{"id":26464,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/fiere-la-partita-delle-alleanze\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"fiere-la-partita-delle-alleanze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/fiere-la-partita-delle-alleanze\/","title":{"rendered":"Fiere, la partita delle alleanze"},"content":{"rendered":"<p>di MARCO MORINI<\/p>\n<p>Grandi manovre nel settore delle fiere. Torino lancia messaggi a Rimini e Bologna e progetta un&#8217;alleanza che, assieme ai poli emiliano-romagnoli, si estenda alla futura Fiera di Roma; Rimini cavalca le privatizzazioni e punta a entrare nell&#8217;azionariato di altre Spa fieristiche; Verona lavora per coinvolgere i poli del Nord-Est nello sviluppo di singole rassegne, soprattutto all&#8217;estero; Bari corteggia una \u00abgrande fiera del Nord\u00bb per stringere un importante accordo commerciale; Milano gioca in proprio e progetta di acquisire delle rassegne oltre confine, escludendo per il momento alleanze globali con altri quartiere fieristici nazionali; intanto Roma scalda i motori e si prepara a gettarsi nella mischia, dal gennaio 2006, con un polo espositivo nuovo di zecca. E anche le realt\u00e0 minori non stanno a guardare: nelle Marche, per esempio, la Regione intende rafforzare il sistema locale attraverso la costituzione di una societ\u00e0 che raggruppi le fiere di Ancora, Pesaro e Civitanova.<\/p>\n<p>Il sistema \u00e8 in fibrillazione. La trasformazione in Spa degli enti espositivi &#8211; tappa indispensabile verso la privatizzazione delle fiere &#8211; i progetti di sviluppo immobiliare varati da numerosi quartieri e la liberalizzazione del mercato imposta dalla Ue stanno ridisegnando la mappa delle alleanze. Tre le opzioni possibili: incroci azionari tra quartieri fieristici; accordi strategico-operativi tra fiere, tipo la disciplina dei calendari, per evitare duplicazioni o sovrapposizioni di eventi, oppure sviluppo in comune dell&#8217;attivit\u00e0 estera; societ\u00e0 di servizi in joint venture, per esempio nel campo degli allestimenti fieristici. \u00abSono soprattutto le privatizzazioni a spingere le fiere verso una politica di fusioni e aggregazioni\u00bb sottolinea Lorenzo Cagnoni, presidente della Fiera di Rimini.<\/p>\n<p>Gli eventi destinati a mutare radicalmente lo scenario nazionale nell&#8217;arco dei prossimi 3-4 anni sono due: la forte espansione di Fiera Milano, che sta gi\u00e0 costruendo il maxipolo di Rho-Pero, alle porte della citt\u00e0; l&#8217;irrompere sul mercato del nuovo quartiere fieristico di Roma, con una vocazione spiccatamente internazionale.<\/p>\n<p>Ai due investimenti, che faranno crescere di colpo l&#8217;offerta espositiva nazionale di 470mila metri quadrati per una spesa complessiva superiore al miliardo di euro, si affiancano lo sviluppo di altri importanti quartieri: Bologna, Rimini e Verona in primis. Tutto questo porter\u00e0 probabilmente a un cambiamento dei rapporti di forza all&#8217;interno del sistema, con le altre fiere internazionali (Bologna, Roma, Verona, Bari) impegnate ad adottare le contromosse per rafforzare le proprie manifestazioni internazionali. \u00abRoma sar\u00e0 un serio problema per tutti\u00bb ammette Luigi Lo Buono, presidente della Fiera del Levante (Bari). \u00abRoma &#8211; incalza Luigi Castelletti, presidente di Veronafiere &#8211; pu\u00f2 rappresentare un fattore di instabilit\u00e0, soprattutto se dovesse risultare che l&#8217;area espositiva \u00e8 sovra dimensionata rispetto alle potenzialit\u00e0 della domanda\u00bb. Andrea Mondello, presidente della Camera di commercio di Roma, azionista di riferimento con il 47,4% di Fiera di Roma holding, spegne le polemiche: \u00abLa nostra volont\u00e0 &#8211; dice &#8211; \u00e8 quella di dialogare e collaborare con tutti. Fiera di Roma nasce con lo spirito di migliorare la competitivit\u00e0 del sistema Paese\u00bb.