{"id":26846,"date":"2009-09-24T00:00:00","date_gmt":"2009-09-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/in-brasile-la-crisi-e-gia-dimenticata\/"},"modified":"2009-09-24T00:00:00","modified_gmt":"2009-09-24T00:00:00","slug":"in-brasile-la-crisi-e-gia-dimenticata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/in-brasile-la-crisi-e-gia-dimenticata\/","title":{"rendered":"In Brasile la crisi \u00e8 gi\u00e0 dimenticata"},"content":{"rendered":"<p>Riprese molto vigorose alternate a frenate brusche. &Egrave; questa la caratteristica dominante delle economie latinoamericane. Ma questa volta, dal continente della volatilit&aacute; arrivano notizie confortanti: il Brasile, la maggior economia sudamericana, &egrave; stato l&#39;ultimo paese a entrare in recessione e il primo a uscirne.&nbsp;<br \/>E tra i comparti che per primi sono riusciti a beneficiare di questa ripresa anticipata c&#39;&egrave; appunto quello dell&#39;auto.<\/p>\n<p>&laquo;La crisi? Ma quale crisi?&raquo; si &egrave; ironicamente domandato Jackson Schneider , presidente di Anfavea, l&#39;Associazione brasiliana di costruttori di autoveicoli. Le previsioni di Schneider sono molto confortanti: &laquo;Se le vendite dovessero continuare su questo ritmo fino a dicembre, il 2009 si confermerebbe come uno degli anni migliori in assoluto per il comparto automobilistico brasiliano&raquo;. <br \/>In effetti nel 2009 le vendite di auto, in Brasile, si attesteranno attorno a quota tre milioni, un livello molto sostenuto che equivale a un aumento del 6,4% rispetto al 2008, anche se con un livello di occupazione inferiore.&nbsp;<br \/>Ottimi si sono rivelati i dati di maggio e giugno, mentre si &egrave; registrata una leggera flessione, peraltro prevista, nel mese di luglio. Si tratta, nel complesso, di dati che tracciano un quadro del settore a tinte tutt&#39;altro che fosche.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Anche se il buon andamento del settore auto brasiliano, &egrave; opportuno ricordarlo, &egrave; in parte dovuto alla politica di incentivi che il governo di Ignacio Lula da Silva ha adottato qualche mese fa, concedendo uno sconto fiscale che ha dato una decisa spinta alle vendite di auto.&nbsp;<br \/><\/strong><br \/>Comunque sia Raul Ochoa, economista dell&#39;Universit&agrave; &quot;Tres de Febrero&quot; di Buenos Aires, esperto del settore auto del Mercosur, ha spiegato al Sole 24Ore che il Brasile di Lula ha effettuato una scelta precisa: puntare sulla domanda interna per bilanciare la caduta delle esportazioni, che sono in flessione del 43% rispetto al 2008.&nbsp;<\/p>\n<p>Nella classifica delle vendite, Fiat e Volkswagen continuano a contendersi la prima posizione del mercato brasiliano, seguite a debita distanza da General Motors e Ford. In particolare, il gruppo italiano &egrave; leader assoluto con 421.081 consegne a tutto luglio, tra auto e veicoli commerciali, contro le 403.770 dei rivali tedeschi, mentre Wolfsburg si prende una rivincita tra le sole autovetture, avendone vendute 370.125 rispetto alle 354.264 del Lingotto.<\/p>\n<p><strong>Analizzando i dati con un orizzonte temporale pi&ugrave; lungo appare chiaro che il peggio della crisi finanziaria mondiale, in America Latina, sia ormai alle spalle. In marzo, lo tsunami finanziario sembrava destinato a lambire le coste brasiliane. <br \/><\/strong>Nei primi due mesi dell&#39;anno la comunicazione delle case automobilistiche era tutta incentrata sulla crisi e sulle misure appena adottate per fronteggiarla: tagli alla produzione e ferie obbligatorie per centinaia di dipendenti.&nbsp;<br \/>General Motors, Ford, Fiat, Volkswagen e Renault, pur con modalit&agrave; differenti, hanno vissuto un trimestre faticoso.<\/p>\n<p>L&#39;Argentina, l&#39;altro paese sudamericano rilevante anche dal punto di vista automobilistico, ha patito di pi&ugrave; gli effetti della crisi finanziaria mondiale. Le misure anticrisi adottate dal governo di Cristina Fernandez de Kirchner non hanno dato i risultati sperati. Gli impianti argentini hanno per&ograve; il vantaggio di essere delle &quot;piattaforme&quot; produttive fortemente orientate al mercato brasiliano. Come dire, se la locomotiva carioca accelera, Buenos Aires ne beneficia.<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>Roberto Da Rin<br \/>IL SOLE 24 ORE <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riprese molto vigorose alternate a frenate brusche. &Egrave; questa la caratteristica dominante delle economie latinoamericane. 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