 anni dovrebbe arrivare a 34 nel 2020 e a 38 nel 2030,  una trasformazione simile a quella avvenuta in precedenza negli Stati  Uniti. Tale bonus sar&agrave; il risultato di una riduzione dei tassi di  natalit&agrave;: la quota di abitanti fino a 14 anni si ridurr&agrave;, mentre la  parte produttiva di popolazione (dai 15 ai 64 anni) sar&agrave; in continua  espansione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"width: 676px; height: 337px\" src=\"http:\/\/www.i-dome.com\/articoliGallery\/18952\/FIGURA_3.jpg\" alt=\"\" align=\"none\" \/><\/p>\n<p>Secondo gli economisti <span style=\"font-weight: bold\">Cassio Turra<\/span> e <span style=\"font-weight: bold\">Bernardo Queiroz<\/span> dell&rsquo;Universit&agrave; federale di Minas Gerais (<a href=\"http:\/\/www.ufmg.br\/\"><span style=\"font-weight: bold\">UFMG<\/span><\/a>),  il potenziale di crescita del Brasile, esclusivamente a seguito di tale  bonus demografico, sarebbe di 2,5 punti percentuali all&#39;anno. <\/p>\n<p>Il  reddito personale disponibile &egrave; destinato a crescere a un tasso  dell&rsquo;1,5%, mentre la disoccupazione pare diminuir&agrave; ad un tasso del 3,0%.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"width: 473px; height: 462px\" src=\"http:\/\/www.i-dome.com\/articoliGallery\/18952\/FIGURA_4.jpg\" alt=\"\" align=\"none\" \/><\/p>\n<p>La  forza di questa nuova economia del consumo dovr&agrave; essere sostenuta da  politiche economiche capaci di offrire innanzitutto stabilit&agrave;. Dal 2008 a  oggi, nel pieno della crisi internazionale, il Brasile ha viaggiato in  controtendenza, arrivando ad inserirsi in quella rosa di dodici Paesi  (Bolivia, Filippine, Ecuador, Uruguay, Colombia, Giamaica, Indonesia,  Hong Kong, Libano, Israele e Angola sono gli altri undici) che hanno  ottenuto dei giudizi migliorativi dalle tre principali agenzie di rating  (Moody&#39;s, Standard and Poor&#39;s e Fitch).<\/p>\n<p>Ad aprile 2011 la <span style=\"font-weight: bold\">Fitch ratings<\/span>  ha promosso il Brasile da BBB- a BBB, parlando di un percorso di  crescita nel medio termine che rester&agrave; &ldquo;relativamente robusto&rdquo; e  riconoscendo i meriti del ministro della Finanza brasiliana Guido  Mantega, secondo il quale il rating positivo rifletterebbe, appunto, la  solidit&agrave; che l&rsquo;economia brasiliana ha saputo dimostrare negli ultimi  anni. Per confermare e rilanciare questo trend di crescita, il settore  pubblico e quello privato sono ben consapevoli della necessit&agrave; di  realizzare massicci investimenti nelle infrastrutture: dal 2007 &egrave; in  corso, ad esempio, la costruzione a S&atilde;o Jo&atilde;o da Barra del Superporto do  A&ccedil;u, un progetto il cui budget &egrave; stimato attorno ai 3 miliardi di reais e  che &egrave; stato sviluppato dalla societ&agrave; di logistica <span style=\"font-weight: bold\">LLX<\/span>,  alla quale si sono poi aggiunti altri investitori brasiliani e  stranieri. L&rsquo;impianto verr&agrave; presumibilmente completato entro il 2012,  sviluppandosi su un&#39;area complessiva di 90 chilometri quadrati, e la sua  funzione sar&agrave; di stimolo agli scambi commerciali, dunque di sviluppo  del business locale: alcune stime parlano di oltre 50.000 posti di  lavoro generati, aumento del PIL dell&#39;area di 500 punti percentuali,  incremento stesso della popolazione che raggiunger&agrave; i 250.000 abitanti  entro il 2025, rendendo necessaria la costruzione di 84.000 nuove case. <\/p>\n<p>Complessivamente  gli investimenti realizzati in infrastrutture ammontano a 1.100  miliardi di reais, pari, peraltro, solo a un terzo dell&rsquo;importo  complessivo necessario da qui al 2022; per i Mondiali di calcio 2014 e  per le <span style=\"font-weight: bold\">Olimpiadi 2016<\/span> si stima che il <span style=\"font-weight: bold\">Brasilia <\/span>arriver&agrave; a <span style=\"font-weight: bold\">spendere circa 28 miliardi di euro<\/span>.