{"id":26010,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/tracollo-del-polo-vince-lunione-di-prodi\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"tracollo-del-polo-vince-lunione-di-prodi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/tracollo-del-polo-vince-lunione-di-prodi\/","title":{"rendered":"Tracollo del Polo, vince l&#8217;Unione di Prodi"},"content":{"rendered":"<p>Il centrosinistra cresce sia come amministrazioni sia come voti. Fini: \u00abUn segnale chiaro e inequivocabile. Governo indebolito\u00bb <\/p>\n<p>Ai primi exit poll tutti sono rimasti prudenti. La memoria di dichiarazioni fatte su dati poi smentiti non permetteva valutazioni nette. Prodi, nei suoi uffici, ha visto affissi cartelli eloquenti: \u00abDichiarazioni prudenti, grazie\u00bb. E ha sorriso. Un sorriso che gi\u00e0 pregustava quello liberatorio e sereno di qualche ora dopo quando ha potuto affermare \u00abE&#8217; stata una vittoria larg. Gli italiani ci chiedono di prepararci a governare\u00bb. <\/p>\n<p>Per la Cdl \u00e8 stato un tracollo, apparso fin dai primi dati: 11 a 2, dicevano gli exit poll. Ma le \u00abforbici\u00bb in tre Regioni (Piemonte, Lazio e Puglia) erano vicine. L&#8217;unione non poteva ancora cantar vittoria, il Polo non doveva ancora stracciarsi le vesti, perch\u00e9 aveva messo in preventivo di non vincere altrove e di non confermarsi in Calabria, Abruzzo e Liguria, regioni amministrate dal centrodestra e quasi subito ( soprattutto le prime due) sfuggite. Poi sono arrivate le proiezioni, ovvero le percentuali tratte dai primi voti reali. Lo schema si ripeteva e non dava illusioni di rimonte nette al centrodestra. <\/p>\n<p>I leader non si facavano vedere, qualcuno stava sul vago e per la maggioranza il solo Tabacci parlava gi\u00e0 chiaramente di sconfitta e di colpe interne: dalle riforme fatte per il cosidetto asse del Nord ai problemi di guida della coalizione. Alla fine era chiaro: per la maggioranzza \u00e8 stato un tracollo. L&#8217;unico a mostrarsi soddisfatto, nella Cdl, era Calderoli, per aver guadagnato qualche punto percentuale per le liste della Lega nord. Una soddisfazione qasi surreale se appena si alzava lo sguardo alla cartina d&#8217;Italia: 11 Regioni a 2 per l&#8217;Unione che ottiene la conferma di tutti e cinque i presidenti e ne strappa ben 6 al centrodestra. La Cdl salva per s\u00e8 soltanto Lombardia e Veneto.<\/p>\n<p>LAZIO E PIEMONTE &#8211; Bruciano soprattutto le sconfitte in Lazio e Piemonte, regioni cruciali, dove i governatori uscenti Francesco Storace e Enzo Ghigo devono cedere lo scettro rispettivamente a Piero Marrazzo e Mercedes Bresso. Storace \u00e8 stato tra i primi ad ammettere la deb\u00e0cle chiamando di persona Marrazzo e aggiungendo a mo&#8217; di commento finale: \u00abE&#8217; stata un&#8217;ecatombe in tutta Italia\u00bb. L&#8217;unica casella rimasta in bilico fino a notte fonda \u00e8 stata la Puglia dove la lotta tra Fitto (Cdl) e Vendola (Unione) \u00e8 stata incertissima e giocata all&#8217;ulitmo voto. <\/p>\n<p>L&#8217;UNIONE ESULTA &#8211; Diventa comprensibile, dopo la prudenza iniziale, l&#8217;esultanza del centrosinistra. Come prima Romano Prodi, anche Piero Fassino, quantificando il tracollo della Casa delle libert\u00e0, osserva: \u00abIl risultato delle regionali \u00e8 un terremoto che ha colpito il centrodestra, un ribaltamento totale dei rapporti di forza sul piano nazionale. Il centrosinistra, &#8211; anticipa Fassino- gadagna non soltanto in amministrazioni governate, ma anche nel golbale dei voti espressi\u00bb. Esplicita l&#8217;ala radicale della coalizione che con Oliviero Diliberto e Antonio Di Pietro chiede apertamente che Berlusconi prenda atto che non ha pi\u00f9 la maggiranza nel Paese e si dimetta e si vada ad elezioni anticipate. <\/p>\n<p>IL SILENZIO DEL PREMIER &#8211; Berlusconi non interviene. Il suo silenzio sul voto dura tutto il giorno. Tocca al vicepremier Gianfranco Fini presentarsi a Porta a porta, da Bruno Vespa: \u00abIl voto ci fa capire che gli italiani, in questo momento, hanno una preferenza per il centrosinistra. E&#8217; un segnale chiaro e inequivocabile da parte degli elettori, \u00e8 un campanello d&#8217;allarme. E il governo \u00e8 senza dubbio indebolito. E&#8217; un dovere, per An e tutto il centrodestra, assumersi le proprie responsabilit\u00e0 con elettori e con italiani\u00bb. Dopo la triste parentesi della morte del Papa, la politica torna a Porta a porta dove era rimasta all&#8217;utima, discussa, apparizione di Berlusconi, nella giornata che lo aveva visto protagonista anche della diretta dalla Fiera di Milano. Stasera, a recitare il meaculpa, c&#8217;\u00e8 Fini. Il silenzio del premier peser\u00e0. E il voto, \u00e8 inevitabile, aprir\u00e0 una serie di \u00abdiscussioni\u00bb interne. Oppure, per usare le parole del vicepremier Follini: \u00abLa difficolt\u00e0 della Cdl esiste tutta: per risalire la china occorrer\u00e0 riflettere e magari non solo riflettere&#8230;\u00bb. <\/p>\n<p>IL BILANCIO GLOBALE: 16 A 4 &#8211; Dopo il voto di oggi, il centrodestra governa in 4 Regioni: Lombardia, Veneto, Molise e Sicilia (le ultime due torneranno alle urne nel 2006). Il centrosinistra governa ora in 16 Regioni: Piemonte, Valle d&#8217;Aosta, Liguria, Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna.  <\/p>\n<p>Corriere della Sera<br \/>\n5\/4\/2005<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il centrosinistra cresce sia come amministrazioni sia come voti. Fini: \u00abUn segnale chiaro e inequivocabile. 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