{"id":26240,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/petrolio-oltre-ogni-record-a-5533-dollari\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"petrolio-oltre-ogni-record-a-5533-dollari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/petrolio-oltre-ogni-record-a-5533-dollari\/","title":{"rendered":"Petrolio oltre ogni record a 55,33 dollari"},"content":{"rendered":"<p>Superato ogni record nei mercati asiatici. La Bundesbank: crescita pi\u00f9 lenta per il caro-greggio. Il Governo francese stanzia 230 milioni di euro a favore delle categorie di lavoratori pi\u00f9 penalizzate       <\/p>\n<p>Non si arresta la corsa dell&#8217;oro nero. ll prezzo del petrolio greggio ha superato nei mercati asiatici il livello di 55 dollari americani per barile e ha raggiunto i 55,33 dollari a barile, 40 centesimi pi\u00f9 del prezzo di venerd\u00ec sera. <\/p>\n<p>Si tratta del prezzo per consegna a novembre, riferito al Nyme, il New York Mercantile Exchange. Il prezzo \u00e8 del 70% superiore a quello di un anno fa, ma rimane<br \/>\ndel 25% inferiore al record del 1981, tenendo conto dell&#8217;inflazione.<\/p>\n<p>Il nuovo rialzo ha depresso le Borse asiatiche. Tokio ha chiuso gli scambi in calo, con il Nikkei che ha segnato un ribasso dello 0,16%, a 10.965,62 punti. A incidere sulla giornata sono stati anche i timori degli investitori nipponici per un possibile calo della domanda cinese, in attesa dei dati sulla crescita del Pil per il terzo trimestre della Cina.<\/p>\n<p>Intanto il Governo francese ha sbloccato 230 milioni per venire in aiuto a categorie particolarmente penalizzate dal caro-petrolio, come agricoltori, camionisti e pescatori. Secondo il quotidiano \u00abLes Echos\u00bb, \u00e8 questo lo stanziamento previsto che figurer\u00e0 nei bilanci 2004 e 2005.<\/p>\n<p>La strategia della Ue.<br \/>\nPer contenere gli aumenti dei prezzi dei carburanti dovuti al caro petrolio, \u00e8 \u00abmeglio agire sull&#8217; Iva\u00bb anche se la decisione spetta comunque all&#8217; Ecofin. Lo ha affermato venerd\u00ec scorsoLoyola de Palacio, commissario europeo ai Trasporti e all&#8217;Energia, a margine dell&#8217; incontro Euromep, in corso a Roma al ministero delle Attivit\u00e0 produttive. \u00abNe abbiamo parlato con Marzano. Come responsabile dell&#8217;energia ho sempre fatto un ragionamento &#8211; ha sottolineato &#8211; non \u00e8 logico che il caro petrolio comporti entrate pi\u00f9 alte per l&#8217;erario derivanti dall&#8217;Iva. \u00c8 una riflessione che oggi ribadisco: mentre sulle accise non si pu\u00f2 intervenire perch\u00e8 sono fisse, \u00e8 meglio agire sull&#8217;Iva\u00bb.<\/p>\n<p>A spingere la corsa dei prezzi energetici \u00e8 sempre il timore di uno sbilanciamento tra domanda e offerta, vale a dire approvvigionamenti che rischiano di rivelarsi inadeguati a fronte dell&#8217; aumento della richiesta di greggio trainato dalla forte espansione delle economie emergenti, Cina in testa. E, in questa direzione, un segnale allarme \u00e8 arrivato anche dall&#8217; Aie, che ha rilevato come la domanda stia crescendo quest&#8217;anno a un ritmo pi\u00f9 veloce di quanto previsto finora.<\/p>\n<p> L&#8217;Aie ha infatti rivisto al rialzo le stime sulla crescita della domanda mondiale nel 2004 apportando una correzione all&#8217;ins\u00f9 nell&#8217;ordine di 190mila barili in pi\u00f9 al giorno rispetto alle previsioni comunicate solo un mese fa.In totale, secondo l&#8217;Aie, quest&#8217;anno la domanda mondiale registrer\u00e0 un incremento di 240 mila barili al giorno, attestandosi a quota 82,4 milioni di barili.<\/p>\n<p>Una dinamica che mette sempre pi\u00f9 sotto pressione il mercato, in un momento in cui gli Stati Uniti stanno ancora facendo i conti con gli effetti degli uragani che a settembre hanno flagellato le coste meridionali del Paese. A un mese di distanza dalle devastazioni provocate dall&#8217;uragano Ivan, molti impianti del Golfo del Messico non hanno ancora ripreso i normali ritmi di produzione. A mancare all&#8217;appello sono circa 475 mila barili al giorno (il 28% della produzione complessiva del Golfo). <\/p>\n<p>E nonostante le autorit\u00e0 americane abbiano rassicurato che entro la fine del mese un terzo degli impianti fuori uso torner\u00e0 sui livelli standard di estrazione, c&#8217;\u00e8 ancora chi tra gli operatori di mercato \u00e8 convinto che la situazione non torner\u00e0 alla normalit\u00e0 prima del prossimo anno. <\/p>\n<p>Crescita pi\u00f9 lenta in Germania<br \/>\nLa crescita economica tedesca nel terzo trimestre risulter\u00e0 pi\u00f9 lenta dello 0,5% registrat nel secondo trimestre. Lo afferma la Bundesbank nel suo bollettino mensile in cui spiega che la domanda interna non \u00e8 riuscita a compensare pienamente il calo delle esportazioni. \u00abL&#8217;alta dipendenza dalla domanda straniera &#8211; si legge nel rapporto &#8211; resta il tallone d&#8217;Achille tedesco\u00bb.<\/p>\n<p>La Bundesbank lancia anche un allarme per il prezzi del greggio. \u00abSe il prezzo del barile &#8211; scrive &#8211; rimarr\u00e0 sopra i 50 dollari nel lungo periodo i prezzi al consumo nel 2006 saranno pi\u00f9 alti di tre quarti di punto delle attuali<br \/>\nprevisioni e il Pil sar\u00e0 di tre quarti di punto pi\u00f9 basso\u00bb. <\/p>\n<p>Il Sole 24Ore<br \/>\n18\/10\/2004<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Superato ogni record nei mercati asiatici. La Bundesbank: crescita pi\u00f9 lenta per il caro-greggio. 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