{"id":26233,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/svolta-hi-tech-per-i-distretti\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"svolta-hi-tech-per-i-distretti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/svolta-hi-tech-per-i-distretti\/","title":{"rendered":"Svolta hi-tech per i distretti"},"content":{"rendered":"<p>In Italia soltanto il 7% degli occupati \u00e8 impiegato nei settori a elevato livello tecnologico <\/p>\n<p>MILANO \u2022 L\u2019Ocse, l\u2019organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, spinge l\u2019Italia per un \u00abradicale aggiornamento tecnologico\u00bb dei suoi distretti industriali\u00bb. L\u2019ente internazionale, che rappresenta i 30 Paesi pi\u00f9 ricchi e industrializzati del pianeta, pubblica oggi un rapporto che il \u00abSole-24 Ore\u00bb \u00e8 in grado di anticipare, sulla \u00abDiffusione dell\u2019Ict nelle imprese italiane\u00bb. <\/p>\n<p>\u00abLo studio promuove la strategia di indirizzo del Governo italiano e del ministero per l\u2019Innovazione e le tecnologie in materia ma ne chiede altres\u00ec il rafforzamento nel tempo per incoraggiare le aziende a muoversi verso modelli di produzione pi\u00f9 sofisticati e competitivi\u00bb, afferma Graham Vickery, responsabile del rapporto Ocse. \u00abPromuovere la diffusione e l\u2019uso delle Ict \u00e8 diventato una priorit\u00e0 dell\u2019agenda governativa \u2014 dice il rapporto \u2014 e l\u2019esecutivo italiano ha preso numerose misure per raddrizzare la situazione nonostante le ristrettezze del bilancio pubblico\u00bb.<\/p>\n<p> Ma occorre fare di pi\u00f9 per fronteggiare \u00abl\u2019accresciuta competizione internazionale, specialmente dei Paesi asiatici, che sono particolarmente agguerriti nei settori chiave in cui le aziende italiane una volta eccellevano\u00bb. <\/p>\n<p>La competitivit\u00e0. Occorre fronteggiare \u00abla perdita di competitivit\u00e0 internazionale e il declino nella quota dell\u2019export dell\u2019Italia\u00bb. Ma come? L\u2019indice di innovazione elaborato dagli economisti dell\u2019Ocse vede i Paesi nordici primeggiare come di consueto nella speciale classifica, l\u2019Italia collocarsi alle spalle di Germania e Francia e attestarsi sotto la media dell\u2019Unione europea nonostante i progressi ottenuti (due posti guadagnati) negli ultimi due anni.<\/p>\n<p> \u00abCerto i distretti, la forza propulsiva dell\u2019economia italiana, si stanno trasformando \u2014 dice Vickery \u2014 da un modello tradizionale (quartier generale e manifatture situate nella stessa area geografica) verso un nuovo modello di sviluppo (quartier generale sempre in Italia con impianti produttivi delocalizzati in Paesi a basso costo del lavoro) adottato per esempio dal distretto tessile e della scarpe del NordEst\u00bb. Ma non basta.<\/p>\n<p> I settori maturi. \u00abL\u2019industria italiana ha ancora una quota troppo elevata in settori maturi o tradizionali (quali il tessile, l\u2019abbigliamento e l\u2019industria alimentare, che insieme contano per il 17% degli occupati e il 15% del valore aggiunto manifatturiero nel 2001)\u00bb.<br \/>\nTutto questo mentre \u00abil settore ad elevato grado tecnologico pesa ancora troppo poco nel totale dell\u2019economia italiana: l\u2019area conta per il 7% degli occupati e solo per l\u20191,8% del valore aggiunto manifatturiero). <\/p>\n<p>E come se non bastasse l\u2019industria Ict \u00e8 frammentata e dominata da imprese troppo piccole (79mila con una media di meno di otto dipendenti per impresa)\u00bb. \u00abEcco perch\u00e9 serve un radicale aggiornamento che conduca le aziende della penisola \u2014 dice Vickery \u2014 ad evolvere verso modelli di business pi\u00f9 sofisticati e di applicazioni avanzate. Le imprese si sono focalizzate sugli investimenti tradizionali e sulle innovazione di processo per ridurre i costi del lavoro ma ora serve anche puntare verso investimenti che aumentino la crescita e l\u2019innovazione di prodotto\u00bb. <\/p>\n<p>Le sfide. Un cambiamento radicale dove la diffusione dell\u2019Ict (e qui sta il compito principale del Governo e del ministero competente assieme alle associazioni locali di categoria) pu\u00f2 fare molto per favorire il successo del cambiamento. \u00abPer aumentare la produttivit\u00e0 complessiva \u2014 dice il capo economista Ocse \u2014 occorre lavorare non solo sulla diffusione dell\u2019Ict ma anche sulla gente che dovr\u00e0 essere formata adeguatamente dalla scuola all\u2019uso delle nuove tecnologie e inserita in una nuova organizzazione aziendale\u00bb.<br \/>\nIl sistema scolastico, e la sua capacit\u00e0 di preparare i giovani alle nuove tecnologie, \u00e8 un po\u2019 il tasto dolente dell\u2019esame a cui l\u2019Italia si \u00e8 sottoposta volontariamente con i suoi &#8220;pari&#8221; dell\u2019Ocse (il Canada \u00e8 stata la nazione che conduceva i lavori del rapporto, aiutata in questo compito da Svezia e Finlandia, tutti primi della classe in materia). <\/p>\n<p>Le raccomandazioni. Come in tutti gli esami, dopo la promozione e la stretta di mano, c\u2019\u00e8 posto per i suggerimenti. All\u2019Italia il rapporto Ocse consiglia di aumentare il coordinamento tra il Governo nazionale e gli enti periferici \u00absoprattutto alla luce delle riforme appena varate verso il federalismo che tende a frammentare i programmi nazionali\u00bb. Il panorama regionale, comunque, vede la Lombardia in testa nelle spese informatiche, seguita dal Lazio e il Piemonte, mentre agli ultimi posti si collocano la Basilicata, la Valle d\u2019Aosta e il Molise.  <\/p>\n<p>Il Sole 24 Ore<br \/>\n20\/10\/2004<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia soltanto il 7% degli occupati \u00e8 impiegato nei settori a elevato livello tecnologico MILANO \u2022 L\u2019Ocse, l\u2019organizzazione per la cooperazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[60],"class_list":["post-26233","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notizie","tag-notizie-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26233","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26233"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26233\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}