{"id":26202,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/tasse-perche-prima-le-imprese\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"tasse-perche-prima-le-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/tasse-perche-prima-le-imprese\/","title":{"rendered":"Tasse: perch\u00e9 prima le imprese?"},"content":{"rendered":"<p>Il presidente della Confindustria fa il suo mestiere: si batte perch\u00e9 la prima fetta dei (finora solo promessi) sgravi fiscali vada alle imprese e non ai cittadini. <\/p>\n<p>Ha inoltre ragione a chiedere l&#8217;abolizione dell&#8217;Irap: \u00e8 iniqua. Ma nel 2003 c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;indigestione di utili e di dividenti. E per le grandi imprese un&#8217;aliquota nominale media del 42% scende con vari sgravi al 29: quanto un cittadino a medio reddito <\/p>\n<p>Luca Cordero di Montezemolo va capito.<br \/>\nCome presidente della Confindustria non pu\u00f2 che battersi perch\u00e9 la prima fetta dei (finora solo promessi) sgravi fiscali vada alle imprese e non ai cittadini: \u00e8 il suo lavoro. Gli industriali ricordano il recente appello di Carlo Azeglio Ciampi: \u00abLa nostra economia perde da anni terreno in termini di competitivit\u00e0 e quote di mercato, la produttivit\u00e0 non aumenta\u00bb. <\/p>\n<p>Per rovesciare questa tendenza, dicono ora gli industriali, bisogna che il governo prima riduca le tasse alle aziende e solo dopo, e se sar\u00e0 avanzato qualcosa, ai privati . Ma hanno ragione? <\/p>\n<p>PER L&#8217;IRAP INDICATORI CHE NON REGGONO<br \/>\nSicuramente fanno bene a lamentarsi dell&#8217;Irap, l&#8217;Imposta regionale sulle attivit\u00e0 produttive varata dal centrosinistra in anni di boom economico e basata su indicatori che non reggono pi\u00f9: per esempio sul fatturato in rapporto al numero di dipendenti ma non sul profitto. L&#8217;Irap, oltre a essere iniqua, si \u00e8 trasformata in un boomerang, perch\u00e9 punisce l&#8217;occupazione e magari le spese per la ricerca, due campi gi\u00e0 in crisi.<br \/>\nFin qui le ragioni della Confindustria.<\/p>\n<p>Ma se esaminiamo le cifre del sistema industriale pi\u00f9 da vicino, scopriamo statistiche sorprendenti. L&#8217;ultimo rapporto di agosto 2004 di R&#038;S, la societ\u00e0 di ricerche della Mediobanca, considerato la pi\u00f9 affidabile, segnala che nel 2003 c&#8217;\u00e8 stata per i grandi gruppi industriali un&#8217;indigestione di utili e di dividenti, riscossi questi ultimi molto spesso dalle holding controllanti delle societ\u00e0 operative. <\/p>\n<p>UTILI MOLTIPLICATI PER 11<br \/>\nRiferiti alle 1.945 maggiori aziende italiane censite dalla Mediobanca, gli utili sono stati di 10 miliardi di euro, contro 928 milioni di perdite nel 2002.<br \/>\nUn miglioramento pari a 11 volte tanto. I dividendi hanno toccato 14,3 miliardi di euro: +85,4%. <\/p>\n<p>I gruppi pubblici hanno versato all&#8217;azionista di controllo cedole per 3,5 miliardi (+45%), ma sono anzitutto i soci di maggioranza dei privati ad avvertire la differenza, con un totale di 2,07 miliardi contro i 181 milioni del 2002.<br \/>\nAnche in questo caso il rapporto \u00e8 di 11 a uno rispetto all&#8217;anno prima. A fronte di tutto ci\u00f2 il personale si \u00e8 ridotto di 24 mila unit\u00e0. <\/p>\n<p>BENEFICI FISCALI<br \/>\nE le tasse? Le grandi imprese hanno denunciato un&#8217;aliquota nominale media del 42%; ma tenuto conto dei vari benefici fiscali concessi in questi anni, hanno sborsato concretamente il 29 per cento. In pratica, quanto un privato cittadino a medio reddito. Questo grazie al meccanismo dei crediti, degli incentivi e delle svalutazioni portate in detrazione tra societ\u00e0 controllori e controllanti. <\/p>\n<p>PI\u00d9 STIPENDIO, PI\u00d9 PRODUTTIVIT\u00c0<br \/>\nResta un ultimo dato, quello degli stipendi. Ebbene, la retribuzione media mensile lorda di un dipendente &#8211; non sul campione ma sul totale delle imprese nazionali &#8211; \u00e8 di 1.533 euro. Contro, per esempio, i 2.099 della Francia e i 2.200 della Germania. Ma anche contro i 1.935 euro dei Paesi Bassi e i 1.866 della Svezia. Questi paesi non sono citati a caso: nelle annuali statistiche sulla competitivit\u00e0 figurano davanti all&#8217;Italia.