{"id":26285,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/sui-mercati-esteri-si-vince-in-cordata\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"sui-mercati-esteri-si-vince-in-cordata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/sui-mercati-esteri-si-vince-in-cordata\/","title":{"rendered":"Sui mercati esteri si vince in cordata"},"content":{"rendered":"<p>I servizi offerti dai consorzi per l\u2019export aiutano i produttori a superare la piccola dimensione.<br \/>\nL\u2019Unido: \u00abLa formula del made in Italy fa scuola nel mondo\u00bb. Il modello organizzativo sceglie la specializzazione.\t<\/p>\n<p>Wilfried Luetkenhorst, il direttore della divisione per lo sviluppo delle piccole e medie imprese dell\u2019Unido, l\u2019agenzia dell\u2019Onu per lo sviluppo industriale, cita l\u2019Italia come \u00abla nazione che ha la maggior esperienza nei consorzi export\u00bb. <\/p>\n<p>In effetti, su questo versante il nostro Paese fa scuola nel mondo sia sotto l\u2019aspetto manageriale sia per quelli regolamentari, come ha messo in evidenza il rapporto dell\u2019Unido fresco di stampa sui rapporti tra Pmi e distretti industriali. <\/p>\n<p>Non per niente sono parecchie le nazioni che, dopo aver studiato a fondo l\u2019organizzazione dei consorzi italiani per l\u2019esportazione, hanno deciso di seguire il modello del made in Italy. Che ha tra i suoi punti di forza la fornitura di servizi alle imprese con una vasta gamma che spazia da quelli di base (ad esempio la ricerca di agenti) a operazioni sofisticate come il countertrade, cio\u00e8 le triangolazioni commerciali. <\/p>\n<p>Con il passare del tempo, i consorzi hanno fatto passi da gigante con un\u2019evoluzione significativa dal semplice associazionismo alla creazione di marchi, dall\u2019apertura di uffici commerciali alla gestione di negozi. Buone performance. Del resto i risultati non mancano. <\/p>\n<p>Lo scorso anno, a fronte di un arretramento complessivo delle nostre esportazioni di oltre il 4%, le vendite sui mercati esteri delle aziende aderenti ai consorzi sono cresciute dell\u20191%, con un differenziale superiore ai cinque punti, per un valore assoluto di 14 miliardi di euro. E anche nel primo semestre del 2004 \u00e8 continuata la tendenza positiva in quasi tutti i settori, come sottolinea il rapporto della Federexport che verr\u00e0 discusso a fine mese. I consorzi per l\u2019esportazione sono arrivati a 140 con pi\u00f9 di 5.270 aziende. La tendenza \u00e8 alla crescita dimensionale accompagnata dalla specializzazione. <\/p>\n<p>Anche i servizi offerti agli associati crescono in quantit\u00e0 e qualit\u00e0, elemento che consente ai consorzi di focalizzarsi maggiormente non solo sul fronte del finanziamento alle vendite estere, ma anche sugli aspetti promozionali, scommettendo su immagine e qualit\u00e0. Tra le richieste avanzate dagli imprenditori interpellati, c\u2019\u00e8 un alleggerimento degli adempimenti burocratici, il riconoscimento del ruolo e della funzione svolta dai consorzi stessi, un ancora maggior radicamento nel territorio attraverso il coordinamento con le istituzioni locali. <\/p>\n<p>L\u2019internazionalizzazione. Vediamo lo spaccato della realt\u00e0 italiana che emerge nell\u2019istantanea scattata dall\u2019ultima indagine Federexport. Sotto l\u2019aspetto manageriale e organizzativo, il consorzio export nasce dall\u2019esigenza di collaborare tra le Pmi per condividere gli obiettivi e ottimizzare i costi relativi all\u2019internazionalizzazione. Gli scopi del consorzio sono chiari: esportare i prodotti delle imprese aderenti; svolgere attivit\u00e0 promozionale; assistere gli associati per l\u2019import di materie prime e semilavorati necessari alle produzioni delle aziende consorziate. <\/p>\n<p>Gli associati ai consorzi export rappresentano il 4,7% dei produttori nazionali e il 2,1% delle aziende che esportano. In media ogni consorzio raggruppa 40 associati, con una dimensione di impresa pari a 25 addetti, per un totale di oltre 132mila occupati. <\/p>\n<p>La distribuzione geografica dei consorzi mostra un miglioramento al Centro-Sud dove si registra la costituzione di nuove organizzazioni. I consorzi monosettoriali (esattamente 73) hanno raggiunto il 52% s u p e r a n d o quelli plurisettoriali, fermi a 67. I servizi alle aziende. I consorzi all\u2019export rivestono un ruolo importante nella vita delle Pmi perch\u00e9 coordinano l\u2019attivit\u00e0 promozionale attraverso specifiche iniziative realizzando missioni, indagini e convegni avvalendosi della collaborazione dell\u2019Ice e delle Camere di commercio all\u2019estero. <\/p>\n<p>Inoltre le organizzazioni contribuiscono a orientare gli imprenditori verso un corretto approccio ai mercati esteri (scelta degli intermediari, servizi di assistenza, ecc.) e svolgono anche un ruolo di formazione. <\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dei servizi il ruolo dei consorzi si \u00e8 venuto affinando e si \u00e8 adattato negli anni alle esigenze delle aziende per la penetrazione dei mercati emergenti.<\/p>\n<p>Il Sole 24 Ore<br \/>\n20 settembre 2004<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I servizi offerti dai consorzi per l\u2019export aiutano i produttori a superare la piccola dimensione. 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