{"id":26169,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/telecom-tim-fatto-il-matrimonio\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"telecom-tim-fatto-il-matrimonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/telecom-tim-fatto-il-matrimonio\/","title":{"rendered":"Telecom-Tim, fatto il matrimonio"},"content":{"rendered":"<p>La decisione votata all&#8217;unanimit\u00e0 dal cda Telecom. In corso il cda Tim. Indebitamento sotto la lente.  <\/p>\n<p>\u00abIl matrimonio \u00e8 stato deciso e anche i numeri\u00bb, cos\u00ec ha commentato Paolo Baratta, consigliere di Telecom Italia, le decisioni prese nel corso del cda della capogruppo al termine della riunione. Baratta ha lasciato gi\u00e0 la sede di<br \/>\nTelecom in Piazza Affari a Milano. Con lui sono usciti anche Massimo Moratti &#8211; che ha detto: \u00abE&#8217; andata bene\u00bb &#8211; Carlo Alessandro Puri Negri e Riccardo Ruggiero, amministratore delegato di Telecom Italia. Ha lasciato l&#8217;edificio anche Luigi Fausti consigliere di Telecom Italia che ha cos\u00ec commentato la riunione appena conclusa: \u00abIl cda \u00e8 andato benissimo, tutte le decisioni sono state prese all&#8217;unanimit\u00e0\u00bb. <\/p>\n<p>Alle 10,20 sono entrati a Piazza Affari Giuseppe Lucchini e Pier Francesco Saviotti, entrambi componenti del consiglio di amministrazione Tim. Nell&#8217;agenda dei lavori per il riassetto del gruppo \u00e8 infatti ora prevista la riunione del cda Tim. <\/p>\n<p>Indebitamento sotto la lente<\/p>\n<p>In tutto questo processo, il punto passato sotto la lente da investitori, mercato e analisti riguarda naturalmente il livello dell&#8217;indebitamento e la sua sostenibilit\u00e0. Nei conti della nuova societ\u00e0 Telecom-Tim risultante dalla fusione ci sar\u00e0 infatti un rosso da 45 miliardi di euro, un livello che desta qualche preoccupazione nel mercato, che si aspettava all&#8217;inizio un&#8217;Opas parte in contanti, parte in azioni. Un livello di debito che viene ritenuto comunque gestibile dopo l&#8217; operazione. Per ora le principali agenzie di rating hanno sospeso il giudizio e stanno alla finestra, mentre il mercato azionario ha promosso l&#8217;operazione sul campo.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec scorso (nelle sedute di ieri e di oggi i titoli sono stati sospesi dalle contrattazioni di Piazza Affari), le quotazioni si erano allineate ai livelli di prezzi circolati secondo le indiscrezioni. Il verdetto finale del mercato<br \/>\narriver\u00e0 cos\u00ec domani.<\/p>\n<p>Un prestito sindacato da 10 miliardi di euro, gestito dalle principali banche come Unicredit, Intesa, Capitalia e Mediobanca sar\u00e0 a servizio dell&#8217;operazione che prevederebbe appunto un&#8217;opa in contanti a 5,55 euro sul 30% delle azioni non in mano a Telecom (che ha il 55,6% di Tim), mentre il restante 15% sar\u00e0 scambiato con un rapporto tra 1,7 e 1,8. L&#8217; offerta riguarderebbe inoltre la totalit\u00e0 delle azioni di risparmio.<\/p>\n<p>Trattative serrate tra i soci.<\/p>\n<p>Il percorso per approdare all&#8217;idea gi\u00e0 cara a Roberto Colaninno non \u00e8 stato tra i pi\u00f9 facili. Se i Benetton hanno dato domenica il loro via libera di massima all&#8217;operazione, dopo diversi giorni di trattative serrate, nella serata di luned\u00ec,<br \/>\nnon sembravano avere chiarito completamente la loro intenzione di<br \/>\naderire o meno a un aumento di capitale cos\u00ec consistente in Olimpia, da 2,3 miliardi per la holding che possiede il 17% di Telecom Italia e che dovr\u00e0 reperire nuove risorse per non diluire eccessivamente la propria quota.<\/p>\n<p>Il confronto tra Tronchetti e i Benetton, soci fin dall&#8217;inizio dell&#8217;avventura nella societ\u00e0 delle tlc nel 2001, ha portato Edizione a dare il via libera alla fusione Telecom-Tim, giudicata bene dal mercato, ma contrasti all&#8217;interno della<br \/>\nfamiglia di Ponzano Veneto avrebbero reso incerta fino all&#8217;ultimo la volont\u00e0 di Edizione a introdurre nuova liquidit\u00e0 pari a circa 350 milioni di euro.<br \/>\nFin dalle prime ore della giornata, Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit (che controlla l&#8217; 8,4% di Olimpia cos\u00ec come Banca Intesa e che non dovrebbe aderire all&#8217;aumento), in Cina per la visita del<br \/>\npresidente Ciampi, aveva lasciato intravedere l&#8217;esistenza di qualche difficolt\u00e0. \u00abStiamo tutti ragionando e cercando di capire &#8211; aveva spiegato &#8211; la situazione \u00e8 complessa e in continua evoluzione\u00bb. Il braccio di ferro \u00e8 continuato cos\u00ec<br \/>\nper l&#8217;intero giorno, mentre l&#8217;altro socio, la Hopa di Emilio Gnutti, presente in Olimpia con il 16%, ha manifestato il proprio assenso. \u00abRibadiamo la volont\u00e0 &#8211; hanno spiegato fonti vicine alla holding bresciana &#8211; di mantenere la quota di Olimpia in portafoglio e, se nel caso, di sottoscrivere anche una quota<br \/>\ndi inoptato\u00bb.