<\/p>\n<p>Gli  investimenti esteri diretti al Brasile, poi, sono notevolmente  aumentati negli ultimi anni, sintomo di un crescente interesse economico  mondiale nei confronti di questa terra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"width: 490px; height: 502px\" src=\"http:\/\/www.i-dome.com\/articoliGallery\/18952\/FIGURA_5.jpg\" alt=\"\" align=\"none\" \/><\/p>\n<p>L&rsquo;invito rivolto alle imprese italiane da parte di KPMG &ndash; il &ldquo;network globale di societ&agrave; di servizi professionali, attivo in 150 paesi nel mondo con 138 mila persone&rdquo; &ndash; &egrave;, allora, a <span style=\"font-weight: bold\">puntare sul Brasile<\/span>  per l&rsquo;internazionalizzazione della propria attivit&agrave; professionale nei  prossimi quattro, cinque anni. Esso &egrave;, infatti, tra quelli emergenti, il  Paese che maggiormente dimostra di apprezzare i marchi italiani: &ldquo;<span style=\"font-style: italic\">&egrave; la spendibilit&agrave; del Made in Italy<\/span> &ndash; sottolinea <span style=\"font-weight: bold\">Roberto Giovannini, partner KPMG<\/span> &ndash; <span style=\"font-style: italic\">dal  design al cibo, passando per la moda. In nessun altra parte del mondo &egrave;  cos&igrave; apprezzato come in Brasile. La somiglianza di gusti &egrave; notevole, i  supermercati brasiliani sono pieni di prodotti italiani a prezzi folli, e  non c&#39;&egrave; nessun bisogno di riposizionare l&#39;offerta. In Cina, per  intenderci, la pizza per antonomasia &egrave; quella americana di Pizza Hut, e  gli spaghetti sono quelli di riso. In Brasile non c&#39;&egrave; possibilit&agrave; di  malinteso<\/span>&rdquo;.<\/p>\n<p>Allo scopo di sviluppare le relazioni  bilaterali tra Italia e Brasile dal punto di vista economico,  scientifico e culturale e con la volont&agrave; di consolidare la gi&agrave;  favorevole presenza del made in Italy in Brasile, i due capi di Stato,  il Presidente Lula e il Presidente Belusconi, hanno ufficializzato,  attraverso la Dichiarazione Congiunta del 29 giugno 2010 a San Paolo, il  cosiddetto &ldquo;Momento Italia&nbsp; Brasile&rdquo;,  un ricco programma di eventi, inaugurato il 15 ottobre a Rio de  Janeiro; esso prevede circa 474 manifestazioni che si svolgeranno in 18  stati della Federazione brasiliana e che si concluderanno a giugno del  prossimo anno. Ad ottobre avranno invece luogo a Roma la quinta edizione  della Conferenza Italia-America Latina e il sedicesimo meeting  internazionale dal tema &ldquo;Rapporti economici e integrazione di Brasile e  Italia&rdquo;, organizzato dalla Lide (l&#39;associazione imprenditoriale che  riunisce le pi&ugrave; grandi aziende che operano in Brasile, presieduta  dall&#39;uomo d&rsquo;affari brasiliano Joao Doria Jr.) insieme a Confindustria  (dal 5 all&#39;11 ottobre) e al quale parteciperanno 160 Ceo di imprese  brasiliane.