{"id":26411,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/la-grande-europa-un-passaggio-storico-con-qualche-incognita\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"la-grande-europa-un-passaggio-storico-con-qualche-incognita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/la-grande-europa-un-passaggio-storico-con-qualche-incognita\/","title":{"rendered":"La Grande Europa: un passaggio storico (con qualche incognita)"},"content":{"rendered":"<p>Da Lisbona a Tallinn 455 milioni di cittadini sotto una sola bandiera. Ma ci vorr\u00e0 del tempo prima che i \u00ab25\u00bb diventino un&#8217;area economica omogenea. <\/p>\n<p>La Ue si allarga da quindici a venticinque Paesi. Non \u00e8 ancora la fondazione degli Stati Uniti d&#8217;Europa, ma ci sar\u00e0 &#8220;una sola bandiera&#8221; dalle rive del Tago fino al Baltico, quella con le dodici stelle d&#8217;oro in campo azzurro. E&#8217; un passaggio storico per il Vecchio continente, una specie di riunificazione dell&#8217;Occidente con alcuni Stati dell&#8217;ex blocco comunista (e altri ne seguiranno nei prossimi anni). Ci sono per\u00f2 dei problemi non risolti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 ancora stata raggiunta l&#8217;intesa per approvare una Costituzione europea. Dopo il fallimento del vertice Ue di Bruxelles dello scorso dicembre, il nuovo Governo socialista in Spagna ha impresso un&#8217;accelerazione alle trattative, ma i tempi sono molto stretti per raggiungere un accordo entro la presidenza irlandese, che scade a fine giugno, proprio due settimane dopo le elezioni per il Parlamento europeo di met\u00e0 mese.<\/p>\n<p>Dal 1\u00b0 maggio l&#8217;Esecutivo Ue avr\u00e0 10 commissari in pi\u00f9, uno per ogni nuovo Paese, che avranno diritto di voto, ma non saranno titolari di specifici portafogli, bens\u00ec affiancheranno gli attuali. Dal 1\u00b0 novembre invece, quando terminer\u00e0 il mandato della Commissione Prodi, ci sar\u00e0 un Esecutivo &#8220;pieno&#8221; di 25 membri, formato da un presidente e da 24 commissari (uno per Paese).<\/p>\n<p>Con il voto del 12 e 13 giugno l&#8217;Europarlamento sale invece da 626 a 732 componenti: la Germania conserva il numero maggiore di deputati europei &#8211; 99 &#8211; mentre l&#8217;Italia scende da 87 a 78.<\/p>\n<p>  L&#8217;Europa a quindici risale al 1995, quando agli allora dodici Paesi comunitari si unirono Austria, Finlandia e Svezia. L&#8217;Unione che nasce il 1\u00b0 maggio sar\u00e0 invece pi\u00f9 spostata verso l&#8217;Est, ma anche verso il Mediterraneo.<\/p>\n<p> Dopo negozati e preparativi cominciati fra il 1998 e il 2000 si uniscono infatti ai quindici Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, i tre Paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) Slovenia, Malta e Cipro. Proprio di quest&#8217;isola mediterranea resta per\u00f2 fuori la parte turca, i cui abitanti &#8211; paradossolmente &#8211; nel referendum del 24 aprile scorso, avevano detto &#8220;s\u00ec&#8221; alla riunificazione, mentre i greco-ciprioti (la maggioranza degli elettori) l&#8217;hanno bocciata.<\/p>\n<p>La corsa per riunificare tutta l&#8217;Europa, dal Baltico al Mediterraneo, non \u00e8 per\u00f2 finita. Sono infatti in dirittura d&#8217;arrivo i trattati di adesione di Romania e Bulgaria, che salvo imprevisti dovrebbero accedere agli inizi del 2007. Discorso pi\u00f9 lungo e anche pi\u00f9 complesso per la Turchia, che ha gi\u00e0 messo in cantiere riforme economiche e politiche nella speranza di ottenere &#8211; entro quest&#8217;anno &#8211; l&#8217;indicazione di una data per l&#8217;avvio del negoziato di adesione.<\/p>\n<p>Ma al di l\u00e0 della prospettiva lontana di un ingresso nell&#8217;Unione anche della Turchia, l&#8217;allargamento a dieci nuovi Paesi, il pi\u00f9 consistente da un punto di vista numerico nella storia dell&#8217;Unione, pone il problema di quale Europa ci aspetta dopo il 1\u00b0 maggio. Un&#8217;Europa che, con 455 milioni di abitanti, diventer\u00e0 la terza potenza mondiale per popolazione, dopo Cina e India, e anche un formidabile mercato. Un gigante che per\u00f2 al suo interno avr\u00e0 una serie di disparit\u00e0, prima fra tutte quelle economiche, in particolare nei confronti dei Paesi che provengono dall&#8217;ex Europa comunista. <\/p>\n<p>I lavoratori e l&#8217;euro \u00abpossono attendere\u00bb<br \/>\nSecondo i dati della Commissione di Bruxelles la ricchezza totale dei<br \/>\nnuovi arrivati rappresenta solo il 4,6% di quella complessiva dell&#8217;Unione. L&#8217;Europa da Lisbona a Tallinn dovr\u00e0 darsi qualche tempo per diventare effettivamente omogenea. Anche per i lavoratori restano delle barriere: i Quindici possono infatti stabilire dei vincoli alla loro mobilit\u00e0 per un periodo transitorio che pu\u00f2 arrrivare fino a sette anni.<\/p>\n<p>Infine, l&#8217;adesione all&#8217;euro dei nuovi Stati \u00e8 spostata verso il 2010 (o nel migliore dei casi nel 2007-2008): i tre Baltici e la Slovenia il presidente della Bce dovrebbero essere i prossimi membri delll&#8217;Unione monetaria, ma ancora in marzo il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha frenato gli entusiasmi, precisando che non c&#8217;\u00e8 un&#8217;agenda per l&#8217;allargamento della zona euro e che, comunque, \u00absi decider\u00e0 caso per caso\u00bb. <\/p>\n<p>Nell&#8217;Unione allargatata ha dunque bisogno di nuove regole che consentano processi decisionali efficaci e al tempo stesso trasparenti. Tutti dicono di volerle, ma come dimostra l&#8217;esperienza della Conferenza intergovernativa sulla Costituzione europea, sulle regole per il futuro si gioca la vera partita fra i Paesi che non vogliono perdere status e quelli che, invece, proprio attraverso i nuovi criteri cercano di consolidare il proprio peso negoziale.<\/p>\n<p>Il Sole 24Ore<br \/>\n30 aprile 2004  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Lisbona a Tallinn 455 milioni di cittadini sotto una sola bandiera. 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