{"id":26219,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/tasse-cosa-si-prepara\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"tasse-cosa-si-prepara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/tasse-cosa-si-prepara\/","title":{"rendered":"Tasse, cosa si prepara"},"content":{"rendered":"<p>Aliquote pi\u00f9 alte sulle rendite finanziarie, pi\u00f9 basse sui redditi. Sarebbe questo il progetto di Domenico Siniscalco. E&#8217; una vecchia idea di Tremonti, aggiornata (e ammorbidita) alle esigenze dei tempi.<\/p>\n<p> La manovra sui guadagni finanziari mette di malumore banche e titolari di fondi. Ma la forte riduzione e la rimodulazione delle aliquote personali e da lavoro dovrebbe favorire il rilancio dell&#8217;economia <\/p>\n<p>Il ministro dell&#8217;Economia, Domenico Siniscalco, lo ha smentito come di prammatica: \u00abNessun progetto di aliquota unica sulle rendite finanziarie\u00bb.<br \/>\nMa come nascono i rumors? E di che si tratta, in dettaglio? Ma in effetti il progetto c&#8217;\u00e8. In sintesi si tratta di questo: ridurre le aliquote fiscali sui redditi; aumentare e uniformare quelle sulle rendite finanziarie; allo stesso livello (18 per cento) andrebbe portata quella sugli interessi dei conti correnti, oggi al 27. <\/p>\n<p>VECCHIO PROGETTO TREMONTI<br \/>\n\u00c8 un piano che risale all&#8217;ex ministro Giulio Tremonti, il quale avrebbe voluto finanziare un ben pi\u00f9 robusto taglio delle imposte dirette con imposizione pi\u00f9 alta sulle rendite. L&#8217;idea di Tremonti era di tassare queste ultime al 23 per cento, la stessa aliquota a cui sottoporre i redditi personali fino a 100 mila euro, mentre per quelli superiori ci sarebbe stata un&#8217;aliquota del 33. <\/p>\n<p>Oggi quel progetto, che faceva parte del \u00abcontratto con gli italiani\u00bb di Silvio Berlusconi \u00e8 stato drasticamente ridimensionato, sia per mancanza di copertura sia per contrasti nella maggioranza. L&#8217;idea di ridurre l&#8217;imposta personale \u00abai ricchi\u00bb non piace ad An e Udc, mentre Berlusconi non vi ha del tutto rinunciato. <\/p>\n<p>DUE ALIQUOTE IRPEF (IRE): 23 E 39<br \/>\nComunque sia, dal 2005 dovrebbe scattare la riduzione dell&#8217;Irpef, che si chiamer\u00e0 Ire (Imposta sui redditi), e che vedr\u00e0 tre sole aliquote: 23,33 e 39 per cento. Manca ancora la definizione degli scaglioni a cui applicare le aliquote. Ed An vorrebbe che ci fosse anche un&#8217;aliquota del 43 per cento, per i redditi pi\u00f9 elevati. <\/p>\n<p>Un piano, comunque, da 6-6,5 miliardi. Per il quale a livello tecnico e politico si sta da tempo studiando la copertura. <\/p>\n<p>RENDITE, COSA CAMBIA<br \/>\nEcco dunque rispuntare il riordino delle tasse sulle rendite finanziarie, che oggi sono una giungla.<br \/>\nInfatti si parte dal 12,5 per cento per arrivare al 27. Con la prima aliquota sono tassate le rendite da titoli pubblici (i Bot, per esempio) e le cedole obbligazionarie con scadenza superiore a 18 mesi. Inoltre i dividenti azionari per partecipazioni inferiori al 5 per cento delle imprese. Per quelle superiori la rendita viene tassata come reddito personale, ma solo relativamente al 40 per cento della quota detenuta. Anche i capital gains, i guadagni sull&#8217;aumento di valore delle azioni, oggi sono tassati al 12,5 per cento. <\/p>\n<p>Insomma, un labirinto che \u00e8 stato congegnato nel corso degli anni sostanzialmente con tre obiettivi: ridurre al minimo la tassa sui titoli di Stato; tassare poco anche i dividendi azionari e i capital gain, soprattutto nell&#8217;interesse dei fondi d&#8217;investimento (i privati che applicano il \u00abfai da te\u00bb devono tenere una contabilit\u00e0 complicata, e fino a due anni fa venivano tassati sui cosiddetti guadagni virtuali, cio\u00e8 sulla rivalutazione dei titoli in portafoglio anche se non li avevano materialmente venduti); infine scoraggiare il parcheggio di contanti sui conti correnti. <\/p>\n<p>RENDITE TASSATE AL 18%<br \/>\nSu quest&#8217;ultimo fronte, del resto, si sono date da fare anche le banche, che aggiungono al fisco commissioni e gabelle varie.<br \/>\nL&#8217;idea di uniformare la tassa sulle rendite con un&#8217;aliquota unica, che potrebbe essere del 18 per cento, introdurrebbe un elemento di razionalit\u00e0 e giustizia fiscale. Se le rendite sono rendite, non si capisce perch\u00e9 ci siano trattamenti differenti.<br \/>\nTutto ci\u00f2 ovviamente non piace alle banche n\u00e9 ai fondi. Anche i piccoli investitori ne ricaverebbero una lieve penalizzazione, compensata dalla riduzione delle aliquote sul reddito. Infine restano i contrasti politici sull&#8217;insieme della manovra fiscale.<br \/>\nPer la prossima settimana Berlusconi ha annunciato un vertice della maggioranza che dovrebbe fissare dei punti un po&#8217; pi\u00f9 certi: se la riduzione fiscale va fatta con un decreto o con un provvedimento collegato alla Finanziaria, il tempo stringe. <\/p>\n<p>L\u00ec si capir\u00e0 anche la sorte del progetto di riordino delle rendite. I suoi fautori potrebbero far valere due argomenti: in quasi tutti i paesi le rendite finanziarie sono tassate come reddito; e, secondo argomento, la tassazione delle rendite \u00e8 sempre stato un cavallo di battaglia della sinistra. Dunque, almeno qui, sar\u00e0 difficile accusare Siniscalco di voler beneficiare chi \u00e8 gi\u00e0 privilegiato. <\/p>\n<p>Panorama<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aliquote pi\u00f9 alte sulle rendite finanziarie, pi\u00f9 basse sui redditi. Sarebbe questo il progetto di Domenico Siniscalco. 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