<\/p>\n<p>Intanto Milano, con il polo esterno in funzione dal 2005 e la riqualificazione del polo urbano, punta sui grandi progetti. \u00abL&#8217;espansione di Milano &#8211; riconosce Cagnoni &#8211; rappresenta un elemento di valore per l&#8217;intero sistema fieristico nazionale. C&#8217;\u00e8 il rischio per\u00f2 che Milano egemonizzi il mercato, viste le dimensioni del progetto Rho-Pero e le capacit\u00e0 imprenditoriali che distinguono il polo meneghino. Da qui nasce l&#8217;idea di un&#8217;asse alternativo, imperniato su altri quartieri: Rimini e Bologna prima di tutto, ma con l&#8217;obiettivo di estendere l&#8217;alleanza anche alla futura Fiera di Roma\u00bb. Quando parla di alleanze, Cagnoni afferma di ragionare a 360 gradi: \u00abSiamo pronti a vagliare tutte le alternative: scambi azionari, iniziative comuni con altri quartieri per lanciare rassegne all&#8217;estero, accordi commerciali sul mercato nazionale\u00bb.<\/p>\n<p>In pratica rilanciando l&#8217;asse Rimini-Bologna-Roma, Cagnoni approva la proposta di Alfredo Cazzola, presidente di Promotor international (organizza per esempio il Motorshow di Bologna) e proprietario di Lingotto fiere. Di recente Cazzola ha lasciato trapelare l&#8217;intenzione, da parte di Promotor, di acquisire una partecipazione nelle fiere di Bologna e Rimini, in corso di privatizzazione. Inoltre Cazzola \u00e8 l&#8217;azionista di riferimento (con il 50%) della societ\u00e0 che gestir\u00e0 la nuova fiera di Roma. Da qui l&#8217;idea dell&#8217;asse Torino-Bologna-Rimini-Roma. Molto cauta, al riguardo, la posizione di Bologna: la Spa studia con attenzione la manovre in atto nel panorama fieristico, ragiona su possibili alleanze ma per il momento non si sbilancia e nel frattempo sta consolidando un&#8217;importante rete di manifestazioni fieristiche all&#8217;estero.<\/p>\n<p>Su un&#8217;altra lunghezza d&#8217;onda si trova Luigi Lo Buono, presidente della Fiera del Levante. \u00abNoi &#8211; dice Lo Buono &#8211; non siamo interessati a stringere accordi azionari con altri quartieri, ma preferiamo rafforzare le nostre manifestazioni. Nei piani \u00e8 prevista un&#8217;alleanza commerciale molto forte con una grande fiera del Nord: ci possono essere alcuni eventi che presentano una doppia stagionalit\u00e0, cio\u00e8 possono essere organizzati ogni sei mesi, o annualmente, una volta al Nord e una volta al Sud, per coprire due mercati diversi. Una rassegna sullo stile di quanto sta accadendo con il Cibus di Parma. Altri accordi, sempre di natura logistica e commerciale, sono in arrivo con una serie di fiere balcaniche, per agevolare l&#8217;ingresso delle nostre imprese su quei mercati\u00bb.<\/p>\n<p>Analoga la strategia di Veronafiere: \u00abQuella delle partecipazioni azionarie &#8211; afferma il presidente Castelletti &#8211; \u00e8 la strada pi\u00f9 difficile da seguire. A nostro avviso l&#8217;alleanza tra le fiere, e mi riferiscono in particolare ai nostri vicini (Padova, Venezia, ndr) ma anche alle fiere dell&#8217;Emilia-Romagna, deve avvenire su manifestazioni specifiche, soprattutto per le rassegne organizzate all&#8217;estero\u00bb.<\/p>\n<p>E oltre i confini nazionali guarda anche Fiera Milano Spa: tra gli obiettivi della societ\u00e0, afferma l&#8217;ad Piergiacomo Ferrari, ci sono le acquisizioni di rassegne fuori dall&#8217;Italia. Esclusi, per ora, interventi societari sia in quartieri fieristici stranieri sia nazionali. Possibili invece intese con altre realt\u00e0 fieristiche su societ\u00e0 operative di supporto alle manifestazioni (allestimenti, ristorazione, Internet, convegni).<\/p>\n<p> IL SOLE 24 ORE &#8211; 28 novembre 2003<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARCO MORINI Grandi manovre nel settore delle fiere. 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