<br \/>&nbsp;<br \/>KPMG ha, allora, monitorato, per conto della  Farnesina, la presenza economica dell&rsquo;Italia in Brasile, tenendo conto  anche dei cosiddetti &ldquo;assenti ingiustificati&rdquo; (cio&egrave; aziende che, pur non  essendoci, potrebbero trarre esclusivamente beneficio da una presenza  massiccia nel territorio) e realizzando un e-book che verr&agrave; presentato  nel corso dell&rsquo;appuntamento romano. Qualche anticipazione: si contano  attualmente quasi 600 aziende italiane in quel territorio, un terzo  delle quali comprendono veri e propri impianti produttivi, mentre circa  220 sono le filiali commerciali. La maggior parte di queste aziende (pi&ugrave;  della met&agrave;) si situa nella zona di San Paolo ed &egrave; inserita nel settore  della meccanica. Quelle di piccole e medie dimensioni sono 450. I  settori nei quali si &egrave; consolidata la presenza italiana sono: alimentare  (con una crescita annua del 3,7%), materiali da rivestimento (crescita  annuale del 5,5%), infine tessile e nautico.<\/p>\n<p>Tuttavia, sottolinea  Giovannini, non tutte le aziende italiane potrebbero trarre vantaggio  dall&rsquo;inserimento in questo nuovo mercato, poich&eacute; se, da una parte, tale  vantaggio viene assicurato alle imprese operanti nel made in Italy pi&ugrave;  tradizionale, dall&rsquo;altra parte, le aziende che si muovono in altri  settori non devono sottovalutare la presenza di competitors troppo forti  o aggressivi: &ldquo;chi fa elettrodomestici no, per esempio &ndash; spiega &ndash;  perch&eacute; un marchio italiano non ha nessun vantaggio competitivo su <span style=\"font-weight: bold\">Bosch <\/span>o su <span style=\"font-weight: bold\">Whirpool<\/span>, e in pi&ugrave; non gode nemmeno di un forte supporto da parte del Sistema Paese&rdquo;.<\/p>\n<p>Altro  fattore critico &egrave; rappresentato dalla complessit&agrave; del sistema fiscale  brasiliano (imposte federali, statali e municipali e regole che variano  da un paese all&rsquo;altro); la maggiore difficolt&agrave; di inserimento in questo  mercato da parte degli imprenditori stranieri &egrave; rappresentata dalle  tasse e dagli ingenti dazi imposti: &ldquo;in Brasile la capacit&agrave; di consumo  aumenta spaventosamente di giorno in giorno &ndash; prosegue Giovannini &ndash; il  Governo lo sa ed &egrave; per questo tenta di favorire la crescita delle  imprese nazionali proteggendole dalla concorrenza estera. In media, i  dazi fanno raddoppiare il prezzo di una merce cos&igrave; come arriva ai  confini brasiliani&rdquo;.<\/p>\n<p>Due sono, allora, secondo KPMG le categorie  di imprese che primariamente dovrebbero entrare nel mercato brasiliano:  &ldquo;quelle che possono permettersi, accanto al prodotto di punta di fascia  alta, una seconda linea dal prezzo pi&ugrave; contenuto ma pur sempre con  l&#39;appeal del marchio made in Italy; e, in secondo luogo, quelle che  vanno a produrre direttamente in Brasile&raquo;. <\/p>\n<p>La scelta migliore  sarebbe l&rsquo;acquisizione di un&rsquo;attivit&agrave; gi&agrave; avviata, o la partnership con  una societ&agrave; locale; a quegli investitori che, tuttavia, preferiscano  partire da zero con le sole proprie forze, si consiglia di andare oltre  Rio e San Paolo: &laquo;lungo la costa &ndash; <span style=\"font-weight: bold\">conclude Giovannini <\/span>&ndash;  ci sono molti stati che si stanno rendendo competitivi a colpi di  incentivi finanziari e fiscali. Di solito, ogni stato li riserva solo ad  alcuni settori: la Bahia, per esempio, offre condizioni vantaggiose per  l&#39;auto, per la trasformazione della plastica e per la metallurgia. Tra  gli stati pi&ugrave; aggressivi segnalerei Santa Catarina, Par&agrave;, Maranh&atilde;o&raquo;. <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>PMI dome<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&ldquo;Si &egrave; soliti affermare che il Brasile sia il Paese del futuro, e sempre lo sar&agrave;. 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