<br \/>\nForse questa graduatorie di competitivit\u00e0 non sono da prendere per oro colato (sono le stesse che danno il Botswana davanti all&#8217;Italia e alla Cina), ma i numeri parlano da soli. E ci sarebbe da aggiungere che in Francia, Germania, Svezia le aziende pagano al fisco pi\u00f9 che in Italia. <\/p>\n<p>Dunque di che cosa si lamentano gli industriali?<br \/>\nCertamente le piccole e medie imprese stanno messe peggio delle circa 2.000 big. Soprattutto perch\u00e9, non disponendo delle complesse catene societarie delle grandi, possono scaricare meno tasse. Per esempio, su di esse l&#8217;incidenza dell&#8217;Irap \u00e8 paradossalmente maggiore. Ed \u00e8 a questa massa di aziende che si riferisce Montezemolo quando dice: \u00abNon riesco pi\u00f9 a tenerle\u00bb.<\/p>\n<p>Per\u00f2, dati alla mano, appare arduo difendere la tesi cara alla Confindustria, ma anche a molti politici &#8211; tipo quelli di An &#8211; secondo la quale occorre tagliare prima le tasse alle aziende e poi ai cittadini. Piuttosto bisognerebbe mettere nelle tasche dei consumatori qualche soldo in pi\u00f9: senza denaro disponibile, \u00e8 arduo rilanciare i consumi. <\/p>\n<p>Forse le aziende italiane puntano al made in Italy solo sui mercati esteri? In questo caso dovrebbero per\u00f2 migliorare la qualit\u00e0 e l&#8217;appetibilit\u00e0 dei prodotti rispetto alla concorrenza straniera.<br \/>\nComunque, per restituire al Paese un po&#8217; di voglia di consumo le strade non possono essere che due. O aumentare gli stipendi, ma da questo orecchio le aziende non ci vogliono sentire. O ridurre le tasse.<br \/>\nTagliare posti di lavoro, pagare poco i dipendenti e poi immaginare che tutti si precipitino festosi allo shopping di Natale \u00e8 un po&#8217; troppo.<br \/>\nSe poi si pretende anche di mangiare per primi la torta fiscale&#8230;. <\/p>\n<p>MONTEZEMOLO: 5 MILIARDI DI SGRAVI NON HANNO LASCIATO TRACCIA <\/p>\n<p>I 5 mld di sgravi fiscali Irpef decisi due anni fa &#8220;non hanno lasciato tracce sull&#8217;economia&#8221;. Lo ha detto il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo intervenendo all&#8217;Accademia aeronautica di Pozzuoli. Montezemolo ha ribadito la necessit\u00e0 di dare alle imprese la possibilit\u00e0 di crescere e di investire, intervenendo prima sulla riduzione dell&#8217;Irap e successivamente, se ci sono le risorse, sull&#8217;Irpef, riferisce l&#8217;Agenzia Agi. <\/p>\n<p>Per Montezemolo \u00e8 necessario intervenire prima sulla competitivit\u00e0 delle imprese riducendo l&#8217;Irap. Una classe dirigente moderna, ha sottolineato il presidente di Confindustria, &#8220;sa rispettare e mantenere gli impegni sapendo riconoscere le situazioni sociali ed economiche che cambiano. Non bisogna fissarsi su impegni se le condizioni non lo permettono, Se oggi la priorit\u00e0 \u00e8 far ripartire l&#8217;economia &#8211; ha aggiunto &#8211; allora bisogna prima di tutto dare alle imprese la possibilit\u00e0 di crescere e investire&#8221;. Montezemolo nel caso di una riduzione dell&#8217;Irpef auspica che si vada innanzitutto nella direzione di un alleggerimento del cuneo fiscale dei lavoratori dipendenti. &#8220;Il cuneo fiscale &#8211; ha precisato &#8211; \u00e8 la differenza tra quello che le aziende pagano e quanto effettivamente arriva ai lavoratori in busta paga. \u00c8 un fardello che va alleggerito ed \u00e8 in questa direzione che deve andare il taglio dell&#8217;Irpef, se ci sono le risorse per farlo e dunque favorendo il reddito effettivo dei lavoratori dipendenti&#8221;, riferisce l&#8217;Agenzia Ansa.<\/p>\n<p>Panorama <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente della Confindustria fa il suo mestiere: si batte perch\u00e9 la prima fetta dei (finora solo promessi) sgravi fiscali vada alle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[60],"class_list":["post-26202","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notizie","tag-notizie-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26202","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26202"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26202\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26202"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26202"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26202"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}