{"id":26155,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/expo-2008-saragozza-batte-trieste\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"expo-2008-saragozza-batte-trieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/expo-2008-saragozza-batte-trieste\/","title":{"rendered":"Expo 2008, Saragozza batte Trieste"},"content":{"rendered":"<p>La delusione di Fini a Parigi. Il sottosegretario Antonione: decisione politica<\/p>\n<p>PARIGI &#8211; Sar\u00e0 Saragozza ad organizzare l\u2019Expo 2008. La candidatura della citt\u00e0 spagnola \u00e8 prevalsa ieri sera a Parigi dopo un emozionante testa a testa con l\u2019italiana Trieste. Minoritaria la candidatura della greca Salonicco. <\/p>\n<p>A Saragozza sono andati 57 voti, a Trieste 37, un astenuto. Il verdetto \u00e8 un po\u2019 beffardo e molto amaro per Trieste che non vede premiato lo sforzo organizzativo e la regia diplomatica per conquistare la maggioranza dei 97 Paesi rappresentati al Bureau International des Expositions . <\/p>\n<p>E\u2019 anche una sconfitta per l\u2019Italia e per il nostro governo che hanno sostenuto la candidatura sul piano economico, con generose sponsorizzazioni e a livello d\u2019immagine e che, negli ultimi giorni, avevano sentito la vittoria a portata di mano. Tanto che il vicepresidente del Consiglio e neo ministro degli Esteri Gianfranco Fini era arrivato in mattinata a Parigi con l\u2019ovvia aspettativa di celebrare l\u2019evento. Ed \u00e8 forse la sconfitta di un\u2019idea che il capoluogo giuliano avrebbe rappresentato anche fisicamente, in sintonia con il messaggio di un\u2019esposizione universale. <\/p>\n<p>Erano infatti la storia particolare della citt\u00e0, il suo essere crocevia geografico fra Oriente ed Occidente, la sua funzione di cerniera fra l\u2019Europa realizzata e l\u2019Europa che si allarga all\u2019Est e ai Balcani, a lasciare immaginare le ambizioni del progetto.<br \/>\n\u00abLa mobilit\u00e0 della conoscenza\u00bb, il titolo scelto per l\u2019Esposizione universale, significava collegare alle esperienze e ai contributi internazionali un patrimonio scientifico e culturale della citt\u00e0 non sempre conosciuto e qualche volta in ombra rispetto all\u2019immagine pi\u00f9 tradizionale del capoluogo giuliano, quella di citt\u00e0 di frontiera e di nostalgie asburgiche, con il record di anziani e un porto in declino. <\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 profondamente diversa. Dagli anni Sessanta, Trieste ha attirato scienziati da tutto il mondo, ha trasformato gli handicap della collocazione geografica in formidabili carte di rinascita, ha messo la sua storia al servizio del dialogo fra i popoli e fra i Paesi in via di sviluppo, ha raccolto la eco delle tragedie che si svolgevano a pochi chilometri di distanza per rinnovare un messaggio di tolleranza e di pace. Ma non \u00e8 bastato per l\u2019Expo. <\/p>\n<p>Musi lunghi dunque a Parigi e soprattutto a Trieste, dove un\u2019intera citt\u00e0 aspettava il verdetto sui teleschermi collegati in piazza Unit\u00e0 d\u2019Italia. Musi lunghi nella nostra delegazione diplomatica e governativa, scuro in volto e silenzioso il presidente della Regione, Riccardo Illy. \u00abTrieste &#8211; aveva detto Fini prima delle votazioni &#8211; \u00e8 nel cuore dell\u2019Europa, \u00e8 la pi\u00f9 italiana fra le nostre citt\u00e0, punto d\u2019incontro di diverse esperienze culturali, religiose, economiche\u00bb. <\/p>\n<p>Dal gossip sull\u2019interpretazione della sconfitta, affiorano diversi elementi, ovviamente da verificare. Il primo sarebbe stato il tentativo un po\u2019 maldestro di ingraziarsi il voto dei greci, dati per quasi sicuri perdenti, avendo la Grecia gi\u00e0 organizzato quest\u2019anno le olimpiadi di Atene. Il secondo, nel gioco delle lobbies a sostegno delle candidature, riguarda la fattibilit\u00e0 del progetto triestino in rapporto alle infrastrutture regionali e ai collegamenti internazionali ritenuti evidentemente inferiori a quelle di Saragozza. Il terzo &#8211; ed \u00e8 forse il pi\u00f9 vicino alla realt\u00e0 &#8211; investe il peso specifico della Spagna rispetto all\u2019Italia nelle relazioni europee e internazionali, tanto pi\u00f9 che la svolta politica a Madrid, con la vittoria di Zapatero, ha creato le premesse per rapporti pi\u00f9 intensi con l\u2019asse franco-tedesco e con i Paesi in via di sviluppo, spesso protagonisti in questo genere di kermesse. <\/p>\n<p>Nei giorni scorsi erano piovute smentite su un presunto sostegno a Saragozza da parte del presidente francese Jacques Chirac durante una visita ufficiale in Spagna, ma \u00e8 difficile non credere a qualche spintarella francese. \u00abSono state decisioni politiche, non sul progetto\u00bb, ha detto il sottosegretario agli Esteri Roberto Antonione. Pi\u00f9 cauto il ministro dell\u2019Innovazione Lucio Stanca: \u00abMi rifiuto di pensare ad una sconfitta politica, ma evidentemente i rapporti non sono andati nel verso giusto. I voti dei greci non si sono aggiunti al ballottaggio\u00bb. <\/p>\n<p>Circola anche una malignit\u00e0: Saragozza 2008 sar\u00e0 dedicata all\u2019acqua e allo sviluppo sostenibile, l\u2019Italia, proprio in questi giorni, ha messo in discussione i protocolli di Kyoto. E anche questo, forse, \u00e8 un messaggio nello spirito dell\u2019esposizione universale. <\/p>\n<p>Corriere della Sera<br \/>\n17\/12\/2004<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La delusione di Fini a Parigi. Il sottosegretario Antonione: decisione politica PARIGI &#8211; Sar\u00e0 Saragozza ad organizzare l\u2019Expo 2008. 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