<\/p>\n<p>I dubbi dei Benetton, che avevano anche chiesto formalmente delle assicurazioni per il proprio investimento e di porre nuovi paletti, si sono per\u00f2 scontrati con il diniego di Tronchetti, intenzionato ad andare comunque avanti. Pirelli si sarebbe infatti detta pronta a sottoscrivere anche le eventuali quote inoptate, facendo ricorso anche un aumento di capitale da circa<br \/>\nun miliardo che provocher\u00e0, a monte, un aumento di Camfin.<\/p>\n<p>In serata infine, nella sede di Telecom a Piazza Affari, si \u00e8 svolta una riunione di alcuni consiglieri indipendenti della societ\u00e0, tra cui sono stati notati Paolo Baratta, Luigi Fausti, Guido Ferrarini e Luigi Roth.<\/p>\n<p>Il giudizio degli analisti Usa <\/p>\n<p>In attesa di dettagli pi\u00f9 precisi, la prima reazione del mercato americano sembra favorevole. Piace in particolare la decisione dei vertici di Telecom Italia di accorciare ulteriormente la catena di controllo unendo le due<br \/>\naziende. Promuovono, per esempio, l&#8217;operazione gli analisti di Merrill Lynch. \u00abE&#8217; un&#8217;operazione ricca a livello finanziario e contribuisce alla ripresa delle operazioni di fusione e acquisizione del settore\u00bb, si legge nella nota inviata ai clienti.<br \/>\nSecondo gli esperti della comunita&#8217; finanziaria americana, la decisione di Telecom Italia di acquisire i titoli di Tim che ancora non possiede potrebbe portare anche a un altro beneficio immediato: quello di convincere le agenzie di rating a mantenere invariato il giudizio sul titolo. Ad oggi &#8211; va ricordato &#8211;<br \/>\nTelecom Italia e&#8217; Baa2 per Moody&#8217;s, BBB per la Standard Poor&#8217;s e A- per la Fitch. <\/p>\n<p>Il cash-flow di Tim potrebbe essere utilizzato per ribilanciare la struttura finanziaria di tutto il gruppo, riducendo il debito pari a 30 miliardi di euro di Telecom Italia. \u00abUn&#8217;operazione che ottimizza la leva finanziaria del gruppo\u00bb, come spiegano alcuni operatori statunitensi che sottolineano come, nel medio lungo periodo, si assistera&#8217; a una riduzione del debito esistente piu&#8217;veloce del previsto. <\/p>\n<p>Le reazioni dei competitor<\/p>\n<p>Le grandi aziende del settore tlc come Alcatel, Siemens e Cisco promuovono l&#8217;integrazione fisso-mobile derivante dalla prospettata fusione Telecom-Tim.<br \/>\nSecondo Stefano Venturi, amministratore delegato Cisco Systems Italy e Vice President Cisco Systems Emea \u00abda sempre Cisco Systems ha visto nella convergenza un fattore abilitante per la creazione di valore, che permette la realizzazione di modelli di business innovativi e la diffusione di nuovi servizi<br \/>\na valore aggiunto. Sempre pi\u00f9 spesso il mercato richiede nuove piattaforme di servizi, che sono strettamente legate alla convergenza di reti fisse e di reti mobili e guardiamo quindi con favore a tutte le iniziative che consentano di rendere reale la business mobility\u00bb.<\/p>\n<p>Disco verde anche da Siemens \u00abquale produttore leader in grado di offrire soluzioni end to end complete di rete fissa e mobile, che comprendono tutte le componenti dall&#8217;accesso fino al terminale &#8211; ha affermato Luigi de Vecchis, amministratore delegato di Siemens Mobile Communications &#8211; vediamo con molto favore l&#8217;integrazione tra due importanti operatori come Telecom Italia e Tim\u00bb. \u00abRiteniamo &#8211; ha aggiunto &#8211; infatti che questa integrazione possa avere effetti estremamente positivi da un punto di vista industriale e strategico, poich\u00e8 traccia un percorso d&#8217; integrazione che gi\u00e0 da tempo aleggiava partendo dal livello delle piattaforme applicative fino alla pi\u00f9 lontana<br \/>\nintegrazione di alcune delle componenti delle infrastrutture\u00bb. <\/p>\n<p>\u00abDal punto di vista tecnologico e dl mercato, una convergenza tra telefonia fissa e mobile \u00e8 un vantaggio per l&#8217;utente: poter usufruire degli stessi servizi sul telefono fisso e sul cellulare \u00e8 sicuramente qualcosa di gradito ai clienti\u00bb. Cos\u00ec Samy Gattegno, presidente e amministratore delegato di Alcatel<br \/>\nItalia.<\/p>\n<p>Il Sole 24 Ore<br \/>\n7 dicembre 2004  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decisione votata all&#8217;unanimit\u00e0 dal cda Telecom. In corso il cda Tim. 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